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Claudio Abbado: La musica che cambia e salva la vita

Un maestro. Più che un direttore d'orchestra, più che un musicista.

Più che un senatore a vita della Repubblica.

Claudio Abbado, deceduto oggi a Bologna, è uno dei più grandi esponenti della cultura e dell'arte di ogni tempo. Riassumere la sua vita attraverso tappe cronologiche sarebbe insano e poco utile. Ha diretto le principali orchestre del mondo: il Teatro Alla Scala di Milano (1968-1986), i Wiener Philarmoniker (1971), la London Symphony Orchestra (1979-1987), la Wiener Staatsoper (1986-1991), i Berliner Philarmoniker (1989-2002) -succedendo a Herbert Von Karajan, al timone dell'orchestra dal 1954-, la Lucerne Festival Orchestra (2003-2014). Dal settembre 2013, a causa di problemi di salute, colui che aveva diretto nel 1988 e nel 1991 il concerto di Capodanno alla Wiener Staatsoper -Das Neujahrskonzert der Wiener Philharmoniker- aveva abbandonato la bacchetta.

Su Rai Tre il 7 gennaio "Con il fiato sospeso"

Cos’è successo nel laboratorio di chimica della facoltà di Farmacia dell’Università di Catania?

Con il fiato sospeso, il film che la regista Costanza Quatriglio ha ostinatamente voluto realizzare, si ispira al memoriale-denuncia di Emanuele, dottorando nel Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Catania, morto di tumore al polmone nel dicembre 2003. Il laboratorio in cui Emanuele aveva lavorato fu chiuso cinque anni dopo, nel 2008, a causa delle condizioni di insalubrità e pericolosità in cui i ricercatori si trovavano a svolgere, con grande passione, il loro lavoro. Il caso di Emanuele, come emerse solo successivamente, era tutt'altro che isolato: altri ricercatori, infatti, si erano ammalati gravemente o erano morti dopo aver lavorato in quel laboratorio. 

"Ferum victorem cepit" Taranto: la Storia in un Museo, per risollevarsi.

Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio.

Quinto Orazio Flacco, il cantore di Venosa, mentre scriveva questo passaggio delle Epistolae aveva ben chiara nella mente la lezione della raffinata civiltà greca: la capacità di elaborare forme avanzate di arte e di trasmetterle a coloro che, forti di una maggiore stabilità politica e di un più aggressivo espansionismo, si apprestavano a divenire i signori del Mediterraneo. Orazio sapeva altrettanto bene che la letturatura latina era figlia di Livio Andronico: uno schiavo proveniente da una delle più antiche città del Meridione. Livio, nato a Taranto all'inizio del III secolo prima di Cristo, aveva tradotto dal greco l'Odusìa, sostituendo ai versi in esametri un testo in saturni. Per rendere orecchiabile il poema omerico ai più rudi Romani, che con il saturnio esprimevano i propri riti sacri; per esaltare il tono drammatico dell'epos.

Da #500disperati a #500destini: la replica di Bray sul bando delle polemiche

da Siderlandia - Il polverone di polemiche post pubblicazione del bando “500 giovani per la cultura” ha suscitato un moto d’orgoglio nel Ministro Bray che, dal suo sito, prende atto delle critiche e si riserva di guardare personalmente i punti controversi del testo. Nello specificare che “il Mibact, e insieme ad esso tutta la Pubblica Amministrazione, non può assumere personale, in base alle leggi vigenti”, ritocca un po’ quello che doveva essere il senso del bando: si passa infatti da una selezione di 500 giovani da utilizzare in un programma di catalogazione e digitalizzazione del patrimonio a “un bando diretto ad aprire le istituzioni culturali alla conoscenza e alla formazione di giovani che un domani potranno contribuire in diversi settori alla tutela e conservazione del nostro patrimonio”. Come dire che, dopo anni di studi umanistici e legati al patrimonio, un laureato con il massimo dei voti ha ancora bisogno di un incentivo ad avvicinarsi alle istituzioni e ai luoghi della cultura!

"L’eccellenza in saldo" La saga dei 500 disperati al MIBACT

Nel caldo dello scorso agosto Massimo Bray, da poco nominato Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, informa l’Italia che è stato varato un decreto legge dal titolo “Valore Cultura” (d.L. 91 convertito in L. 112/2013), con l’obbiettivo di salvare Pompei e di rilanciare la macchina culturale italiana attraverso una serie di interventi. Tra questi è contemplato un progetto di inventariazione e catalogazione del patrimonio storico-artistico della Nazione – proprio lui, quello tutelato dall’art. 9 della Costituzione! – attraverso un programma formativo per un numero cospicuo di giovani laureati: un’opportunità importante per chi ha una laurea umanistica e vuole spenderla in un’attività affine alla propria formazione. Un’occasione irripetibile perché, come ha detto lo stesso Bray in un’intervista a Repubblica, finalmente dopo anni non vengono effettuati tagli al Ministero.

L'opera d'arte reagisce davanti a tweet con le 377 parole chiave monitorate dall'intelligence statunitense

"Siamo tutti spiati" i big data diventano arte: l'installazione interagisce con i tweet

Un'opera d'arte che si illumina ogni volta che qualcuno scrive un tweet che contiene una delle 377 parole chiave monitorate dall'intelligence statunitense. L'hanno realizzata due studenti di Salisburgo, in Austria, Sebastian Drack e Tobias Feldmeier. L'opera è stata presentata a Monaco di Baviera nell'ambito di Big Data Art 2013.

Fabio Fazio intervista Slavoj Žižek

Fabio Fazio, coduttore di "Che tempo che fa" su Rai3 ha intervistato il filosofo e psicanalista sloveno Slavoj Žižek che ha da poco ripubblicato per la casa editrice Ponte alle Grazie, "In difesa delle cause perse, materiali per una rivoluzione globale", una carrellata sul suo pensiero politico e filosofico, da Lacan a Badiou.

un estratto del libro:
il compito principale della politica di emancipazione del diciannovesimo secolo era rompere il monopolio della borghesia liberale politicizzando la classe operaia, e se il compito del ventesimo secolo era risvegliare politicamente le immense popolazioni rurali dell'Asia e dell'Africa, il compito principale del ventunesimo secolo è politicizzare, organizzare e disciplinare le «masse destrutturate» degli abitanti delle baraccopoli"

“Sognando l'Avana” torna Peppe Lanzetta e la Napoli del bronx minore.

Ritorna Peppe Lanzetta e le periferie di una Napoli minore riprendono voce. “Sognando l'Avana” è l'ultimo romanzo dello scrittore, attore e drammaturgo napoletano che a due anni di distanza dal suo ultimo libro “Infernapoli” si tuffa nel passato dei suoi primi scritti e confeziona duecento pagine di periferia, a sud, tra il rione Incis di Ponticelli e il sogno di una fuga dal pantano di miserie e speranze interrotte.

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