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Bari, Punta Perotti: respinta la richiesta di maxi-risarcimento dei Matarrese

Il Tribunale di Bari ha respinto la richiesta di risarcimento della famiglia Matarrese presentata per vie legali nel gennaio 2006 al Comune di Bari, alla Regione Puglia ed al MIBAC in seguito alla confisca dei terreni dove sorgeva il mega-abuso edilizio di Punta Perotti. La richiesta era volta a ottenere un risarcimento dei danni ammontante ad un totale di 570 milioni di euro.

I palazzinari baresi erano già riusciti a strappare 49 milioni di euro attraverso la Corte europea dei Diritti dell'uomo di Strasburgo, ma in questo caso il Tribunale di Bari ha ritenuto che i danni per il mancato completamento dei palazzi non andassero riconosciuti poichè il profitto maturato sarebbe stato illegittimo.

Bari: lo scontro istituzionale tra street art e cemento

Succede a Bari che un ente che dovrebbe essere preposto alla tutela del patrimonio culturale del territorio entri a gamba tesa nel dibattito politico locale. Ci riferiamo alle polemiche che si trascinano da oltre un anno tra l'amministrazione comunale, prima guidata da Michele Emiliano e da pochi mesi da Antonio Decaro, e la Soprintendenza, sulla questione delle opere murarie realizzate in alcuni punti della città e della relizzazione di una palazzina per la nuova sede del Provveditorato proprio tra il Castello e il fronte del mare, con somma gioia del centro-destra barese.

Salento: TAP non sarà sponsor degli eventi dell'estate. Un dietrofront tardivo?

Sono bastate 48 ore al movimento No TAP per “costringere” gli organizzatori di alcuni eventi estivi in programma nel Salento, che avrebbero dovuto avere come sponsor la joint-venture Trans Adriatic Pipeline, a fare dietrofront e a rinunciare a quei finanziamenti. Determinante, per quel che riguarda la festa di Sant'Oronzo a Lecce, la presa di posizione della Curia di Lecce prima e del sindaco del capoluogo salentino Perrone poi, mentre l'ultima manifestazione a desistere dall'intento di rinunciare allo sponsor TAP è stata Birra&Sound di Leverano (per un resoconto della vicenda, leggete qui).

Salento: quest'estate la birra sa di TAP

Prima le polemiche sulla sponsorizzazione della festa dei Santi Pietro e Paolo di Galatina, poi quelle sulla campagna promozionale che avrebbe dovuto essere diretta da Alessandro Piva – regista barese di cult come LaCapaGira e Mio cognato - ora infine il tentativo di sponsorizzare “l'estate salentina” con ben 350mila euro: TAP Italia, la società che per il Belpaese gestisce gli interessi del Gasdotto Trans-Adriatico, la mega struttura che attraversando il Canale d'Otranto dovrebbe permettere l'afflusso di gas naturale proveniente dalle regioni del Caucaso, ci riprova e lancia una massiccia campagna perché, come spiega l'ad Giampaolo Russo, “la maggior parte dei salentini ancora non sa cosa sia Tap e il suo progetto”.

I comitati che si oppongono alla costruzione del gasdotto però non ci stanno e contestano gli organizzatori di eventi estivi che hanno accettato la sponsorizzazione, il cui slogan è “L'energia a vocazione turistica”. Ma andiamo con ordine: a fine giugno TAP sponsorizza, con il proprio logo sui manifesti, la tradizionale festa dei Santi Pietro e Paolo a Galatina. Sale la rabbia No TAP, che in un comunicato critica apertamente la Curia e gli organizzatori della tradizionale festa: “Ci meravigliamo del vescovo, ci meravigliamo del comitato feste e ci meravigliamo di chi accetta di parlare con e farsi dare soldi da personaggi senza scrupoli, incapaci di presentare un progetto decente”.

Officine tarantine: la repressione giudiziaria contro gli spazi liberati

37 indagati. Un epilogo paradossale, quello dell'occupazione dei Baraccamenti Cattolica trasformati in "Officine Tarantine" nel novembre 2013.

 

Nelle scorse ore, infatti, il sostituto procuratore della Repubblica di Taranto Rosalba Lopalco ha chiuso l'inchiesta nata dopo lo sgombero (mancato) del 12 febbraio scorso iscrivendo 37 persone nel registro degli indagati per resistenza aggravata e oltraggio a pubblico ufficiale, invasione di terreni ed edifici, deturpamento ed imbrattamento di cose altrui.

Democrazia partecipata e pratiche di governo del territorio

Articolo tratto dal terzo numero dei Quaderni Corsari, scarica la tua copia.

Una cosa è certa: in Italia la democrazia rappresentativa non funziona più. E questa, si potrebbe dire, non è certo una novità. Il punto è che lo scollamento tra rappresentanti e rappresentati aumenta esponenzialmente e molti indicatori sono lì a provarlo. C'è stata, forse, un'epoca nella quale la democrazia rappresentativa riusciva efficacemente a interpretare i bisogni della società e a farsene carico. Questo succedeva grazie anche a un articolato sistema di corpi intermedi che metteva in connessione l'individuo con il suo rappresentante istituzionale.

"Ferum victorem cepit" Taranto: la Storia in un Museo, per risollevarsi.

Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio.

Quinto Orazio Flacco, il cantore di Venosa, mentre scriveva questo passaggio delle Epistolae aveva ben chiara nella mente la lezione della raffinata civiltà greca: la capacità di elaborare forme avanzate di arte e di trasmetterle a coloro che, forti di una maggiore stabilità politica e di un più aggressivo espansionismo, si apprestavano a divenire i signori del Mediterraneo. Orazio sapeva altrettanto bene che la letturatura latina era figlia di Livio Andronico: uno schiavo proveniente da una delle più antiche città del Meridione. Livio, nato a Taranto all'inizio del III secolo prima di Cristo, aveva tradotto dal greco l'Odusìa, sostituendo ai versi in esametri un testo in saturni. Per rendere orecchiabile il poema omerico ai più rudi Romani, che con il saturnio esprimevano i propri riti sacri; per esaltare il tono drammatico dell'epos.

Salento: la discarica e l'acquedotto

Corigliano d'Otranto. Nel cuore del Salento, a 70 metri di profondità, è situato uno dei più grandi pozzi d'estrazione che l'acquedotto Pugliese utilizza per l'approvvigionamento idrico della provincia leccese. Sempre a Corigliano d'Otranto, a poca distanza dal pozzo, è ormai pronta ad entrare in funzione una nuova discarica per lo stoccaggio dei rifiuti. Manca solo la consegna ufficiale dell'impianto alla Provincia. Acqua da estrarre e rifiuti da interrare, due attività tanto delicate quanto necessarie, ovvio che a metterle vicine bisogna stare molto attenti. 

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