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Il peggiore di sempre, ovvero "Del triennio eversivo di Giorgio Napolitano"

Quando il sole è al tramonto anche le ombre dei nani sembrano giganti

 

È proprio vero che al peggio non c'è mai fine, che “il problema non è la caduta, ma l'atterraggio”: già queste “banali” considerazioni dovrebbero consigliare cautela in qualsiasi analisi della fase politica e sociale che si è aperta in Italia nell'ottobre del 2011, con l'avvitarsi della crisi del governo Berlusconi e con gli spauracchi dello spread e del default, che monopolizzavano il discorso mediatico diventando un argomento oggettivamente terroristico per la popolazione del Paese.

E tuttavia, credo sia possibile affermare che Giorgio Napolitano sarà ricordato come “il peggiore di sempre”: ritengo cioè che tra cinquanta, cento anni, i libri di storia parleranno di Re Giorgio come del Capo dello Stato più dannoso della storia repubblicana; ancora più di quel Cossiga di cui tutti ricordano le gesta e le enormi responsabilità storiche e politiche.

Gli studenti annunciano la mobilitazione: dalle scuole in piazza il 10 ottobre

Gli studenti torneranno in piazza il 10 ottobre. Lo annuncia l’Unione degli Studenti dal Riot Village, il campeggio nazionale studentesco della Rete della Conoscenza che si sta tenendo questi giorni  in Salento. Il più grande sindacato studentesco italiano dei medi lancia la prima data di mobilitazione studentesca dell’anno in chiusura di un partecipato coordinamento nazionale che ha visto la presenza di quasi 100 basi territoriali.Nei prossimi giorni dall’assemblea della Rete della Conoscenza e dal coordinamento di Link si definirà ulteriormente la proposta: anche gli universitari sono sul piede di battaglia.

[Infografiche] Molti dei brand più noti sono controllati da poche multinazionali

Articolo tradotto in italiano da Sara Manisera. Versione originale pubblicata su GurusBlog.

Per chi ancora dovesse pensare che viviamo in un regime di concorrenza perfetta, vi mostriamo alcune infografiche in cui è possibile capire come una manciata di grandi aziende controllano la maggior parte delle marche disponibili ai consumatori. A questo poi dovete aggiungere un comitato di 12 persone chiamate Banche Centrali: le responsabili della determinazione del prezzo e della quantità di moneta emessa. Potete allora rendervi conto che è da diverso tempo che abbiamo smesso di essere in un sistema che può essere definito capitalista.

La settimana nera dei penitenziari: quattro morti in pochi giorni

Quella che avrebbe dovuto essere la settimana decisiva per segnare un nuovo cambio di passo nell'annosa questione del sovraffollamento delle carceri italiane, con la Camera che ha approvato una serie di provvedimenti tra cui quello che prevede lo stanziamento di 20,3 milioni di euro a chi, al termine della detenzione, faccia richiesta di risarcimento per aver vissuto nei penitenziari italiani in condizioni disumane, è stata contrassegnata da quattro decessi, dei quali tre per suicidio, che fanno salire complessivamente a 82 i morti in cella dall'inizio del 2014.

Stop armi a Israele: l'appello internazionale

Alla vigilia del 19 luglio, giornata di mobilitazione internazionale contro lo spietato attacco di Israele contro Gaza e il popolo palestinese, quasi un centinaio tra intellettuali, premi Nobel e artisti hanno lanciato un appello affinché si avvii un embargo militare totale e vincolante nei confronti di Israele.

L’abolizione della cooperazione militare internazionale con Israele è uno dei primi passi per ridimensionare la capacità del governo israeliano di perseverare nell’occupazione dei territori e nella negazione dei diritti dei palestinesi. Il governo Israeliano usa di fatto Gaza come cavia per collaudare non soltanto la propria arrogante supremazia territoriale e politica, ma anche le proprie armi e la tecnologia militare che vengono poi vendute sul mercato internazionale.

Molti Paesi occidentali, infatti commerciano armi con Israele, nonostante molte legislazioni tra cui quella italiana vietino la vendita di armi ai Paesi in guerra, come ricorda Giulio Marcon, uno dei primi firmatari italiani dell’appello.

Riportiamo di seguito la traduzione dell’appello, originariamente pubblicato dal Guardian, a cura del Manifesto, unico quotidiano italiano ad aver dato immediata visibilità all’appello stesso.

Salento: TAP non sarà sponsor degli eventi dell'estate. Un dietrofront tardivo?

Sono bastate 48 ore al movimento No TAP per “costringere” gli organizzatori di alcuni eventi estivi in programma nel Salento, che avrebbero dovuto avere come sponsor la joint-venture Trans Adriatic Pipeline, a fare dietrofront e a rinunciare a quei finanziamenti. Determinante, per quel che riguarda la festa di Sant'Oronzo a Lecce, la presa di posizione della Curia di Lecce prima e del sindaco del capoluogo salentino Perrone poi, mentre l'ultima manifestazione a desistere dall'intento di rinunciare allo sponsor TAP è stata Birra&Sound di Leverano (per un resoconto della vicenda, leggete qui).

Le risoluzioni ONU violate da Israele

Israele dice NO alla tregua umanitaria proposta dall'ONU. Ma non è la prima volta che accade. Ecco l'elenco delle risoluzioni ONU violate dallo stato israeliano.

Salento: quest'estate la birra sa di TAP

Prima le polemiche sulla sponsorizzazione della festa dei Santi Pietro e Paolo di Galatina, poi quelle sulla campagna promozionale che avrebbe dovuto essere diretta da Alessandro Piva – regista barese di cult come LaCapaGira e Mio cognato - ora infine il tentativo di sponsorizzare “l'estate salentina” con ben 350mila euro: TAP Italia, la società che per il Belpaese gestisce gli interessi del Gasdotto Trans-Adriatico, la mega struttura che attraversando il Canale d'Otranto dovrebbe permettere l'afflusso di gas naturale proveniente dalle regioni del Caucaso, ci riprova e lancia una massiccia campagna perché, come spiega l'ad Giampaolo Russo, “la maggior parte dei salentini ancora non sa cosa sia Tap e il suo progetto”.

I comitati che si oppongono alla costruzione del gasdotto però non ci stanno e contestano gli organizzatori di eventi estivi che hanno accettato la sponsorizzazione, il cui slogan è “L'energia a vocazione turistica”. Ma andiamo con ordine: a fine giugno TAP sponsorizza, con il proprio logo sui manifesti, la tradizionale festa dei Santi Pietro e Paolo a Galatina. Sale la rabbia No TAP, che in un comunicato critica apertamente la Curia e gli organizzatori della tradizionale festa: “Ci meravigliamo del vescovo, ci meravigliamo del comitato feste e ci meravigliamo di chi accetta di parlare con e farsi dare soldi da personaggi senza scrupoli, incapaci di presentare un progetto decente”.

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