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Taranto: nell'area dell'ILVA un malato di tumore ogni 18 abitanti

La redazione di PeaceLink, sempre attenta alla vicenda ILVA e' entrata in possesso dei dati aggiornati con le cifre degli ammalati della citta' Taranto: sono 8916.
Sono quasi novemila i cittadini esentati dal ticket per malattie tumorali. Sono indicate con il "codice 048".

In particolare nel distretto sanitario 3, drammaticamente noto per essere quello che comprende i quartieri più vicini all'area industriale, ovvero il quartiere Tamburi, Paolo VI, Citta' Vecchia e parte del Borgo i numeri sono impressionanti: c'e' un malato di cancro ogni 18 abitanti. Per la precisione 4328 malati su 78mila abitanti.

Qui l'articolo completo.

Ahmed El Mardi: bracciante muore nelle campagne di Cerignola

Un nuovo morto nella campagne del Sud Italia: morte naturale sentenzia il bollettino medico. Morte bianca, morte sul lavoro, morte del lavoro urlano le coscienze di chi osserva, informa e lotta da anni contro il fenomeno dello sfruttamento lavorativo. Un altro morto del “sistema sfruttamento”, invisibile, legalizzato, un’ altra vittima dello sfruttamento che è ormai divenuto parte integrante della nostra quotidianità, accettato, ineliminabile ingranaggio necessario alla riproduzione della macchina produttiva neoliberista.  Vivere e lavorare nel fango, senza contratto, sottopagati, in condizioni di miseria e sfruttati è una realtà consolidata ed accettata da Nord a Sud: succede a Saluzzo dove centinaia di immigrati vivono e condividono la violazione di diritti basilari quali dignità, condizioni di vita dignitose, lavoro, sicurezza sociale, acqua, cibo, così come al Sud del Bel Paese.

Chi ha paura del decreto ILVA?

Sembrano tornati i tempi di Alighiero De Micheli e delle crociate contro il timido riformismo democristiano in Confindustria. Per scatenare timori e tremori del padronato italiano è bastato il decreto ILVA varato martedì dal governo. Megafono del malessere, ovviamente, le colonne del Sole 24 Ore. Da queste pagine ieri il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, ha lanciato la parola d’ordine: il commissariamento della più grande azienda siderurgica italiana rischia di essere “un pericolosissimo precedente”. La preoccupazione è legata al fatto che “la norma (…) vale per tutti i siti di interesse nazionale, che fino a oggi sono tutte le fabbriche con più di 200 addetti, vale a dire la media e grande impresa nazionale”. Più morbido Giorgio Squinzi – non annoverabile fra i “falchi” di viale dell’Astronomia –: per il presidente degli industriali italiani la questione centrale resta la certezza dei diritti di proprietà, senza la quale si rischia di spaventare eventuali investitori stranieri. Argomento che sembra ripreso senza sostanziali modifiche dalla posizione che la stessa Confindustria assunse nel dibattito sulle nazionalizzazioni, a cavallo fra anni ’50 e ‘60.

Acqua e beni comuni: presentato a Bari un nuovo manifesto

acqua pubblicaUn nuovo "Manifesto dell'acqua e degli altri beni comuni" per scongiurare il "furto della vita e del futuro": Riccardo Petrella rilancia la battaglia per sottrarre la gestione della fonte di vita per eccellenza alle logiche del mercato, presentando a Bari il nuovo Manifesto, a distanza di 12 anni dal precedente.

Petrella (già Presidente dell'Acquedotto Pugliese e attualmente a capo dell'Institute europèen de recherche sur la politique de l’eau a Bruxelles) ha esposto i punti cardine del Manifesto davanti al numerosissimo e attento pubblico che ha riempito l'aula magna dell'ex Facoltà di Economia: una sorta di appassionante lectio magistralis, partita con la constatazione che il tempo a disposizione sta scadendo e che se si vuole salvare l'ecosistema e la vita sulla terra occorre una grande battaglia culturale contro la mercificazione di acqua, terra, salute e degli altri beni comuni.  Proposte suggestive, quelle del Manifesto: da un vero e proprio "governo mondiale dell'acqua" tramite organismi legislativi, esecutivi e giudiziari che ne ribadiscano il carattere di bene comune pubblico alla campagna "Toilet first", perchè ad oggi "scandalosamente ci sono più essere umani nel mondo che posseggono telefoni cellulari rispetto a quelli che hanno accesso ai bagni pubblici".

Troia, 8mila mani sul bilancio. Intervista a Giuseppe Beccia

giuseppe becciaPubblicato per gentile concessione de Il Tacco d'Italia.

In provincia di Foggia, il Comune di Troia, cittadina di circa 8.000 abitanti, sperimenta già da un anno il Bilancio Partecipativo. Infatti, una quota del bilancio è in mano ai cittadini, che si consultano, si confrontano e decidono quali priorità di spesa devono avere i propri amministratori. Si tratta inoltre di un caso che, rispetto ad altre sperimentazioni simili, ha anche la peculiarità di essere nato dal basso. Infatti, sono stati per primi i cittadini a chiedere di avere voce in capitolo e poi in seguito gli amministratori a cedere una fetta delle proprie prerogative. In altri casi le sperimentazioni sono partite dall'alto. Una pratica virtuosa e trasparente che prova a scuotere le coscienze e contribuire a migliorare il rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini. Per chiarirci le idee, ci siamo fatti raccontare come stanno realmente le cose da Giuseppe Beccia, membro del Comitato promotore del Bilancio Partecipativo di Troia.

Taranto: I retroscena della ''marcia degli ottomila''

il volantino della manifestazione dell'ILVA"Il 30 marzo scorso a Taranto circa ottomila dipendenti ILVA si sono riversati per le strade della città con fischietti e striscioni al seguito. Era da almeno un ventennio che non si assisteva a niente di simile. Le ragioni, però, non erano né di carattere politico né di natura sindacale. I lavorantori del più grande stabilimento siderurgico d'Europa sono scesi in piazza contro il processo che vede coinvolti i vertici dell'azienda per reati legati all'inquinamento. D'altra parte due perizie (una chimica, l'altra epidemiologica), depositate nelle scorse settimane dai periti nominati dal Tribunale di Taranto, hanno segnalato una situazione ambientale e sanitaria devastante, in cui i primi ad essere colpiti sono gli stessi lavoratori. Insomma, ILVA adesso rischia grosso e ha deciso di rispondere all'azione della magistratura facendo valere tutto il suo potere all'interno della fabbrica. Già il 14 marzo una delegazione di 150 capi e tecnici avevano manifestato a Bari in occasione dell'incontro fra il Presidente Vendola e il Ministro Clini; nelle settimane successive la mobilitazione ha investito gli stessi operai. Ma davvero si è trattato, come qualcuno impropriamente ha scritto, del "risveglio degli invisibili"? In un articolo pubblicato su Siderlandia, Vincenzo Vestita, un lavoratore che quel giorno è rimasto in fabbrica ci racconta un'altra verità."

Magneti Marelli, operaio respinto all'ingresso. I colleghi escono dalla fabbrica

Modugno - Ancora lavoratori fuori dalle fabbriche a protestare, ancora un braccio di ferro tra metalmeccanici e gruppo Fiat. Anche questa volta il teatro dello scontro è lo stabilimento barese della Magnetti Marelli, in cui in tarda mattinata ad un operaio è stato negato l'accesso per un cambio unilaterale del suo orario di lavoro.

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