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Il matrimonio gay, il conformismo: una risposta alla signora Dell'Olio

Riceviamo e pubblichiamo

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Anselma dell'OlioNon si può resistere alla tentazione di rispondere alla lettera della signora Anselma Dell'Olio pubblicata da Pubblico, il neonato giornale diretto da Luca Telese dopo il divorzio da Il Fatto Quotidiano. Nella sua lettera la signora Dell'Olio adopera infatti colpevolmente - e scientemente - il penoso svuotamento semantico di tre espressioni molto importanti quali diritti, pensiero unico, anticonformismo.

 

Per chiarire quanto appena detto è utile servirsi di un esempio molto iperbolico: se è anticonformista prendere apertamente posizione contro i diritti gay, allora potrebbe esserlo anche uccidere qualcuno, perché la maggior parte delle persone (conformiste) non lo fa. Ovviamente con ciò non si vogliono equiparare i due atti. Tuttavia, il significato che la signora Dell'Olio dà alla parola anticonformismo si avvicina terribilmente - ed a nostro modo di vedere erroneamente - a questa interpretazione.

Il significato originale di anticonformismo - quello serio, quello sociale, non quello da Treccani - non si può limitare al semplice "fare per partito preso il contrario di quello che gli altri fanno". "Anticonformismo" è effettivamente il saper distinguere cosa la massa fa e pensa perché non ha armi critiche per rifletterci seriamente ed essere in grado di contrapporvi un modello fondato su princìpi, cultura, riflessioni - parola che ha un'accezione ben diversa da "opinioni".

Quando sentiamo dire da chi siede negli organi dirigenziali del nostro Paese che, ad esempio, gli immigrati - che arrivano a bordo di barconi vedendo morire di stenti molti dei loro compagni di viaggio - andrebbero rispediti a casa, ci troviamo di fronte uno scenario molto, troppo simile a quello dipinto dalla signora Dell'Olio: una negazione dei diritti umani spacciata per opinione, attuata in maniera subdola e raccapricciante. Continua così il solito depauperamento di significato che gli italiani tanto adorano, in una neolingua che ha ben poco da invidiare a quella di orwelliana memoria, che rassicura chi parla e allo stesso tempo toglie armi ad un eventuale interlocutore che non sia consapevole di questo perverso meccanismo.

I diritti, invece, va detto chiaramente, sono tali perché esistono (o meglio, dovrebbero esistere) indipendentemente dalla volontà dell'opinione pubblica e da quella dei governi. E sono tali, e sono bellissimi, perché sono frutto di una caratteristica che tutti dovremmo avere, che prende il nome di empatia. E se non c'è quella, non c'è "opinione" che tenga.

Andando nel concreto, esistono numerosissime situazioni in cui ci sono padri che realmente fanno del male ai figli, ed al contempo madri che riescono ad affrontare con la forza della disperazione la difficoltà di tenere su una famiglia da sole. Magari esistessero più famiglie con due madri della stessa forza, determinazione e caparbietà!

Un figlio "confuso e disordinato", per dirla con le parole della signora Dell'Olio, non è un figlio che abbia due padri o due madri: è invece un figlio che non è educato all'affettività, che per colpa della propria mancanza di empatia, appunto, crede di avere la facoltà di decidere per l'amore di altri. Il mondo è pieno di persone confuse e disordinate che hanno un solo padre e una sola madre.

Infine, un ultimo spunto di riflessione: essere gay è un orientamento sessuale innato. Non una scelta sociale, non un'appartenenza politica. Pertanto, l'esempio riguardante Rupert Everett è poco calzante. Tra i tanti, ci sono gay fascisti, gay conservatori e anche gay palesemente stupidi. Ed attingere da queste tre categorie forse non è rappresentativo di un pensiero controcorrente che abbia peso dialettico soltanto perché derivante da una persona che vive in prima persona la sua condizione di omosessuale. Insomma: è ridicolo utilizzare argomentazioni palesemente stupide, anche se affermate da una persona gay, come grimaldello per forzare la discussione e far notare che addirittura degli omosessuali la pensano allo stesso modo della signora Dell'Olio.

Ultima modifica ilMartedì, 07 Gennaio 2014 15:59
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