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Svizzera: multinazionali al guinzaglio

  • Scritto da  Mathieu Scialino
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Svizzera: multinazionali al guinzaglio

Avvicinato da due studenti dell' Université de Genève mi trovo a decidere se firmare una petizione dal nome “droits sans frontieres” che ha come obbiettivo quello di far rispettare anche ai grandi del mondo le regole basilari: i diritti dell'uomo. Vediamo un po' meglio di che si tratta.

La Svizzera è lo stato con la più alta densità di sedi centrali di multinazionali che, attirate da una politica fiscale vantaggiosa come il diritto degli azionisti e da indubbi vantaggi economici, sono passate in poco più di quarant'anni da 6mila a 82mila.

Per la legge casa madre e filiali sparse in tutto il mondo sono enti giuridicamente separati e questo fa si che la sede centrale non debba praticamente mai rispondere di eventuali violazioni di leggi internazionali perpetrate da una sua sede collocata altrove o da una sua controllata, sempre che qualcuno denunci queste violazioni... In effetti come spiega molto chiaramente Daniel Gosteli Hauster di Amnesty International, gli Stati che ospitano le attività di tali multinazionali sono oppressi dal debito e la corsa agli investimenti esteri (o per meglio dire alla produzione più vantaggiosa possibile per gli investitori) spesso porta , unita alla corruzione dilagante, tali Stati a ignorare la propria responsabilità in materia di diritti umani e ambientali a favore di questi grandi colossi dai quali troppo spesso si trovano a dipendere.

Ovviamente tutto questo non è passato inosservato fino ad oggi, ma in effetti tutto quel che è stato fatto per risolvere il problema, non è ad oggi vincolante. Già nel 1999 a Davos fufirmato anche da giganti del calibro della Monsanto o Rio Tinto, il patto mondiale dell' ONU (Global compact),  ma questo è servito solo a dare alle corporations un modo per ripulire la propria immagine e vantare questa firma nel loro piano di RSI (responsabilità sociale delle imprese) senza dover apportare alcuna modifica al loro comportamento.

Nel 2011 il Consiglio dei Diritti Umani ha adottato le linee guida del professor John Ruggie (rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani e le imprese) che non hanno però visto ad oggi alcuna risoluzione con conseguenze concrete benché indichino chiaramente la strada da percorrere obbligando gli Stati a proteggere i propri cittadini e il proprio territorio, le imprese a rispettare il diritto internazionale e che sia garantita la possibilità di risarcimento alle vittime di eventuali crimini anche se commessi da multinazionali estere.

Questo è il contesto in cui nasce questa campagna, promossa da numerosissime realtà tra le quali Amnesty International, Greenpeace, Alliance Sud, Terre des Homes, WWF, Peace Brigades International e moltissime altre. La petizione si concluderà il 31 Maggio con la consegna delle firme e la richiesta formale al Consiglio federale ed al Parlamento Svizzero di fare in modo che le imprese che hanno la loro sede in Svizzera debbano rispettare i diritti umani e l’ambiente dappertutto nel mondo.

Ad oggi le firme raccolte sono 70501 online più quelle cartacee.
Per chi volesse aggiungere la propria firma o volesse avere informazioni più dettagliate :
http://www.dirittosenzafrontiere.ch/it/petition/multinazionali-al-guinzaglio/

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