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Padova a braccia aperte? Bitonci, i preti e i mendicanti

ripubblichiamo dal blog di Gianni Belloni 

«La vera carità cristiana si fa aiutando realmente, fattivamente, quotidianamente le persone in difficoltà, come fanno i nostri servizi sociali, e non permettendo loro di vivere di questue, talvolta forzose, di espedienti ai margini della società e della legalità».

A prima vista possono passare per parole di buon senso. Le ha vergate Massimo Bitonci rivolgendosi ai frati di sant’Antonio in una puntata della quotidiana polemica sulle politiche sull’accattonaggio (che preferiamo trattare come diversi punti di vista sulla questione della povertà) . A prima vista dicevamo, perché l’affermazione solleva alcune questioni non banali.

Il Veneto sott'acqua: perché la tragedia di Refrontolo viene da lontano

La tragedia del paese di Refrontolo sta facendo parlare per l’ennesima volta di Veneto e di alluvioni. Come accade sempre più spesso, una forte pioggia nella regione ha causato la morte di diverse persone, l’isolamento di borghi e frazioni e notevoli danni economici. Si tratta ormai di una storia nota: il Veneto è in emergenza alluvione almeno una volta ogni due settimane da ottobre 2013, con continue esondazioni, frane, erosioni e allagamenti.

Non si tratta certo di fenomeni tipici della regione; è vero che i cambiamenti climatici hanno portato piogge intensissime e trombe d’aria molto più forti e frequenti, ma le responsabilità dei veneti su tutto ciò, e sugli effetti di queste emergenze, sono notevoli.

Innanzitutto partiamo dai cambiamenti climatici. È evidente a tutti coloro che risiedono nella regione che il tipo di precipitazioni, l’intensità e la repentinità con cui si scatenano sono un fenomeno assolutamente nuovo nella storia veneta. Però sarebbe sbagliato dire che i veneti su questo sono privi di colpa: i cambiamenti climatici sono un prodotto diretto del nostro atteggiamento rispetto al Pianeta, non sono capitati per caso. I cambiamenti del clima sono la conseguenza dell’aumento della temperatura dei mari, la cui principale causa è l’enorme consumo di carburanti fossili. Il boom economico che ha portato il nord-est negli anni ’70 e ’80 dall’essere una delle zone più arretrate d’Italia a diventarne la locomotiva è stato tutto basato sull’intuizione che la piccola industria poteva specializzarsi, anziché su un prodotto finito, sull’elaborazione di semilavorati e di particolari. È nata così tutta un’economia del particolare, in cui migliaia di piccole fabbriche, poco più di laboratori artigianali, ha imparato a fare un solo tipo di lavorazioni, o di dettagli, di altissima qualità da esportare in tutto il mondo. Questo sviluppo si basa però necessariamente su una pesantissima articolazione logistica, che vede merci in continuo movimento, interamente sviluppata su ruote e su navi. È facile immaginarsi l’effetto in termini di consumo di combustibili fossili, e quindi le corresponsabilità nel riscaldamento del Pianeta. Ovviamente questo non basta a giustificare quanto sta accadendo, è un piccolo elemento in un sistema di portata mondiale, ma che, esistendo in questa forma e in questi modi, serve a spuntare le armi a chi adotta un atteggiamento fatalista nei confronti dei cambiamenti che stiamo vivendo.

Il Radar Festival costretto a lasciare Padova: senza cultura la città muore

Gli organizzatori del Radar Festival, che la settimana scorsa si è svolto tra molte difficoltà al Parco delle Mura a Padova - stessa location dal 2012 - hanno annunciato che dal prossimo anno il festival musicale lascerà la città veneta per trasferirsi altrove. Gli organizzatori affermano di aver maturato questa decisione da un po' di tempo, tuttavia l'annuncio è arrivato solo dopo uno scontro acceso con il vecchio/nuovo assessore alla sicurezza padovano Maurizio Saia (“vecchio” perché già assessore ai tempi della giunta con sindaca Giustina Destro nel 1999).

La situazione ha un che di grottesco: gli organizzatori consegnano le richieste per ottenere tutti i permessi nei tempi previsti, e tutte le valutazioni preliminari risultano favorevoli. L'Amministrazione era informata ed aveva autorizzato ogni singolo dettaglio della manifestazione. Questa la situazione al 9 luglio. Il 21 luglio, con il palco già montato da una ditta di professionisti, l'Amministrazione muta completamente il proprio precedente indirizzo, arrivando a chiedere, dal Settore Ambiente, che il palco venga orientato diversamente, cosa ovviamente impossibile a soli due giorni dall'inizio della rassegna musicale.

Tangentopoli in laguna: vacilla il «Sistema» veneto

Gianni Belloni, coordinatore dell'Osservatorio «Ambiente e legalità» di Venezia, fa il punto sul contesto in cui si situano gli arresti, avvenuti oggi, del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni (Pd) e dell'assessore regionale alla mobilità del Veneto Renato Chisso (Forza Italia), a cui si aggiunge la richiesta di arresto del deputato di Forza Italia ed ex presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan.

Ecco a voi il Sistema. Non abbiamo letto le carte dell’inchiesta. Sappiamo che tutti gli inquisiti, compresi gli arrestati, sono innocenti fino a prova contraria. Ma possiamo lo stesso descrivere alcuni degli elementi costitutivi di questo Sistema e pure fornire qualche indicazione per uscirne. Maghi? No, semplicemente insieme a nutrite minoranze di questi territori in questi anni abbiamo studiato, analizzato, denunciato e descritto quello che stava succedendo.

Un Sistema, ecco cos’era. Alimentato da soldi pubblici per opere dall’utilità incerta e dal certo, e immenso, impatto ambientale. Un «sapiente» governo delle risorse che non scontenta nessuno e che si svolge al riparo dalla concorrenza e dalla trasparenza. E così sono sopravvissuti – procedura speciale dopo procedura speciale – pezzi importanti dell’imprenditoria veneta e le loro proiezioni politiche.

Violenze nel carcere di Vicenza, denunciati 15 secondini

Il pubblico ministero di Vicenza, Alessandro Severi, ha inviato nelle scorse ore 15 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti agenti di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere San Pio X del capoluogo di provincia veneto. Tra questi, ispettori, sovrintendenti e anche un sostituto commissario, accusati da almeno cinque detenuti che in più occasioni hanno denunciato abusi nei loro confronti. Gli accusati si difendono parlando di “circostanze prive di fondamento, fatti che non esistono”, le voci su quando accade nel penitenziario si rincorrono ormai da anni, tant'è che nel novembre 2012, al termine di un'ispezione, l'allora parlamentare radicale, Rita Bernardini, parlò esplicitamente di “carcere degli orrori”.

Primarie a Padova, la sfida del cambiamento

Un candidato anomalo, senza tessere di partito, uscito da un percorso partecipato lungo un anno, con l'obiettivo della “transizione verso un nuovo modello di sviluppo”, sta creando non pochi grattacapi all'establishment del centrosinistra. Francesco Fiore, 40 anni, ingegnere che lavora nel campo delle energie rinnovabili, sfida Ivo Rossi (vicesindaco uscente, Pd) e Alessandro Zan (ex assessore all'ambiente e oggi deputato di Sel).

Succede a Padova, dove domenica prossima, 2 febbraio, gli elettori del centrosinistra saranno per la prima volta chiamati a votare alle primarie, per scegliere il candidato a sostituire Flavio Zanonato sulla poltrona di sindaco.

Dall'università alle scuole elementari: nasce PLaNCK, la chimica per i bambini

PLaNCK! è una rivista scientifica per bambini di età tra gli 8 e gli 11 anni appena nata a Padova. L'idea è venuta a due ragazze dottorande in scienza dei materiali, Agnese Sonato e Marta Carli, circa un anno fa. Agnese e Marta sono state spinte da una domanda: perché in Italia nessuno ha ancora ideato una rivista scientifica dedicata esclusivamente ai bambini?

«Quando eravamo bambine noi, in edicola uscivano fascicoli come “Esplorando il corpo umano”, “Invenzioni e inventori” e “Il pianeta dei dinosauri” - dice Marta Carli -. Ma oggi, cosa esiste per i bambini? Partendo da questo spunto abbiamo deciso di realizzare PLaNCK!. Ovviamente da sole non avremmo mai potuto realizzare la rivista, per questo abbiamo contattato altri dottorandi, una fumettista, un giornalista, una pedagoga e una traduttrice, perché da subito abbiamo deciso di caratterizzare PLaNCK! con il bilinguismo, la rivista sarà infatti sia in italiano che in inglese».

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