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Lorenzo Zamponi

Lorenzo Zamponi

Lorenzo Zamponi, veneto trapiantato a Firenze, è dottorando in scienze sociali e politiche all'Istituto Universitario Europeo, è tra quelli che si sono inventati Il Corsaro, ogni tanto scrive qualcosa su Twitter.

Pisa, 6-7 marzo: 'La necessità di una fase ricostituente'

Due giorni di dibattito a Pisa. Obiettivo: rilanciare la questione sociale e l'attuazione della Costituzione. A organizzare l'iniziativa, che si terrà martedì 6 e mercoledì 7 marzo nel Palazzo della Sapienza dell'Università di Pisa, è l'associazione studentesca Sinistra Per.

Torino, studenti cacciati dall'inaugurazione. E la ministra Fornero diserta l'incontro con loro

"Ascoltate, non applaudite", disse ai deputati Mario Monti lo scorso 17 novembre, durante il suo primo discorso alla Camera. Un suggerimento che il presidente del consiglio dovrebbe estendere anche ai suoi ministri, che sembrano trovarsi a proprio agio solo di fronte all'approvazione unanime, per rispondere con il silenzio imbarazzato e la repressione violenta al minimo accenno di critica. È successo oggi a Torino, durante l'inaugurazione dell'anno accademico: i rappresentanti degli studenti, democraticamente eletti, che hanno osato alzare dei cartelli dai contenuti tutt'altro che minacciosi, sono stati cacciati dall'aula con la forza. E la ministra Fornero, che ha assistito alla scena, ha prima invitato gli studenti a incontrarla in privato, per poi disertare il confronto e andarsene alla chetichella.

Titolo di studio e rette universitarie: quello che La Voce non dice

Pietro Manzini ieri su LaVoce.info spiegava in un lungo articolo "perché cancellare il valore della laurea". Manzini insegna diritto internazionale e si occupa principalmente di antitrust, perciò, pur non essendo un esperto di questioni legate a formazione e ricerca (ma tanto si sa che chiunque occupi una cattedra lo è a prescindere, in Italia), centra il punto della riforma auspicata da Confindustria, proposta da Monti, criticata dagli studenti e messa in standby dal ministro Profumo, in attesa di una consultazione pubblica su Internet.

Il professore vede infatti nella creazione di una maggiore concorrenza tra gli atenei il nucleo fondamentale del provvedimento, e giudica questo passaggio estremamente positivo per il futuro dell'università italiana.
Se le lauree non valessero tutte uguale, spiega Manzini, bensì il loro riconoscimento, in termini di punteggio nei concorsi pubblici, dipendesse da un ranking tra gli atenei, allora ogni università sarebbe incentivata ad assumere docenti migliori, invece dei raccomandati, e avremmo quindi una maggiore qualità della didattica.

Un modello splendido, che si basa però su due non detti, su due concetti che Manzini lascia intendere tra le righe, senza esplicitarli. 

Bologna: il referendum boccia il finanziamento alle scuole private

E' terminato lo spoglio, si chiude con una vittoria quella che i Wu Ming hanno definito una "battaglia delle Termopili", il referendum consultivo bolognese per decidere sulla destinazione dei fondi attualmente destinati dal comune emiliano alle scuole private paritarie. L'opzione A, cioè il no al finanziamento pubblico alle scuole per l'infanzia private, ha vinto, con il 59% dei voti, pari a 50.517 voti; l'opzione B sostenuta da PDL, PD, PD, Lega, centristi e cattolici e da larghissimi settori organizzati delle organizzazioni bolognesi ha ottenuto il 41% ovvero 36160 voti.

Grillo e i movimenti: continuità rimosse e preoccupanti contiguità

Beppe Grillo No TAVIl consenso raccolto da Beppe Grillo e dal suo Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali della scorsa primavera e poi alle regionali in Sicilia, ora atteso alla prova delle politiche, ha generato una serie di interessanti analisi, concentrate su diversi aspetti della galassia grillina. Abbiamo già segnalato "Un Grillo qualunque", di Giuliano Santoro (di cui ospitammo un'anticipazione nel primo numero dei Quaderni Corsari), ed è ora appena uscito (chi scrive non l'ha ancora letto, quindi per ora lo consigliamo sulla fiducia) "L'armata di Grillo", di Matteo Pucciarelli. Analisi interessanti e condivisibili, nonché portatrici di un punto di vista inevitabilmente critico nei confronti del Movimento 5 Stelle, sia per i suoi aspetti di populismo digitale, intimamente connessi ai meccanismi della politica-spettacolo di cui Silvio Berlusconi è stato il massimo inteprete negli ultimi 20 anni, sia per le dinamiche interne tutt'altro che democratiche.

Resta però, un nodo rimosso, su cui a sinistra non ci sta interrogando abbastanza, tanto che notizie come questa, con il celebre attivista No Tav Alberto Perino che annuncia pubblicamente il proprio voto al Movimento 5 Stelle, vengono accolte da un silenzio che è metà stupore e metà alzata di spalle. Fondamentalmente, facciamo gli gnorri, nella speranza che nessuno se ne accorga. Eppure il nodo esiste: ci sono innegabili elementi di continuità e di contiguità tra la proposta politica del Movimento 5 Stelle e il portato delle mobilitazioni sociali degli ultimi anni. Non ce lo possiamo più nascondere. È ora di affrontare questa rimozione, provare a capire quali sono questi elementi e come sia possibile non farsi risucchiare dal plebiscitarismo grillino. Questi elementi di continuità e contiguità tra Grillo e i movimenti possono essere raccolti, in estrema sintesi, intorno a tre nodi. 

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