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Censura in nomine Christi

  • Scritto da  gvdr
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margherita-hackCi risiamo. Censura. Sempra la stessa: alcuni (sedicenti) cattolici vorrebbero zittire chi la pensa diversamente. La scienziata Margherita Hack qualche tempo addietro e ora Mariano Lamberti, regista di "Good as You", sotto attacco.

A Mezzolombardo, piccolo comune posto all'incrocio fra la Valle dell'Adige e la Val di Non in Trentino, una parte della parrocchia ha deciso che Margherita Hack, astrofisica, intellettuale e memoria storica italiana, non doveva parlare. Hanno quindi revocato la concessione del teatro parrocchiale (gestito dalla parrocchia ma finanziato dal Comune) sperando che la storia finisse lì, perché in Trentino comandano loro, i preti. E invece Mezzolombardo ha risposto nel modo migliore: amministrazione comunale che in primis si spende per assicurare l'evento, privati che coprono le spese logistiche – la scienziata non mette mai in tasca nulla per le sue conferenze –, il circolo anziani che mette a disposizione la bocciofila e tanta gente accorsa per dialogare con Hack durante la serata: pienone, nonostante la concomitanza con le funzioni religiose. Prima, nel pomeriggio merenda e tempo per le curiosità dei bambini: l'indomani un giornalista locale, probabilmente nella ricerca di un goffo cerchiobottismo, ha suggerito che la merenda fosse stata organizzata per venire incontro a chi voleva fare la via crucis, tutti bambini, sembrerebbe.

A vedere le sale piene di Mezzolombardo (non un paese rosso dell'Emilia, ma un comune del cattolico Trentino), a constatare la risoluta pacatezza con cui quei cittadini hanno risposto alle tracotanze di cui erano testimoni, è facile concludere che i mitili Militiani e la censura svuotano le chiese.

Uscito ieri nelle sale, l'ultimo film di Mariano Lamberti è già riuscito ad interessare i militanti estremisti di Militia Christi, i mitili di Cristo. Roberto Lastei, direttore nazionale del "movimento politico", ultras cattolico, intima alle sale cinematografiche di non inserire "Good as You" nel programma, pena il temibile boicottaggio dei fondamentalisti cattolici. Lastei definisce il film "squallida e volgare apologia della pratica omosessuale", pratica che sarebbe "antinaturale". Evidentemente si confonde con l'omofobia: è ormai assodato – lo sostengono tutte le maggiori istituzioni scientifiche italiane e internazionali, non ultima l'Organizzazione Mondiale della Sanità – che è l'omofobia ad essere una patologia, e non l'omosessualità. Dunque squallide sono le sue parole, e fors'anche apologetiche di reato quando le si mette in relazione con i corsi a pagamento per "curare" l'orientamento sessuale, disconosciuti e condannati dall'Ordine Nazionali degli Psicologi ma perpetrati in Italia grazie anche all'appoggio della Romana Chiesa. Compreso l'errore di Lastei, diventa comprensibile l'inverosimile lettera di minaccia pubblicata dai mitili, che parla di modelli sbagliati e della fatica dei genitori: l'omofobia, come altre fobie, son brutte bestie e trova il pericoloso sostegno di alcuni estremisti.

Ma, siamo ottimisti, anche "Good as You" vedrà un lieto fine: i mitili militanti son più ridicoli che pericolosi, il film verrà proiettato, il pubblico si farà serenamente un giudizio, qualcuno lo troverà stereotipato e stupido, ad altri piacerà. Speriamo che con il giusto aiuto professionale anche Lastei e gli altri estremisti cristiani possano superare l'omofobia.

Non si dovrebbe fare di tutta l'erba un fascio: i mitili sono estremisti, i membri del comitato di gestione del teatro parrocchiale no (tanto che la decisione non è stata unanime e i due dissidenti erano alla serata). In questi casi, la prassi giornalistica e politica è quella di invitare a prendere le distanze con gli estremisti. Ma è difficile avvenga, quando l'estremismo non è nelle frange esterne del cattolicesimo, ma emana dal suo centro istituzionale.
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