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Aaron Swartz: pagare con la vita la lotta per i saperi liberi

  • Scritto da  Vincenzo Visciano
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Aaron Swartz: pagare con la vita la lotta per i saperi liberi

Aaron Swartz è stato trovato morto nel suo appartamento di New York venerdì 11 gennaio, a seguito di quello che pare un suicidio. Aveva 26 anni e rischiava una condanna a 35 anni di carcere per aver intasato la rete del MIT mentre scaricava milioni di articoli scientifici in un colpo solo, per poi condividerli. Attivista per i diritti e le libertà civili e hacker, a soli 14 anni Swartz aveva collaborato alla creazione dell’RSS  – il formato standard di condivisione di notizie utilizzato da tutto il web – ma aveva anche contribuito alla nascita del sito di social news Reddit e delle licenze Creative Commons (nella foto, Swartz a 15 anni con il fondatore di Creative Commons Lawrence Lessig alla festa di lancio delle licenze).

Le accuse, mosse a Swartz sulla base del Computer Fraud and Abuse Act, una legge che copre “tutte le attività informatiche che non piacciono al governo” statunitense, riguardavano il download di milioni di articoli dall’archivio online di documenti accademici JSTOR attraverso la rete interna del MIT. Quello che è stato contestato a Swartz non è tanto il download in sé, quanto il modo in cui è stato effettuato: Aaron aveva infatti creato uno script molto semplice per scaricare milioni di documenti tutti insieme, anziché salvarli uno alla volta (con il “salva con nome” dal browser), per poi condividerli, usando peraltro una serie di accorgimenti per evitare che il MIT, allarmato dalla quantità di download, fosse in grado di identificarne l’origine. Con questa operazione Swartz aveva però intasato la rete dell’università, come spiega in un articolo del luglio scorso il Guardian, aggiungendo che, secondo i suoi sostenitori, Swartz non aveva fatto altro che qualcosa di molto simile a “prendere in prestito troppi libri tutti insieme dalla biblioteca”. Da ciò, la denuncia per reati informatici, partita dal MIT e non da JSTOR, per la quale Swartz era ancora sotto processo rischiando fino a 35 anni di carcere e una multa di un milione di dollari per un reato che, come sottolinea oggi la sua famiglia in un comunicato ufficiale, "non ha causato alcuna vittima". Un processo troppo duro da sostenere sia emotivamente che finanziariamente, e che dunque potrebbe essere all'origine del gesto estremo del ragazzo. Molto dettagliata è anche la ricostruzione delle accuse che l’avvocato di Swartz fa in questo post.

Swartz non era un hacker qualunque, ed ha contribuito nel corso della sua breve vita alla creazione di alcuni di quelli che sono oggi i pilastri del web come lo conosciamo. A 13 anni aveva vinto un concorso per ragazzi con un sito che anticipava obiettivi e scopi che sarebbero poi stati alla base di Wikipedia. All'epoca Swartz non riuscì a trovare persone che contribuissero al suo progetto, ma qualche anno dopo sua madre gli parlò di Wikipedia e lui ne diventò attivista e fervente sostenitore. È tuttora in corso tra gli attivisti di Wikipedia la discussione aperta da un suo articolo che evidenziava come, nonostante la natura aperta di Wikipedia, è uno zoccolo duro di poche centinaia di persone quello che scrive la maggior parte degli articoli.

A 14 anni, Swartz è stato anche tra coloro che hanno definito lo standard RSS che tuttora usiamo per la diffusione delle informazioni sul web. Ha poi fondato Infogami, un sito che presto si è fuso con Reddit, importante aggregatore social di notizie. Ha inoltre contribuito alla definizione delle basi del web semantico e di Creative Commons. Con i soldi guadagnati dalla vendita di Reddit ha fondato Demand Progress, una rete di attivisti con oltre un milione di membri, che tutt'oggi si batte per i diritti e le libertà civili e per delle riforme in senso progressista. Un esempio di come il suo impegno non fosse soltanto legato all’informatica è questo bell’articolo in cui Swartz racconta la storia di uno stabilimento automobilistico negli Stati Uniti, chiuso dalla General Motors perchè gli operai non erano produttivi e riaperto dalla Toyota l’anno dopo con gli stessi operai ma con un diverso approccio di gestione, con risultati straordinari di produttività e partecipazione alla vita dell’azienda.

Il mondo intero si è mosso in memoria di Aaron e del suo impegno. Sono tantissime le testimonianze delle persone che hanno collaborato con lui, tante delle quali raccolte sul sito Remember Aaron Swartz.

A 26 anni, Swartz lascia un vastissimo patrimonio di intenzioni e di azioni, tante delle quali raccolte sul suo blog. Anonymous ha dato diffusione a un appello che chiede a tutti gli accademici di pubblicare su twitter i propri lavori con l’hashtag #pdftribute per ricordare Swartz. In tanti lo stanno già facendo.  

Ultima modifica ilMartedì, 22 Ottobre 2013 00:53
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