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Ettore Bucci

Ettore Bucci

Nato a Taranto in tempo per assistere al crollo del muro di Berlino e alla Bolognina, è iscritto all'Università di Pisa. Laureato in storia con una tesi sul rapporto fra cattolici e comunisti dalla Costituente alla stagione del Concilio, stagista da febbraio a luglio 2013 all'Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi. Militante della sinistra politica e sociale, prima coi Giovani Comunisti quindi, dal 2009, con Sinistra Ecologia e Libertà, di cui è membro dell'assemblea federale pisana e del coordinamento cittadino del capoluogo. Ha contribuito alla stesura del "Libro bianco su università e ricerca" del dipartimento nazionale Saperi di SEL, in forza di una lunga esperienza di sindacato e movimento studentesco con Sinistra Per..., per cui è stato Consigliere d'Amministrazione dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio della Toscana (2009-2012). Attivista di Azione Cattolica Italiana. Plurima militanza, contaminazione, interesse a "veder lungo" nella strategia complessiva della Sinistra italiana. E tanta, tanta Storia contemporanea. Perché è un buon strumento per cambiare il mondo.

 

L'Internazionale dell'umanesimo integrale? L'incontro mondiale dei movimenti popolari con il Papa

L'Aula Paolo VI della Città del Vaticano è uno scenario che, dai tempi della sua edificazione, contiene le principali iniziative di massa che, oltre a Piazza San Pietro, sono ospitate dai 44 ettari della monarchia pontificia. Non esattamente il proscenio che ci si poteva immaginare per un incontro internazionale fra soggetti, cartoneros argentini, movimenti di campesinos colombiani, movimenti di precari e disoccupati. Per l'Italia hanno preso parte in forma ufficiale il centro sociale Leoncavallo, Libera - gruppo Abele, RiMaflow, l'esperienza di Mondeggi Bene Comune, Confcooperative. Oltre a José Pepe Muijca, ricordato dal Papa all'inizio del suo intervento, erano presenti in sala i vescovi di molte diocesi di provenienza di queste organizzazioni, sindaci come Renato Accorinti, una buona parte del gruppo dirigente della FIOM guidati da un raggiante Maurizio Landini. Gli occhi di chi proviene dal mondo associativo e di movimento che fra 2008 e 2011 hanno animato questo Paese hanno avuto modo di incrociare esponenti storici del sindacato studentesco o la Rete della Conoscenza. Che questi volti si radunassero sotto il bronzeo Cristo Risorto realizzato fra il 1970 e il 1975 da Pericle Fazzini, le cui braccia emergono da rami intrecciati e si dilatano sino a 20 metri di ampiezza, non è cosa da poco.

 

Pisa: quella ruspa democratica che abbatte la speranza

"Accogliere il fratello come un dono. Non come un rivale. Un pretenzioso che vuole scavalcarmi. Un possibile concorrente da tenere sotto controllo perché mi faccia le scarpe. Accogliere il fratello con tutti i suoi bagagli, compreso il bagaglio più difficile da far passare alla dogana del nostro egoismo: la sua carta d'identità! Si, perché non ci vuole molto ad accettare il prossimo senza nome, o senza contorni, o senza fisionomia. Ma occorre una gran fatica per accettare quello che è iscritto all'anagrafe del mio quartiere o abita di fronte a casa mia".

[don Tonino Bello, "Alla finestra la speranza"]

Se le parole di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta sino alla morte e presidente nazionale di Pax Christi, fossero state pronunciate ieri, come minimo saremmo stati colpevoli di lesa maestà. Lo sgombero del campo della Bigattiera a san Piero a Grado, in prossimità di Pisa, costituisce non solo un fatto gravissimo per le decine di abitanti del campo, intere famiglie di etnia Rom, ma è il sintomo di una scelta compiuta dall'amministrazione comunale in piena coscienza.

ONU, stage gratuiti: il prezzo della dignità

La rassegna stampa, anche a Ferragosto, riserva qualche (brutta) sorpresa. Più che una sorpresa, per la verità, è una storia comune a tante e tanti stagisti: studenti o giovani laureati di diversa formazione che, nel bisogno di costruirsi un curriculum, accettano una restrizione della propria dignità. Accettare un ricatto (oggi) per ottenere stabilità professionale (domani).
È un mantra dell'ultimo decennio, rivolto spesso agli universitari, rei di accrescere un esercito di potenziali professionisti dalle esigenze e dai costi che Dio mercato ha deciso essere un po' altini. Rei, in alternativa, di aver scelto percorsi formativi che costituiscono degli autentici lussi. Sulla seconda opzione si è schierato Stefano Feltri, vicedirettore del Fatto Quotidiano, con un lussureggiante articolo di pochi giorni fa dedicato al “conto salato degli studi umanistici”. Non staremo qui a smentire l'errato racconto, fornito da Feltri, di un paper curato da Miroslav Beblavý, Sophie Lehouelleur and Ilaria Maselli per il CEPS, poiché lo hanno già fatto, con cura e dovizia, Marco Viola su Uninews24 e Galatea Vaglio su ValigiaBlu.it. La storia che raccontiamo ha il pregio di inserirsi in questa riflessione per fornire un elemento di realtà e di riflessione.

Crisi, Grecia, Europa: intervista a Laura Slimani (Young European Socialists)

Laura Slimani è da novembre 2013 presidente del MJS – Mouvement des Jeunes Socialistes, organizzazione giovanile francese associata al Parti Socialiste. Consigliera comunale a Rouen, sua città natale, è presidente di YES – Young European Socialists dall'aprile 2015. YES è la confederazione europea che raduna le giovanili socialiste e socialdemocratiche del continente, diretto interlocutore dell’Internazionale Socialista e del Partito del Socialismo Europeo. Sebbene non condividiamo la linea politica e strategica del movimento socialista e social-democratico, in particolare in questi tempi, riteniamo importante conoscere confrontarsi con le riflessioni di più avanzate in quel movimento. Grazie a Laura per aver accettato il nostro invito a confrontarsi con Il Corsaro.

La “coalizione sociale internazionale” del pontefice argentino

Quanti carri armati ha il Papa?

«Este sistema ya no se aguanta. Tenemos que cambiarlo, tenemos que volver a llevar la dignidad humana al centro y que sobre ese pilar se construyan las estructuras sociales alternativas que necesitamos. [El] Encuentro de Movimientos Populares es un signo, es un gran signo: vinieron a poner [...] una realidad muchas veces silenciada ¡los pobres no solo padecen la injusticia sino que también luchan contra ella!»

 

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