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Bologna paranoica: i loro sgomberi, il nostro diritto alla città

E così siamo stati costretti ad assistere, persino nella caldissima settimana di ferragosto di questo allucinato 2017, a una Bologna violentata e ferita da due sgomberi a mano armata.

Le azioni messe in atto dalle forze dell’ordine nella prima mattinata dell’8 agosto sono di rara gravità e non è utile, qui, dilungarsi su questo aspetto. Le realtà politiche e sociali bolognesi - e non solo bolognesi - hanno giustamente usato parole forti e chiare a difesa degli spazi e delle comunità che li abita(va)no. Gli sgomberi sono stati definiti una “pagina nera” nella storia recente della città e già sono annunciate iniziative di mobilitazione - a partire dalla manifestazione del prossimo 9 settembre - per evitare che Crash e Làbas siano condannati ad essere luoghi abbandonati, putrescenti e passivi oggetti di speculazione immobiliare.

Foreste e incendi 2017: cosa ci dice la scienza

Dal primo gennaio al 12 luglio 2017, oltre 25 000 ettari di bosco in Italia sono stati percorsi da incendi. Nella terza settimana di luglio si sono registrati fino a 1200 incendi attivi nello stesso momento sul territorio nazionale, con ingenti danni economici, alla proprietà e alla sicurezza delle persone. Tre persone sono decedute nel mese di luglio in Calabria e Campania, ad appena un mese di distanza dagli incendi di Pedrogao Grande in Portogallo, che hanno causato 62 vittime, 200 feriti e 193 milioni di euro di danni immediati.

Le analisi del fenomeno riportate dai media non sono sempre accurate: abbondano i luoghi comuni e le fake news (come quella, periodicamente riportata, degli animali domestici utilizzati come "inneschi viventi"). Vorrei quindi offrire il mio contributo in qualità di esperto in ecologia forestale e rischi naturali, insieme a qualche proposta per una migliore politica del territorio, supportata dall'esperienza del gruppo di lavoro sugli incendi boschivi della Società Italiana di Selvicoltura e Ecologia Forestale, al cui interno operano i principali ricercatori italiani, tecnici e professionisti che si occupano della materia.

Amburgo: diario dalle mobilitazioni contro il g20

Cominciano le mobilitazioni ad Amburgo. Ecco il diario degli attivisti della Rete della Conoscenza. 

Da ieri siamo ad Amburgo, dove nei prossimi giorni si incontreranno i 20 Grandi del mondo, per partecipare alle giornate di discussione e mobilitazione contro il vertice, aperte già a partire da domenica quando la città si è iniziata a preparare nel respingere la visita dei capi di stato, con l’apertura dei primi campeggi e delle strutture di accoglienza per le migliaia di partecipanti provenienti dal resto della Germania e del pianeta.

Le banche venete, la finanza e l'alternativa necessaria "nel nostro interesse"

Tutto è bene quel che finisce bene. Padoan rassicura: «Non c’erano alternative, nessun impatto sui saldi di finanza pubblica». Gentiloni ricorda che l’operazione è stata fatta «a favore di correntisti e risparmiatori». La Commissione Europea plaude e Carlo Messina, direttore generale di Intesa Sanpaolo, si riscopre filantropo.

Il capitolo del lieto fine si intitola «liquidazione ordinata», in quelli precedenti si racconta una storia comune a tante in questi anni. 

Mayo Fuster: "Vi racconto come i commons stanno governando Barcellona"

Fearless Cities (Ciudad Sin Miedo, Ciutats Sense Por) è l’assemblea municipalista internazionale che Barcelona En Comú ha organizzato dal 9 all’11 giugno nella città che da due anni è governata dalla candidatura municipalista guidata dall’attivista per il diritto all’abitare e ora Alcaldesa Ada Colau. L’autoproclamata «prima internazionale municipalista», partecipata da più di 700 attivisti provenienti da 180 città di tutti i continenti, è il luogo nel quale incontro Mayo Fuster Morell, attivista e ricercatrice. Più precisamente, intervisto Mayo nella pausa tra un workshop e l’altro, mentre sta andando a recuperare sua figlia nel bel chiostro dell’Universitat de Barcelona adibito per l’occasione a ludoteca per i figli delle attiviste e degli attivisti coinvolti nell’iniziativa. Un segnale concreto di cosa possa voler dire femminilizzazione della politica, una delle parole d’ordine al centro della tre giorni catalana, sul terreno concreto della compatibilità tra tempi di lavoro, tempi di vita e tempi e modalità dell’impegno sociale.

Cosa possiamo dedurre dal rapporto Censis, e cosa no

Partiamo da un numero: 12 milioni. Sono, secondo l’edizione 2017 del rapporto Censis-RBM Assicurazione Salute, le persone che in Italia hanno dovuto rinunciare, o rinviare prestazioni sanitarie, con un aumento di 1,2 milioni rispetto all’anno scorso. Si tratta chiaramente di un numero spaventoso (stiamo parlando di circa il 20% della popolazione italiana), soprattutto per un paese con un Servizio Sanitario Nazionale che, almeno nelle intenzioni, risulta universalistico.

In Italia non si può più manifestare: ecco la mia storia

Venerdì sera ho preso un treno da Milano Centrale per cercare di raggiungere Taormina. Il mio obiettivo era seguire la manifestazione indetta per sabato pomeriggio alle 15.00 in contestazione al summit dei leaders del G7 che in quei giorni si teneva in città. Volevo scrivere un articolo sulla vicenda, raccontando la mobilitazione in toto.

Sono partito da Como verso le sei del pomeriggio, cambiando a Milano per le 19.30 circa e a Roma per le 23, dove ho preso l’InterCity Notte 1959 in direzione Siracusa. Mi ero organizzato in anticipo, sarei arrivato a Messina per le 8 del mattino di sabato, qui mi sarei unito ad alcuni amici siciliani per poi muoverci tutti insieme in Pullman verso la manifestazione. Avevo comprato già anche il biglietto per il ritorno, programmando di dormire una notte a Messina per ripartire domenica mattina. Con me avevo solo uno zainetto con all’interno un cambio di vestiti, una copia della Coscienza di Zeno di Svevo e una di Odio gli Indifferenti, la macchina fotografica, un taccuino e una Kefiah curda.

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