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Taranto: I retroscena della ''marcia degli ottomila''

  • Scritto da  Vincenzo Vestita
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il volantino della manifestazione dell'ILVA"Il 30 marzo scorso a Taranto circa ottomila dipendenti ILVA si sono riversati per le strade della città con fischietti e striscioni al seguito. Era da almeno un ventennio che non si assisteva a niente di simile. Le ragioni, però, non erano né di carattere politico né di natura sindacale. I lavorantori del più grande stabilimento siderurgico d'Europa sono scesi in piazza contro il processo che vede coinvolti i vertici dell'azienda per reati legati all'inquinamento. D'altra parte due perizie (una chimica, l'altra epidemiologica), depositate nelle scorse settimane dai periti nominati dal Tribunale di Taranto, hanno segnalato una situazione ambientale e sanitaria devastante, in cui i primi ad essere colpiti sono gli stessi lavoratori. Insomma, ILVA adesso rischia grosso e ha deciso di rispondere all'azione della magistratura facendo valere tutto il suo potere all'interno della fabbrica. Già il 14 marzo una delegazione di 150 capi e tecnici avevano manifestato a Bari in occasione dell'incontro fra il Presidente Vendola e il Ministro Clini; nelle settimane successive la mobilitazione ha investito gli stessi operai. Ma davvero si è trattato, come qualcuno impropriamente ha scritto, del "risveglio degli invisibili"? In un articolo pubblicato su Siderlandia, Vincenzo Vestita, un lavoratore che quel giorno è rimasto in fabbrica ci racconta un'altra verità."

ECCO L'ARTICOLO: Molto è stato detto e scritto sulla giornata tarantina del 30 Marzo 2012. L’attenzione che i media nazionali hanno riservato al rapporto conflittuale tra ambiente, salute e lavoro – che la situazione del nostro territorio esemplifica in modo estremamente plastico – è stata ben riassunta dal breve reportage di Alessandro Sortino andato in onda il 5 aprile su La7 nella trasmissione Piazza Pulita che, al netto di qualche piccola (e trascurabile) imprecisione, ha ben fotografato la giornata, inserendola nel quadro generale. Le immagini televisive sono state per me molto importanti, direi fondamentali, perché senza non avrei avuto una rappresentazione diretta di quello che è successo fuori dalla Fabbrica quel venerdì. Io posso riportare, per esperienza diretta in un paradossale gioco dei ruoli a parti invertite, la mia giornata vissuta dentro il perimetro della più grande acciaieria del continente. Se dovessi scegliere una coppia di parole per racchiudere questa strana esperienza userei “silenzio irreale”. Lavorare per oltre 10 anni in un posto che ha un suo”respiro”, il rumore degli impianti in marcia, il via vai delle auto e dei furgoni, dei mezzi pesanti, i passaggi a livello che si alzano e si abbassano in continuazione per permettere lo spostamento dei carri siluro incandescenti e fumanti o delle trenate di coils, e poi ritrovarsi in una strana giornata di inizio primavera in cui lo stabilimento sembra caduto in letargo, mantenendo la sua attività il tanto che basta a non pregiudicare gli impianti stessi, ridefinisce i parametri di qualcosa che credevi di conoscere bene.

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