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Infanzia clandestina. Negli occhi di un adolescente gli anni bui del regime di Videla

Gli anni della dittatura del comandante in capo dell'esercito argentino Jorge Rafael Videla (1976-1981), contraddistinti dal fenomeno dei desaparecidos, ossia delle migliaia di oppositori fatti sparire per sempre, con tantissimi giovani gettati nell'Oceano Atlantico dopo torture e sevizie, sono già stati raccontati al cinema, tra gli altri, dal regista italo-cileno Marco Bechis, autore di Garage Olimpo e Figli/Hijos. Vanno inoltre menzionati Roman Polanski con Cronaca di una fuga e l'italiano Stefano Incerti, autore di Complici del silenzio. Benjamin Avila, però, regista esordiente e figlio di una desaparecida, ha scelto un inedito punto di vista, parlare di quegli anni attraverso gli occhi di un bambino: nasce così Infanzia clandestina, pellicola uscita due anni fa in Argentina e arrivata nelle sale italiane soltanto lo scorso 29 agosto. 

Il masochismo della provincia italiana nell'album di esordio di LoSburla

“Sarò io lo specchio della mia sconfitta”, con questa frase potremmo riassumere il contenuto di “I masochisti” (Libellula Music/Audioglobe), l'album di esordio di Roberto Sburlati, nome di battesimo del 32enne cantautore astigiano LoSburla, da oltre un decennio presente – a vario titolo – nella scena indie italiana e che dopo una lunga 'gavetta', si è messo in gioco con dieci brani dedicati ai “beatificati da una fatica non retribuita”. Le storie di LoSburla, bassista di Marco Notari e responsabile dell’area booking di Libellula Music, raccontano della disillusione del successo, dell'individualismo esasperato, della voglia di arrivare, “tu fammi spazio che io passo e schiaccio senza guardare, fossi pure mio fratello, fossi pure un figlio o un rimorso che mi mantiene sveglio”.

Arcade Fire, svelata la tracklist di 'Reflektor'

È stata appena resa nota via twitter la tracklist di Reflektor, l'attesissimo nuovo album degli Arcade Fire in uscita il 28 ottobre. Il quarto disco della band, che esce a tre anni di distanza dal loro ultimo lavoro The Suburbs, è stato anticipato, come ormai nello stile del gruppo, dal videoclip del singolo che dà il titolo all'album, in una doppia versione: una interattiva, realizzata in collaborazione con Google e girato da Vincent Morisset ad Haiti, e l'altra, più tradizionale, firmata da uno dei più famosi registi musicali, Anton Corbijn. 

Carceri e teatro: al Barcaglione di Ancona abbattuto il muro dell'indifferenza

I registi Bragaglia e MarchettiJulian, Raffaele, David e Gianfranco, quattro detenuti della casa circondariale Barcaglione di Ancona, hanno confezionato, con l'ausilio di Marco Bragaglia e Francesca Marchetti (nella foto) e dell'associazione ART’O, che da diversi anni realizza laboratori teatrali e culturali, uno spettacolo (se così può essere definito) – andato in scena qualche sera fa per la prima volta a Macerata – che parla di muri del carcere, visti con gli occhi dei miti del rock che molto spesso quelle sbarre le hanno attraversate.

Il sogno lucido di Anna Maria Ortese

ortese anna maria Anna Maria Ortese è stata una delle scrittrici più importanti ed originali della scena letteraria dell’ultimo secolo. Una donna che ha saputo plasmare un concetto di letteratura differente, che partisse dal quotidiano per arrivare ad una dimensione sovrastrutturale struggente. Il Porto di Toledo, Il mare non bagna Napoli, L’iguana, Corpo celeste, sono alcuni dei titoli ortesiani che hanno riempito il dibattito letterario quando il nostro Paese sembrava essere una piccola grande fabbrica di saperi ed intelligenze. Una dimensione, che divenne una consapevole nevrosi, fu quella del viaggio non inteso solamente come esplorazione, ma anche e soprattutto come fuga. Una fuga principalmente da se stessi, dal proprio “io”, una fuga avente per necessità una destrutturazione che ricorda il pensiero di Jacques Deridda, dove «la distanza si distanzia, il lontano s'allontana».

L'ultima intervista a Franca Rame

«Mi può richiamare tra un’oretta che sono dal parrucchiere?». Al telefono, tre settimane fa, mi ha risposto una Franca Rame stanca ma ancora molto attiva. Nonostante i problemi di salute, di lì a pochi giorni avrebbe tenuto, insieme al marito Dario Fo e al figlio Jacopo, un corso di teatro alla Libera Università di Alcatraz, a Gubbio.

Come studentessa della scuola di giornalismo “Walter Tobagi”, stavo scrivendo un articolo sulla difficile vita dell’attore teatrale: chi meglio di lei poteva rispondere alle domande “Come è cambiato, negli anni, il teatro italiano?” e “Quali consigli si sente di dare ai giovani?”. Ho trovato, dall’altra parte della cornetta, una persona affabile, disponibile, affatto reticente a dare una risposta ai miei quesiti. Ne è nata un’intervista che si è trasformata in una chiacchierata.

Qui l’audio dell'ultima intervista audio a Franca Rame, scomparsa ieri a 84 anni, realizzata da Giorgia Wizemann della Scuola di giornalismo W.Tobagi. 

Si ringrazia per la segnalazione Danilo De Biasio

[Letture corsare] Una città in polvere. Taranto e ILVA secondo Leogrande

Nei giorni in cui riesplode il “caso ILVA” esce nelle librerie Fumo sulla città (Fandango libri), l’ultimo lavoro di Alessandro Leogrande, giornalista e scrittore tarantino, dedicato proprio al capoluogo jonico e alle sue stridenti contraddizioni. Nella prima e nella seconda parte il libro rielabora reportage già editi (Un mare nascosto, L’ancora del Mediterraneo, 2000 e L’eterno ritorno di Giancarlo Cito, in Il corpo e il sangue d’Italia, Minimum fax, 2007), mentre la terza è uno “zibaldone” sulle vicende dell’ultimo anno. Questa struttura conferisce al testo il carattere di un “diario ragionato”, attraverso il quale l’autore prova a venire a capo delle cause che hanno condotto alla crisi in atto. Tale operazione consente a Leogrande di cogliere elementi di analisi strutturale quasi del tutto assenti nell’ampia letteratura prodotta di recente sul rapporto fra Taranto e l’ILVA.

Fra l’acciaio e il Midwest: la grande industrializzazione in riva allo Jonio

La tesi forte del libro potrebbe essere riassunta nella seguente espressione: l’inquinamento atmosferico è la conseguenza di un inquinamento profondo dei rapporti sociali interni ed esterni alla fabbrica. Alla base di tutto c’è il modo peculiare in cui si è manifestata la seconda grande fase di industrializzazione – la prima era consistita nell’insediamento dell’Arsenale militare e dei Cantieri navali, a cavallo fra ‘800 e ‘900 – in quell’angolo di Mezzogiorno.  La nascita del siderurgico ha esiti contraddittori sulla realtà locale.

'Velieri di tutto il mondo, unitevi' la lettera di Arfio

arfio marchiniRiceviamo e pubblichiamo una lettera di Arfio Marchini, che per chi non lo conoscesse è il candidato-parodia del costruttore centrista della Roma bene che si è candidato a sindaco di Roma.

Care corsare, cari corsari,

ho scelto voi per parlare di giovani perché dal vostro titolo percepisco una particolare attenzione per le tematiche veliche, tematiche che hanno riempito gran parte della mia giovinezza insieme al polo.
Per Roma ho in mente un programma molto chiaro: inserire il numero chiuso in ogni settore della società  ad esclusione di scuole e università, vietare gli scontri di piazza organizzando una gara di maratona tra reparti della celere e studenti: chi vince accede al Palazzo, chi perde va in Questura.

[Letture corsare] El Roto, “Vignette per una crisi”

El roto 1Articolo ripubblicato per gentile concessione di 404:file not found.

El Roto – nome d’arte di Andrés Ràbago Garcìa – è il più noto vignettista spagnolo. La sua matita spicca tra la pattuglia che si alterna sull’autorevole tribuna de El Paìs. Non è forse un caso se il quotidiano iberico, lungi dall’usare le vignette come specchietto da prima pagina, le eleva – sia nel cartaceo che online – al rango di Opiniòn, editoriali a tutti gli effetti.

Fedele al ruolo assegnatogli, El Roto da oltre un anno batte quotidianamente là dove il dente duole: la crisi  “Casa fundada en 1530”, recita la vetrina che apre questo piccolo libro, grande come un cd. In poco più di cento pagine, Vignette per una crisi incornicia le sue vignette degli ultimi mesi, senza accatastarne due in una pagina, né annegarle nel bianco.

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