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Adelante, Eugenio, con juicio.

  • Scritto da  Giovani che odiano la Velocità
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collettivo pippo baudo mo' vediamo Noi siamo i giovani che odiano la velocità. Il nostro odio è come la goccia che piano corrode la pietra: presto o tardi avremo ragione di voi vecchi amanti della velocità. Presto o tardi, ma più probabilmente tardi.


Pensavamo di poter agire in silenzio: Eugenio Scalfari ci ha smascherati. Nel suo ultimo velocissimo editoriale, partorito di getto fra un cappuccino e un cornetto, il grande vecchio si scaglia contro di noi esponendoci al pubblico giudizio. Egli ammira i treni, che con maschio vigore aumentano di giorno in giorno le loro "performance": e noi giovani? che facciamo? Senza alcuna spina "dorsale" ci opponiamo, pavidi e senza spirito di patria.

Il fondatore de la Repubblica, mentre si destreggia per aumentare tutti gli stipendi agli stagisti e si perita di ficcare la penna bene affondo nei meccanismi del potere, ci suggerisce, così su due piedi, di mobilitarci al grido di "When the Saints / go marching in / I want to be in that number" [sic]. Ma noi siamo per i lenti, non per il rockenrolle! Ci consiglia la spallata, ma noi siamo per i languidi inchini, non per le rapide azioni di busto.

Ebbene sì, dopo anni di lotta protetti dall'anonimato delle nostre barbe – che crescono sempre troppo veloci – è giunto il momento, fin troppo subitaneo, di dirlo con voce stentorea: noi giovani odiamo la velocità!

Ecco le nostre prime rivendicazioni, a partire proprio dalla famigerata TAV:

1) Sospensione del giudizio su dati e studi forniti dai tecnici indipendenti circa la convenienza della TAV Torino-Lione. Se in quindici anni nessun politico si è preso la briga di leggere quei documenti ci sarà un motivo, e di sicuro non vorremmo che proprio ora un governo di tecnici in soli 100 giorni si sbrighi a leggere gli appelli di economisti, geologi, ambientalisti. Troppo veloci sono stati quelli nello scrivere, ora con estrema lentezza vengano letti! O, meglio ancora, non vengano letti per niente.

2) Raddoppio dei tempi previsti per la costruzione della linea Torino-Lione. I 35 anni ad ora previsti sono pochi, pochissimi: le opere di costruzione devono essere più lente: non si arrivi a posare la prima pietra entro vent'anni, non si finisca entro altri 50.

3) Stop ai tentativi di salvaguardia ambientale italiana. Troppo veloci e troppo attivi, frenetici, i tentativi degli scienziati italiani di recuperare terreno alla cementificazione forzata, all'avvelenamento delle falde e alla definitiva distruzione del paesaggio. Noi, Giovani contro la Velocità, siamo a sostegno di ogni realtà mafiosa che cerca di frenare questi attivisti della velocità.

4) Ritorno al modem 56k. L'Italia ha bisogno di internet, ma l'attuale copertura, sebbene fra le più lente d'Europa, è ancora troppo veloce. Trrtttrrnnntrr… è il nostro canto di battaglia, la commutazione analogica il nostro credo.

5) Posticipo sostanziale del primo impiego dignitoso. Ad oggi i ritmi forsennati del lavoro ci impongono ad un posto monotono e schifosamente sicuro attorno ai 40 anni: noi giovani che odiamo la velocità chiediamo che si prolunghi "indefinitavamente" la stagione degli stage e delle vessazioni. Il nostro motto è: precari alla morte. Riconosciamo agli ultimi governi che molto si è fatto in questa strada, ma non abbastanza.

Noi, Giovani contro la Velocità, siamo pronti all'estremo sacrificio per il nostro ideale!

Vogliamo tutto e lo vogliamo con calma!

[Una comunicazione di servizio deve arrivare, ma senza fretta, ai compagni calabresi: il compagno Eugenio v'ha sgamato. Pensavamo di poter far finta voi faceste parte dell'Italia, e di coinvolgervi nelle nostre lotte, che sono anche le vostre, ma Scalfari nota giustamente che dovreste farvi i cazzi vostri (e noi i nostri). Come suole in questi casi: vi faremo sapere noi.]

Il collettivo Pippo Baudo - Giovani che odiano la velocità ringrazia Dogen Kigen e l'Anonimo Effe per i ritardi grafici.

Ultima modifica ilLunedì, 05 Marzo 2012 23:19
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