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Attentato a Brindisi: mobilitazione in tutt'Italia

BrindisiDopo il vile attentato di oggi a Brindisi, in attesa che le indagini ci aiutino a comprendere cosa si nasconde dietro questo dramma, è più che mai necessaria una mobilitazione generale contro tutte le forme di terrorismo, contro le mafie.

La risposta non può essere solo poliziesca, è necessario un moto d'orgoglio in difesa della democrazia e della libertà. Una risposta popolare è l'unica in grado di fermare la violenza. Per questo è stato diffuso un appello di studenti e associazioni che invita alla mobilitazione immediata.

Bombe contro la scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. Resistere!

brindisi scuola

Stamattina alle 8, tre ordigni sono esplosi di fronte all'istituto professionale "Giovanni Falcone e Francesca Morvillo" (il giudice Giovanni Falcone e sua moglie, uccisi dalla mafia insieme agli uomini della scorta il 23 maggio 1992 a Capaci) di Brindisi. Una studentessa, sedicenne, è morta, un'altra lotta tra la vita alla morte. La dinamica e le responsabilità sono ancora tutt'altro che chiare, ma è difficile non parlare di terrorismo. Le studentesse e gli studenti, il movimento antimafia e la società civile italiana non possono restare fermi. È l'ora della resistenza.

Reddito minimo garantito e politica industriale visti da Sud

stabilimento ilvaIl seguente articolo è stato pubblicato sul numero 1 dei Quaderni Corsari. 

La storia dell’ILVA di Taranto e la vicenda giudiziaria recente ad essa legata ripropongono una vecchia questione: può il Mezzogiorno essere un punto d’osservazione valido per analizzare il capitalismo o resta un’eterna eccezione non valida per giudicare la regola? Quello stesso Sud in ritardo nel vivere una sua matura rivoluzione industriale, successivamente oggetto di maldestri e malriusciti tentativi di industrializzazione e perennemente refrattario a recepire le evoluzioni dei cicli produttivi che si verificano altrove. Questo quesito trovò una prima risposta affermativa in Gramsci, che nel Quaderno 22, denominato Americanismo e fordismo1 unì note di analisi della società americana e dell’industria fordista a note di analisi della situazione di Napoli e del Sud Italia, e dell’ipotetico impatto che l’industrializzazione e l’introduzione della catena di montaggio avrebbero avuto sui ceti parassitari ereditati da una tradizione feudale mai liquidata e sul sottoproletariato meridionale. Ad oggi quell’affresco della società americana e della sua industria, scritto da un uomo che non aveva mai messo piede sul suolo americano e che in quel momento viveva recluso nelle carceri e nei sanatori italiani, resta lo strumento più efficace (e più utilizzato in tutto il mondo) per comprendere le tendenze presenti nelle società di quegli anni che più avrebbero contribuito a ridisegnare gli equilibri sociali nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale.

Brindisi: una lezione di democrazia


Colori, sorrisi, gioia mista a dolore. Brindisi vuole voltare pagina e, come al solito, sono gli studenti e le studentesse il motore del cambiamento.

Un corteo determinato a chiedere verità e giustizia per Melissa e le altre ragazze gravemente ferite, ma anche consapevole che l'unico modo per superare lo smarrimento di questi agghiaccianti giorni è socializzare il dolore, trasformarlo in rabbia e fare la propria parte in una società malata e ingiusta. Io non ho paura è lo slogan della marcia scritto su migliaia di magliette. Un'affermazione soggettiva che diventa immediatamente moto collettivo negli slogan: tutti insieme senza paura è quello prevalente.

Mentre aspettiamo di conoscere la verità…

In queste ore si avvicendano le notizie sulle indagini che cercano di far luce sull’attentato di sabato 19 maggio alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. Sembrerebbe esclusa la pista mafiosa, mentre si delinea l’ipotesi di un gesto isolato, e non per questo meno grave, di terrore e violenza.
Sono giorni di grande dolore e preoccupazione per l’Italia. Alle difficoltà per la crisi e la disoccupazione, si aggiunge la paura per un attentato che di mafioso ha sicuramente almeno il metodo: la violenza finalizzata all’intimidazione.

Un metodo che non è proprio solo delle organizzazioni criminali mafiose, ma che è purtroppo condiviso dai fascismi e dai terrorismi di ogni epoca e ogni luogo. A mente fredda – mettendo da parte per un attimo l'innegabile atrocità del gesto, sulle cui motivazioni reali, una volta portate alla luce, bisognerà riflettere attentamente – si affacciano alla mia mente alcune considerazioni (assolutamente personali e passibili di errore) sulle dimensioni simboliche coinvolte in un episodio che non si ferma a Brindisi, ma dall’estrema periferia parla dell’Italia intera.

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