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Profumo: 'siete solo una minoranza'

  • Scritto da  Redazione
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carota profumoCome nella tradizione dei ministri dell'Istruzione, anche Profumo, una volta travolto dalle proteste studentesche, invece di rispondere nel merito alle contestazioni e alle proposte degli studenti si limita a dire che gli studenti nelle piazze sono una minoranza, strumentalizzata e da ignorare. Il ministro Moratti prima, la Gelmini poi si erano contraddistinte per dichiarazioni di questo tenore. Questa voltatocca al Ministro Profumo che, intervistato dal Messaggero, non si limita quindi a proseguire il lavoro dei suoi predecessori sul piano delle riforme e dei tagli, ma anche su quello delle modalità di confronto e ascolto. E pensare che il 5 ottobre, dopo le cariche ai cortei studenteschi, lo stesso ministro si era detto "pronto al dialogo".

Ecco il passaggio dell'intervista:

 

D. Ma non vengono carezzati troppo gli studenti nel nostro Paese, quasi che abbiano solo diritti e zero doveri?

R. «Non lo so. So soltanto che, per restare al tema delle proteste di questi giorni, gli studenti italiani sono 8 milioni. Quelli che parlano sono soltanto una frazione molto minoritaria».

D. E gli altri, come è loro dovere, pensano a studiare senza agitare troppe carote?

R. «Se l’1 per cento di questi 8 milioni di studenti partecipassero alle manifestazioni, avremmo visto in piazza 80.000 ragazzi, pari alla popolazione di una media città italiana».

D. Sta dicendo che erano invece un paesello, una frazioncina di un piccolo municipio?
R. «Non so quanti fossero. I numeri sono sempre variabili e dipendono da chi li dice. Certamente però, per essere la maggioranza, gli studenti in protesta dovevano raggiungere quota 4 milioni più 1. E di sicuro questa cifra non l’abbiamo vista».

Non si è fatta attendere la replica: l'Unione degli Studenti in una nota attacca duramente il ministro, che a detta del suo coordinatore Roberto Campanelli "non può dichiarare il giorno prima che bisogna partire dalla domanda degli studenti e definirsi democratico e aperto al dialogo, per poi definirci minoranza e snobbare la partecipazione di piazza. Noi proseguiremo le nostre proteste con tre giorni di mobilitazione nelle scuole di tutto il paese dal 24 al 26 ottobre."

"La democrazia non è il governo della maggioranza ma il governo di tutti - prosegue nella nota l'Unione degli Studenti - se il ministro crede che noi siamo minoritari lo sfidiamo pubblicamente ad aprire una consultazione nazionale in cui gli studenti possano liberamente dire ciò che pensano su legge Aprea, diritto allo studio, edilizia scolastica, finanziamenti alle scuole private e risorse per la scuola pubblica. Ricordiamo ancora che quando il MIUR ha aperto una consultazione sul valore legale del titolo di studio la primavera scorsa: i risultati non sono mai divenuti pubblici, forse perché la comunità universitaria non la pensava esattamente come il Ministero".

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