Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536
il Corsaro

il Corsaro

Il corsaro.info è il portale dell'AltrAINFORMAZIONE!

G8: condannato il poliziotto che mentì su Piazza Manin

g8 manifestazione manifestante inerme genova carica poliziaErano da poco passate le 15 del 20 luglio 2001 e per le strade di Genova, il reparto guidato da Luca Cinti, all'epoca comandante del reparto mobile di Bologna, caricò i manifestanti che si erano pacificamente riuniti in piazza Manin, la piazza dei manifestanti con le mani alzate e dipinte di bianco.. Tra loro furono arrestati due ragazzi spagnoli con l'accusa di resistenza: "erano armati di spranghe e molotov" era l'accusa. 

I due ragazzi spagnoli, che furono anche detenuti a Bolzaneto, sono stati però scagionati da un video. 

I quattro poliziotti, responsabili dell'arresto erano stati condannati in via definitiva a 4 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e sono attualmente sospesi dal servizio. 

Adesso anche il dirigente Luca Cinti è stato condannato a due anni per falsa testimonianza con sospensione condizionale della pena, reo di aver mentito, dichiarando di aver visto con i suoi occhi i manifestanti spagnoli brandire spranghe e molotov. Testimonianza rivelatasi poi falsa

Riaprire l'ex Cinema Eliseo: l'appello di Avellino

vigili del fuoco incendio avellinoQuesta è la storia di un piccolo centro come Avellino, spesso ignorato dal dibattito nazionale. Da Avellino viene però un accorato appello a sostenere questa lotta così come è stato da molti fatto con con il Teatro Valle a Roma, l'Ex Asilo Filangieri a Napoli, Macao a Milano.
 
Nel tardo pomeriggio dello scorso 2 gennaio, qualcuno ha dato fuoco (con curiosa competenza incendiaria) a uno dei simboli più significativi di Avellino: l'ex cinema Eliseo; un luogo che sarebbe dovuto diventare la "Casa del Cinema Camillo Marino e Giacomo D'Onofrio"; un luogo in cui si sono susseguite le lotte di almeno quattro generazioni.

Lisbona: parlamento assediato contro l'austerity, ecco il video

Parlamento assediato a Lisbona, dove le forze dell'ordine stanno cercando di reprimere la protesta popolare innescata dal nuovo salasso fiscale previsto dalla finanziaria d'austerity presentata oggi per il 2013 dal governo conservatore portoghese.

Giustificata con la necessità di mantenere gli impegni con l'Unione Europea di fronte alla pesantissima crisi che investe il Paese, la manovra è stata presentata come necessaria dal premier, Pedro Passos Coelho, che è irremovibile sulla strada dell' austerità anche a costo di far pagare un prezzo al suo partito (sconfitto anche ieri nelle elezioni regionali delle Azzorre dall'opposizione socialista). La Finanziaria 2013 ha provocato una nuova ondata di proteste di piazza fin nel cuore della capitale. Si tratta della manovra più restrittiva della storia democratica del Portogallo, fondata all'80% sull'imposizione fiscale. Il quotidiano Negócios stima che tre dei cinque miliardi di euro verranno recuperati innalzando le imposte dirette ai ceti meno abbienti.

Fiom vince ricorso su Rsa alla Magneti Marelli

Accolto dal tribunale del lavoro di Napoli il ricorso della Fiom contro la Magneti Marelli di Caivano, che aveva rifiutato di riconoscere gli RSA. La sentenza ha condannato la controllata Fiat per condotta antisindacale (art. 28 dello Statuto dei lavoratori), imponendo all'azienda di riconoscere alla Fiom tutti i diritti all’attività sindacale previsti dallo Statuto dei lavoratori.

Lavori in Rai? Non restare incinta! Dopo la protesta via Mazzini fa marcia indietro

lorenzalei 02

Una lettera indirizzata al direttore generale della Rai, Lorenza Lei, la prima donna a ricoprire questo incarico dal Maggio scorso. La firma “Errori di stampa” un coordinamento di giornalisti precari di Roma.

L'oggetto è una piccola clausola, che prevede che, nel caso di una dipendente incinta la Rai potrà valutare l'incidenza della gravidanza sulla produttività della lavoratrice, riservandosi di risolvere il contratto.

Una vicenda di cui non si conosce ancora la portata, ma che può essere metro e misura della condizione vessatoria di molte. E uno spunto sul fatto, che forse, non basta mettere una donna al comando per superare la discriminazione di genere.


La notizia è rimbalzata sui principali media italiani e ha provocato le reazioni della politica. In serata è anche arrivata la risposta della direttrice generale di Via Mazzini: "Ho dato agli uffici competenti l'incarico di valutare interventi sulla clausola, anche se tengo a sottolineare che in Rai non c'e' mai stata alcuna discriminazione o rivendicazione in merito, ne' certamente sono mai emersi, fin qui, dubbi di legittimità".

Errori di Stampa fa sapere che vigilerà sulla questione, fino a quando questa gravissima discriminazione non verrà annullata.

 

 

Cara direttrice,

a scriverle è un gruppo di giornalisti precari riuniti nel coordinamento "Errori di stampa".

Quando è stata nominata come direttore generale della Rai abbiamo sperato che questo cambio al vertice nella più grande azienda editoriale italiana potesse essere il segno di una volontà di miglioramento rispetto al passato. Più precisamente, abbiamo sperato che la sua nomina fosse l'inizio di un'inversione di rotta nelle politiche interne all'azienda, anche e soprattutto nei confronti di chi, di questa azienda, è l'anima e lo scheletro insieme: i suoi lavoratori. Molti dei quali, circa 1600, sono precari.

Sappiamo che più della metà dei "precaRAI" sono giornalisti, ma è impossibile conoscere il numero esatto. La politica di via Mazzini, infatti, da anni, è quella di assumere i giornalisti che lavorano per i programmi di rete e non di testata con contratti-truffa come quelli da "consulente", "presentatore-regista" o "programmista-regista". Etichette dietro alle quali, nella gran parte dei casi, si celano redattori che svolgono attività puramente giornalistica. Assunti però senza uno straccio di tutela, pagati a partita iva e a puntata, a fronte di fatture in cui è vietata inserire la voce Inpgi, l'istituto di previdenza sociale giornalistica.

La clausola di gravidanza in un contratto di LavoroNon dimentichiamo la sua firma sull'accordo sindacale che stabiizza i bacini A e B di precari interni, segnale in sè positivo e rivoluzionario rispetto al passato. Ma crediamo che per parlare davvero di miglioramento nel servizio pubblico nazionale qualcosa in più debba essere fatto.

Per questo le chiediamo di porre fine al proliferare di contratti "ultraleggeri", di sostituirli con scritture più' serie, realisticamente rispondenti alle mansioni del lavoratore. E di stralciare dal testo la penosa "clausola gravidanza" contenuta al punto 10 del contratto di consulenza.

Sull’interpretazione di quel punto non ci sono dubbi: se una donna rimane incinta la Rai potrà valutare l'incidenza della gravidanza sulla produttività  della lavoratrice e, se questa ne risultasse compromessa, si riserva sostanzialmente di risolvere il contratto.  In Rai, quindi, l’azienda editoriale che lei dirige, non solo i giornalisti sono “consulenti”, pagati a cottimo e costretti a versare Inps o Enpals al posto dell'Inpgi. Ma hanno anche l’umiliazione di sapere che scegliere un figlio potrebbe implicare la rinuncia coatta al lavoro.

Noi riteniamo che quella clausola sia retrograda e illegale. È un ostacolo formale vergognoso al raggiungimento di condizioni di reale eguaglianza fra lavoratori (precari) e lavoratrici (precarie): una palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Siamo convinti che lei non può non essere d’accordo con noi.


Per questo, Direttrice Lei, le chiediamo non solo di eliminare i contratti-truffa di consulenza, ma anche di cancellare da tutti i contratti Rai l’insopportabile "clausola gravidanza". Sarebbe un gesto di civiltà concreto e tangibile di un direttore-donna nei confronti delle tante lavoratrici già sufficientemente umiliate da un'azienda che le paga a gettone.

Direttrice Lei, in riferimento ad Adriano Celentano presente sul palco dell’Ariston, lei ha chiesto che l’ultima sera del Festival prevalessero “buon senso e correttezza”. Noi crediamo che buon senso e correttezza debbano prevalere non solo in una serata, ma in tutte le trasmissioni e per tutti i contratti della Rai.

Restiamo in attesa di un suo positivo riscontro.

 
I giornalisti del coordinamento "Errori di stampa"

 

dal sito: 

http://erroridistamparm.blogspot.com/2012/02/lettera-di-eds-lorenza-lei-cancellare.html

Sottoscrivi questo feed RSS

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info