Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Taxi vs Uber: che strada facciamo?

Il problema non è con chi ti schieri ma per cosa ti schieri. Sulla vicenda taxisti vs uber (o verso liberalizziamo) mi pare che prevalga la logica ultras e basta.

Capisco che i taxisti possono risultare antipatici e che i prezzi non sono sempre da servizio pubblico. Ed è pure vero che i saluti romani alle loro manifestazioni non aiutano l'operazione simpatia. Ma meglio sarebbe spostare l’attenzione sul fatto che in battaglie come queste c'è in gioco un pezzo del nostro futuro. Stiamo davvero sperando che prevalga un modello economico che si basa sulla riduzione del costo del lavoro e delle sue garanzie? Perché Uber, e l’«uberizzazione» dell’economia, è soprattutto questo.

Bologna dei tornelli e dei manganelli. Cambiamo ricetta?

San Valentino. Sono tanti i locali della zona universitaria che stanno organizzando feste e aperitivi, ma Piazza Verdi e Via Zamboni sono semi-vuote, a parte le perenni camionette di carabinieri e polizia che sono di stallo in piazza Verdi e davanti la mensa di piazza Puntoni.

ph. Michele Lapini

Una società in cui valga la pena trovare un posto: per Michele e per tutti noi

La lettera di Michele, la storia tragica della sua scelta di farla finita con la vita, è una storia personale, e come tale va rispettata e non giudicata. Ma se è vero che la Storia è anche - soprattutto - l'intreccio di tante vicende singolari come questa, quella lettera ci racconta molte altre cose, che riguardano drammaticamente tutti noi. E ciò che c’è scritto, grazie alla coraggiosa scelta dei genitori di pubblicarla, ci impone di parlarne, non per pietismo o apologia del gesto, ma per tentare di capire a che altezza della storia siamo arrivati e provare a muoverci insieme verso un’altra direzione.

La questione coreana rischia di protrarsi per tutto il ventunesimo secolo: Intervista a Antonio Fiori

“Chiedere alla Corea del Nord il disarmo nucleare come precondizione per un dialogo è inutile”. Intervista a Antonio Fiori, autore de Il Nido del Falco. Mondo e potere in Corea del Nord.

La politica della Corea del Nord è raccontata dai mezzi di informazione perlopiù attraverso i crismi della follia e dell'irrazionalità. Mezzi di informazione autorevoli divulgano notizie dalla dubbia credibilità riguardanti stravaganze e crudeltà del regime, soprattutto del Leader Supremo Kim Jong-un, soprassedendo del tutto sul posizionamento politico dello stato nord-asiatico. Questo atteggiamento, per quanto dovuto anche alla chiusura del regime, ha generato una superficialità e una ignoranza gravide di conseguenze: la più importante è che nel trattare i nordcoreani come matti si rende impossibile un negoziato credibile con un paese che è già una piccola potenza nucleare. 

Lavorare meno, lavorare Tutti

Negli ultimi decenni il mercato del lavoro italiano è stato al centro di numerosi interventi legislativi, che con tonalità diverse hanno individuato nell’eccesso di rigidità della regolamentazione dei rapporti di lavoro e del sistema di relazioni industriali il freno alla competitività dell’economia nazionale. Le riforme promosse negli ultimi 20 anni hanno condiviso l’esigenza di intervenire sul costo del lavoro, ritenuto eccessivo e causa dei bassi tassi di occupazione e della crescita della disoccupazione strutturale. Tuttavia, la scelta di perseguire politiche di moderazione salariale, attraverso interventi di riduzione del cuneo fiscale e di ampliamento dei margini di flessibilità per le imprese, ha avuto un impatto minimo sulla ripresa dell’occupazione e sulla riduzione della disoccupazione. Non fa eccezione a questa tendenza di lungo periodo la riforma promossa dal governo Renzi, nota come Jobs Act. Il contenimento del costo del lavoro, lungi dal favorire la dinamica della produttività e la competitività dell’economia nazionale, ha agito nella direzione di ridurre ulteriormente lo stimolo agli investimenti privati, accentuando il ricorso a forme di lavoro precario e a bassa qualificazione. L’esplosione dei voucher o “buoni lavoro” si inserisce in questo solco che ha visto i governi di centrodestra e centro-sinistra convergere su una politica di moderazione salariale, favorendo processi di sostituzione di lavoro stabile con forme di impiego precarie e prive di tutele.

Mibact: cosa c’è dietro al vuoto normativo. A rischio l’intero “pacchetto cultura”.

Pochi giorni orsono, in piena trance da campagna referendaria l’ormai ex Ministro Boschi, all’interno di un dibattito televisivo con Matteo Salvini, inseguendo il leader leghista sulla famosa e annosa vicenda della spending review, citava il tanto conclamato “taglio” delle Soprintendenze, opera portata a termine dal DM 44 23/01/2016, noto semplicemente come riforma Franceschini.

Repressione violenta in Brasile mascherata da lotta alla corruzione

Arresti, sparatorie contro lavoratori e scuole di partito, minacce, ripercussioni sulle appartenenze politiche, sospensione dei diritti e delle garanzie. In un silenzio violento da parte della politica e dei media occidentali il Brasile rivive i segni di un passato che fa paura. Riceviamo e pubblichiamo il racconto di quanto sta succedendo in Brasile e che Dario de Sousa e Silva Filho - sociologo e professore presso l’Università Statale di Rio de Janeiro, UERJ - sta vivendo in prima persona: da un anno il governo Temer ha avviato una politica di oppressione delle classi sociali più deboli con tagli degli stipendi e della spesa sociale e di repressione violenta delle proteste e dei movimenti, mentre regala esenzioni fiscali alle aziende private. Il tutto travestito dalle esigenze di austerità contro la crisi economica e di lotta alla corruzione, nell’indifferenza dei media e delle istituzioni in Italia e Europa. Un’importante riflessione sul rischio di deriva autoritaria delle istituzioni democratiche.

Vince il NO: Italiani popolo di ignoranti?

Nei giorni subito successivi alla vittoria del NO del 4 dicembre, così come dopo il Brexit inglese, è stato molto interessante, per non dire ridicolo, il dibattito che si è costruito sull’abolizione del suffragio universale per impedire il voto al “popolino ignorante”. Una provocazione di cattivo gusto? Forse. E’ necessario per noi chiarire che non legittimiamo l’intellettualismo contenuto in queste dichiarazioni, che non fanno altro che costruire una distanza tra chi, già destinato a far parte della classe dirigente fin dalla tenera età, ha frequentato le migliori scuole ed università (magari private) e chi oggi invece stenta ad acquistare i libri di testo o pagare le tasse universitarie. Per noi, le scelte del popolo e dei subalterni, restano sovrane senza se e senza ma.

Sottoscrivi questo feed RSS

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info