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Per case, quartieri, città: verso uno spazio comune per il diritto all'abitare

Chi sta cominciando a leggere queste brevi note risponda a qualche domanda.

Quanto si spende ogni mese per ciò che riguarda l'abitare (canone di locazione, utenze, oneri condominiali)? Qual è (se c'è, e se non è corrisposto dal welfare familiare) il reddito mensile di cui si dispone? Che rapporto percentuale esiste tra le spese connesse all'abitare e il reddito mensile?

Il diritto alla città ai tempi di Airbnb

«Siete qui per disegnare il futuro in cui volete vivere» è la frase che Brian Chesky, co-fondatore della piattaforma digitale Airbnb, ripete ogni mattina ai suoi dipendenti.
Effettivamente, l’idea avuta nel 2008 da Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk, a quei tempi appena ventenni, ha ridisegnato il futuro della più grande industria mondiale, quella turistica.

Airbnb, secondo il bilancio pubblicato quest’anno e relativo al 2017, può contare su 2,6 miliardi di fatturato e su oltre 260 milioni di prenotazioni di case o stanze in quasi dieci anni di attività. Cifre astronomiche, che non fanno altro che mettere in luce ancora una volta la vera natura della “sharing economy” e di un modello turistico ormai ampiamente affermato. Non è di certo grazie ad una paventata messa in condivisione di stanze e appartamenti tra soggetti alla pari che l’ “air-tourism” si è affermato, quanto piuttosto grazie ai costi mediamente molto bassi per gli utenti dovuti ad un complesso sistema di evasione fiscale su più livelli.

L'aria delle città rende liberi: trasformazioni urbane e democrazia radicale

“L’aria delle città rende liberi”: è questo il titolo che abbiamo scelto per introdurre la discussione su trasformazioni urbane e democrazia radicale che si è svolta nell’ambito di Mappe del nuovo mondo, il festival de Il Corsaro. Obiettivo primario dell’incontro era la costituzione di un nucleo di ricercatori e ricercatrici, attiviste e attivisti, amministratrici e amministratori interessate/i a contribuire alla costituzione di una sezione speciale de Il Corsaro dedicata alle questioni urbane. Immaginiamo uno spazio aperto e trasversale, che concepisca il racconto dei luoghi in cui viviamo come pratica immediatamente politica: per far conoscere esperienze di emancipazione e solidarietà; per mettere in comune soluzioni concrete e strumenti di azione; per far emergere masse critiche attorno a temi e obiettivi condivisi.  Non è stato quindi casuale che sia stato l’Angelo Mai a ospitare il laboratorio e l’intero festival. Questo luogo di socialità e produzione culturale dal basso, attivo dal 2004 e oggi sotto rischio di sgombero, rientra tra le esperienze che possono realmente fare la differenza in un campo di battaglia attraversato da forze contraddittorie e mutevoli, come quello della città contemporanea.

Manifesto degli studenti contro il cambiamento climatico

Le alluvioni, le allerte meteo, gli allagamenti, e le 11 morti di questi giorni, tra le quali quella di uno studente napoletano schiacciato dalla caduta di un albero sulla strada per l’Università, non ci possono lasciare indifferenti.

Scuole sicure? Ribellarsi aprendo le scuole

Qualche mese fa Donald Trump ha sconvolto gli Stati Uniti e gran parte del pianeta con la proposta di armare gli insegnanti per rendere le scuole più sicure. La logica a sostegno della proposta era non troppo diversa da quella che nel secolo scorso ha fondato la corsa agli armamenti: a fronte di un paese, gli Usa, dove la armi sono diffuse e le stragi nelle scuole drammaticamente ricorrenti, armare gli insegnanti avrebbe reso gli istituti letteralmente “ad armi pari” con potenziali attentatori.

Dopo le mobilitazioni del 12 ottobre incontro tra gli studenti e Di Maio

A seguito dei cortei del 12 ottobre Rete della Conoscenza, Uds e Link ottengono un incontro con il ministro Di Maio. Mentre Bussetti dichiara che non servono ulteriori fondi all’istruzione, gli studenti in stato di agitazione permanente rivendicano il ritorno ai livelli di finanziamento precedenti alla riforma Gelmini.

Appuntamento oggi alle ore 14 presso il MISE in via Vittorio Veneto 33. L'incontro sarà in streaming.

Ma davvero aboliscono il numero chiuso a medicina?

Da sempre mi batto per l'abolizione del numero chiuso, a medicina, ad odontoiatria, ad architettura e in tutte le facoltà che in questi anni a seguito dei tagli, non potendo più garantire aule, laboratori e docenti hanno scelto la strada delle barriere all’ingresso.

 

Pisa: la mobilitazione sfratti zero

Il dramma degli sfratti, del caro affitti, di chi è in cerca di una stabile abitazione compatibile coi redditi familiari costituisce per Pisa una ferita aperta da troppo tempo, senza che da parte delle Istituzioni ci siano state risposte adeguate per affrontare il problema in maniera strutturale.

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