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Diritto allo studio in Puglia: la crisi mette a rischio le vittorie degli studenti

Il movimento studentesco pugliese nel 2012 portava la Regione Puglia a triplicare i finanziamenti sul diritto allo studio universitario, segnando la discontinuità storica della bassa copertura delle borse di studio. Dalla media storica del 55 % alla copertura del 94 % nell'a.a. 2012/2013. Questo 11 Ottobre, le studentesse e gli studenti pugliesi, in 11 piazze, sono ritornati a chiedere investimenti sui propri studi, e l'eliminazione della figura dell'idoneo non beneficiario. Purtroppo però, nonostante la Regione Puglia abbia confermato il proprio impegno di spesa, investendo 7,6 mln, l'acuirsi della crisi e la mancanza di una proposta programmatica da parte del governo centrale, rischiano di rendere questa una "Vittoria di Pirro". Pubblichiamo di seguito un contributo della Rete della Conoscenza Puglia.

Taranto: occupata la ex Baraccamenti, nascono le Officine Tarantine

Sabato 2 novembre Taranto si è svegliata con una buona notizia: un gruppo di ragazzi, armati solo di buoni propositi e amore per il territorio hanno occupato la struttura degli ex Baraccamenti Cattolica in via Di Palma, di proprietà della Marina Militare e in disuso da 25 anni, dichiarando la nascita delle "Officine Tarantine". Se il dibattito pubblico nella città dei due mari sembra concentrato principalmente sul nodo Ilva, non vuol dire che anche a Taranto non ci sia una questione legata alla mancanza di spazi, tanto più che la presenza della Marina Militare ha privato la città di alcuni dei suoi squarci più belli e affascinanti.

Puglia: la questione meridionale e la questione giovanile

da il tacco d'Italia- La Questione meridionale l'abbiamo conosciuta all'indomani dell'unità d'Italia, adesso gli ultimi anni di crisi, e non solo, regalano al Sud una nuova, e preoccupante, Questione giovanile. Disoccupazione, giovani qualificati che non lavorano o emigrano, qualcuno invece che rimane e "ci prova" in un Mezzogiorno che la SVIMEZ dichiara a "rischio di desertificazione industriale". 

Città intelligenti, Puglia bocciata dal rapporto ICityrate

Le città pugliesi sono poco “intelligenti”: è questo il quadro delineato dal nuovo rapporto ICityrate 2013 curato da Forum PA, società specializzata in relazioni pubbliche e comunicazione istituzionale, che ha l'obiettivo di promuovere e facilitare la sinergia tra pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini sui temi chiave dell'innovazione.

Per stilare la classifica sono state passate al vaglio numerose caratteristiche che vanno, ad esempio, dalla qualità dell'aria ai servizi, alle forme di partecipazione cittadina fino alla mobilità. Tutti, comunque, parametri chiave nella classificazione dell'“intelligenza” di una città che voglia promuovere e incentivare la creazione di un ambiente urbano in grado di migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini.

Taranto: nell'area dell'ILVA un malato di tumore ogni 18 abitanti

La redazione di PeaceLink, sempre attenta alla vicenda ILVA e' entrata in possesso dei dati aggiornati con le cifre degli ammalati della citta' Taranto: sono 8916.
Sono quasi novemila i cittadini esentati dal ticket per malattie tumorali. Sono indicate con il "codice 048".

In particolare nel distretto sanitario 3, drammaticamente noto per essere quello che comprende i quartieri più vicini all'area industriale, ovvero il quartiere Tamburi, Paolo VI, Citta' Vecchia e parte del Borgo i numeri sono impressionanti: c'e' un malato di cancro ogni 18 abitanti. Per la precisione 4328 malati su 78mila abitanti.

Qui l'articolo completo.

Ahmed El Mardi: bracciante muore nelle campagne di Cerignola

Un nuovo morto nella campagne del Sud Italia: morte naturale sentenzia il bollettino medico. Morte bianca, morte sul lavoro, morte del lavoro urlano le coscienze di chi osserva, informa e lotta da anni contro il fenomeno dello sfruttamento lavorativo. Un altro morto del “sistema sfruttamento”, invisibile, legalizzato, un’ altra vittima dello sfruttamento che è ormai divenuto parte integrante della nostra quotidianità, accettato, ineliminabile ingranaggio necessario alla riproduzione della macchina produttiva neoliberista.  Vivere e lavorare nel fango, senza contratto, sottopagati, in condizioni di miseria e sfruttati è una realtà consolidata ed accettata da Nord a Sud: succede a Saluzzo dove centinaia di immigrati vivono e condividono la violazione di diritti basilari quali dignità, condizioni di vita dignitose, lavoro, sicurezza sociale, acqua, cibo, così come al Sud del Bel Paese.

Chi ha paura del decreto ILVA?

Sembrano tornati i tempi di Alighiero De Micheli e delle crociate contro il timido riformismo democristiano in Confindustria. Per scatenare timori e tremori del padronato italiano è bastato il decreto ILVA varato martedì dal governo. Megafono del malessere, ovviamente, le colonne del Sole 24 Ore. Da queste pagine ieri il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, ha lanciato la parola d’ordine: il commissariamento della più grande azienda siderurgica italiana rischia di essere “un pericolosissimo precedente”. La preoccupazione è legata al fatto che “la norma (…) vale per tutti i siti di interesse nazionale, che fino a oggi sono tutte le fabbriche con più di 200 addetti, vale a dire la media e grande impresa nazionale”. Più morbido Giorgio Squinzi – non annoverabile fra i “falchi” di viale dell’Astronomia –: per il presidente degli industriali italiani la questione centrale resta la certezza dei diritti di proprietà, senza la quale si rischia di spaventare eventuali investitori stranieri. Argomento che sembra ripreso senza sostanziali modifiche dalla posizione che la stessa Confindustria assunse nel dibattito sulle nazionalizzazioni, a cavallo fra anni ’50 e ‘60.

Acqua e beni comuni: presentato a Bari un nuovo manifesto

acqua pubblicaUn nuovo "Manifesto dell'acqua e degli altri beni comuni" per scongiurare il "furto della vita e del futuro": Riccardo Petrella rilancia la battaglia per sottrarre la gestione della fonte di vita per eccellenza alle logiche del mercato, presentando a Bari il nuovo Manifesto, a distanza di 12 anni dal precedente.

Petrella (già Presidente dell'Acquedotto Pugliese e attualmente a capo dell'Institute europèen de recherche sur la politique de l’eau a Bruxelles) ha esposto i punti cardine del Manifesto davanti al numerosissimo e attento pubblico che ha riempito l'aula magna dell'ex Facoltà di Economia: una sorta di appassionante lectio magistralis, partita con la constatazione che il tempo a disposizione sta scadendo e che se si vuole salvare l'ecosistema e la vita sulla terra occorre una grande battaglia culturale contro la mercificazione di acqua, terra, salute e degli altri beni comuni.  Proposte suggestive, quelle del Manifesto: da un vero e proprio "governo mondiale dell'acqua" tramite organismi legislativi, esecutivi e giudiziari che ne ribadiscano il carattere di bene comune pubblico alla campagna "Toilet first", perchè ad oggi "scandalosamente ci sono più essere umani nel mondo che posseggono telefoni cellulari rispetto a quelli che hanno accesso ai bagni pubblici".

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