Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Casa Bianca: corsa a ostacoli

  • Scritto da  Dario Porzi
  • Commenti:DISQUS_COMMENTS
Casa Bianca: corsa a ostacoli

La corsa alle elezioni presidenziali di Novembre prossimo negli USA è sempre più una vera e propria corsa ad ostacoli, sia per il Presidente uscente Barack Obama che per il suo avversario repubblicano Mitt Romney. In una situazione economica incerta e difficile, il Paese si ritrova a dover scegliere se continuare a dare fiducia ad un Presidente che ha deluso le aspettative di molti ed un miliardario repubblicano le cui idee, sia per uscire da questa crisi economica che in politica estera, non risultano ben chiare. Questa incertezza si evidenzia nei sondaggi che fino a qualche giorno fa davano in leggero vantaggio Obama su Romney, ma che oggi, dopo lo scontro televisivo, sembrano dare ragione al candidato repubblicano.

 

A pesare sul voto è soprattutto la difficile fase congiunturale dell’economia americana. Quest’ultima è in realtà la vera chiave di volta per vincere le elezioni. Una forte crescita economica o un’economia in salute fanno più effetto che qualsiasi altra cosa sull’elettorato americano. Infatti, in passato, sia Reagan che Clinton sono riusciti a sfruttare questa spinta per poter ottenere un secondo mandato e George Bush Sr, invece, dall’altra parte, ad essere spedito a casa.

Il Presidente Obama si ritrova in questa fase dove l’economia USA non da segni evidenti e costanti di netta ripresa, l’occupazione stenta a crescere e il debito pubblico diventa sempre più un peso insopportabile. Ciliegina sulla torta, le minacce da parte di alcune agenzie di rating di togliere la tripla “A” agli USA nel caso non si intraprendessero forti azioni per ridurre il debito. Purtroppo per la Casa Bianca, a bilanciare la situazione economica interna non ci sono grandi risultati positivi in altri settori, come in politica estera ad esempio. Infatti, l’uccisione di Osama Bin Laden e lo smantellamento di diversi gruppi terroristici in molti Paesi arabi rappresentano importanti risultati, ma non decisivi. Restano, tuttavia, i nodi da sciogliere dei rapporti con l’Iran e col suo programma nucleare. Quest’ultimo fortemente avversato da Israele, che non intende aspettare le lungaggini della diplomazia e che sembrerebbe pronto anche ad un blitz militare, anche senza il consenso (e l’ombrello protettivo) americano. I rapporti con le altre potenze mondiali come Russia e Cina restano stabili, nonostante alcuni irrigidimenti russi a proposito del dispiegamento dello scudo missilistico USA in Europa Orientale. Tuttavia, a pesare fortemente sull’Amministrazione Obama è la forte delusione proprio nel suo elettorato. Dal 2008 ad oggi, diversi gruppi che avevano creduto in un nuovo Presidente capace di rinnovare il Paese, hanno viste deluse le proprie aspettative, a parte la riforma sanitaria, pressoché azzoppata dal Congresso USA. In questa situazione, un po’ di aiuto potrà venire dalla First Lady, che ha mantenuto tra l’elettorato, soprattutto femminile, un certo carisma e che potrà ritornare utile.

D’altra parte, il candidato repubblicano Romney sta cercando di sfruttare, per la sua corsa alla Casa Bianca, tutti i punti deboli o i passi falsi interni che internazionali dell’Amministrazione Obama. Tuttavia, le sue “ricette” strategiche per uscire dalla crisi economica non risultano molto chiare. Idee che, se da un lato, rientrano nella tradizione classica conservatrice, dall’altro devono un po’ prendere le distanze dalla vecchia Amministrazione di Bush Jr che non viene ricordata in maniera proprio positiva. Da questo punto di vista, Romney vorrebbe un rapporto più deciso e meno morbido, anche a livello economico, con la Cina. Quindi, anche una politica estera molto più rigida e meno flessibile rispetto a quella esercitata dall’Amministrazione Obama. A partire innanzitutto dalla questione iraniana, in cui il candidato repubblicano sarebbe ben disposto a risolvere con una soluzione militare o comunque appoggiando un eventuale blitz militare israeliano. Soluzione tuttavia che farebbe diventare ancor più incandescente ed instabile l’area mediorientale, già infuocata dalla crisi interna in Siria, e inoltre farebbe irrigidire i rapporti con Russia e Cina, partner economico-militari di Teheran, che finora hanno ostacolato o comunque rallentato le iniziative americane sia all’interno che al di fuori delle Nazioni Unite per risolvere diplomaticamente la questione Iran. Un “aiuto” indiretto alla campagna presidenziale di Romney è arrivato dall’attacco e susseguente uccisione dell’ambasciatore USA a Bengasi, che ha fornito la possibilità di accusare l’Amministrazione Obama di essere troppo “morbida” con il terrorismo e di aver fallito nel sostenere le primavere arabe. Tuttavia, questo “aiuto” fornito a Romney è stato controbilanciato dalle continue e pesanti gaffes del candidato repubblicano (l’ultima, quella in cui dichiara molto candidamente di fregarsene del 47% di americani votanti o sostenitori di Obama, che sarebbero soltanto dei parassiti che vivono grazie ai sussidi del governo). Un’esternazione che ha avuto un doppio effetto negativo: da un lato ha indignato non soltanto i democratici, ma anche una buona parte degli americani che in genere vota per i repubblicani, dall’altro ha fatto perdere punti preziosi nei sondaggi rispetto ad Obama. Punti che, alla lunga, potrebbe essere decisivi nella corsa alla Casa Bianca.

Comunque, quest’ultima parte della campagna per le presidenziali potrà fornire una maggiore chiarezza o ridurre almeno qualche dubbio agli elettori americani, grazie all’ultimo dibattito televisivo in cui si affronteranno i due candidati. Confronto che chiarirà se ridare nuovamente fiducia al finora deludente Obama oppure scommettere sul “cavallo” Romney, sperando che non sia un “brocco”. Due “scommesse pesanti” per gli americani, visti i pochi soldi che si ritrovano in tasca a causa della crisi economica.      

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info