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Può Blockchain cambiare l'industria musicale?

Ospitiamo un interessanto contributo sull'utilizzo delle blockchain in campo musicale, come prima tappa di un percorso di dibattito sul tema che intendiamo sviluppare nelle prossime settimane. Stay tuned!

Se vi siete imbattuti in termini come Bitcoin ed Ethereum, probabilmente già conoscete il potenziale di queste tecnologie. Infatti, sebbene il fenomeno Bitcoin si è diffuso abbastanza velocemente negli ultimi anni, occupando regolarmente le testate nazionali in tutto il mondo, l'utilizzo delle blockchains come valuta è solo uno dei tanti possibili utilizzi di questa tecnologia.

Chi è sfruttato prenda parola: appello per una mobilitazione il 24 novembre

Dopo lo sciopero dell’alternanza gli studenti scrivono ai lavoratori ed agli sfruttati: mobilitiamoci insieme, costruiamo gli “stati generali dello sfruttamento”.

Siamo le studentesse e gli studenti che il 13 ottobre sono scesi in piazza con le tute-blu per lo sciopero dell’alternanza, siamo gli studenti che sono stati sfruttati durante il tirocinio universitario e quelli che devono lavorare per pagarsi gli studi.

Intervista a Jordi Muñoz: l’indipendentismo catalano al microscopio

Abbiamo tradotto un’intervista a Jordi Muñoz, ricercatore di scienza politica all’Università di Barcellona, al quotidiano online Publico. Muñoz analizza le recenti vicende catalane concentrandosi sulla dinamica del movimento indipendentista catalano, il suo sviluppo, la sua composizione e i suoi rapporti con la società catalana e spagnola in generale e con la sinistra e i movimenti in particolare. Un’analisi concreta e approfondita, basata su un’osservazione scientifica e militante, che può essere utile a chiarirsi le idee su una vicenda complessa, superando le semplificazioni retoriche e interessate che circolano in queste settimane. Il quadro che emerge è quello di un movimento complesso e articolato, che, a partire da una storia di moderato autonomismo borghese, ha incontrato, nel contesto della crisi economica e della chiusura al dialogo della destra, l’indipendentismo di sinistra radicale e i movimenti, dando vita a un’esperienza interclassista e trasversale che rappresenta circa metà della società catalana. Un mondo in ebollizione, che adotta pratiche di resistenza dei movimenti e stabilisce nell’opposizione al governo di destra un asse con Podemos e la sinistra, la cui tenuta e le cui conseguenze sono tutte da verificare. Un fronte che, ad oggi, non ha una via chiara verso la vittoria e deve fare i conti con le profonde divisioni nella società catalana e con l’incomprensione, ai limiti dell’incomunicabilità, con buona parte dell’opinione pubblica spagnola. Riflessioni utili e stimolanti per una discussione imprescindibile.

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Il gioco dell'oca della sinistra: una noia mortale

Ricordo bene il giorno in cui, nel giugno 2012, Pierluigi Bersani e Nichi Vendola presentarono in conferenza stampa la “carta d’intenti” che avrebbe portato alla disastrosa avventura di “Italia bene comune” (e al non meno negativo percorso di “Rivoluzione civile”).

Anni di lotte avevano prodotto una movimentazione sociale che aveva animato nel profondo il Paese, riportando al centro del dibattito pubblico l’università e la scuola, il mondo del lavoro e della produzione, le questioni di genere e i territori contrari alle grandi opere inutili. Quegli anni erano culminati nelle vittorie amministrative della primavera 2011 e soprattutto nel grande referendum per l’acqua e i beni comuni (e contro nucleare e legittimo impedimento).

Il Kurdistan iracheno: il voto per l’indipendenza tra fantasmi del passato e incertezze del futuro.

Il 25 settembre si è tenuto il referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno, regione autonoma del nord dell’Iraq. Questo referendum, pur non avendo valore legale vincolante, rappresenta un evento dalla portata potenzialmente epocale, con cause che si radicano nella secolare storia della popolazione curda e con conseguenze ad oggi imprevedibili sulla geopolitica del Medio Oriente.

Il referendum è stato sostenuto principalmente dal KDP (Kurdish Democratic Party), partito di maggioranza all’interno del Parlamento curdo, e dal de-facto  Presidente del Kurdistan, Masoud Barzani, che ne ha fatto la sua battaglia politica per la legittimazione al potere.

Caro Mentana: perché l'antifascismo non si fa a Casa Pound

Il direttore del Tg La7 Enrico Mentana ha deciso di partecipare a un confronto con il vicepresidente di CasaPound Italia, Simone Di Stefano, nella sede romana del movimento neofascista. Mentana è un giornalista e non deve rispondere politicamente a nessuno delle proprie azioni, ma la sua scelta può essere un'occasione per chiarire alcuni elementi, troppo spesso confusi nel mare dei luoghi comuni e degli artifici retorici.

Lo scopo di questo articolo è spiegare perché partecipare a iniziative di CasaPound, in particolare se organizzate nel luogo fisico della loro sede, sia sbagliato e controproducente: perché contribuisce alla grande operazione di marketing politico che è CasaPound, il cui relativo successo si basa esattamente sulla capacità di costruirsi una legittimazione mediatica e culturale al di fuori del ristretto mondo dell'estrema destra e di creare contraddizioni infondate all'interno del campo democratico e antifascista. Allo stesso modo, è sbagliato e controproducente prendere troppo sul serio il fascismo del terzo millennio, l'estremo centro alto e tutto il resto dell'apparato retorico costruito da CasaPound come parte fondamentale dell'operazione di marketing di cui sopra, perché contribuisce al successo di quell'operazione e nasconde la realtà quotidiana di CasaPound, ben poco diversa da quella degli altri gruppetti neofascisti e spesso (mai abbastanza) oggetti di procedimenti penali.

Vediamo se riusciamo a capirci su alcune cose, smontando un po' di luoghi comuni.

#RiapriAMOlàbas spazi sociali e circoli Arci alla mobilitazione del 9 settembre

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

(Italo Calvino, Le città invisibili)

Legge europea contro il consumo di suolo: ultimi giorni per firmare

Il 12 settembre è l’ultimo giorno utile per firmare l’importantissima iniziativa dei cittadini europei (ICE) - l’equivalente continentale della legge di iniziativa popolare -  lanciata dalla rete “People4Soil” promossa da ONG, istituti di ricerca, associazioni e gruppi ambientalisti del vecchio continente. Un’iniziativa europea che pretende una normativa  specifica sul consumo di suolo e la salvaguardia dei territori che in  Italia è stata recepita tramite la campagna “#SALVAILSUOLO”  cui partecipano le principali organizzazioni ambientaliste  come Legambiente, WWF, Coldiretti, FAI, SlowFood, Lipu e tanti altri.

 

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