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Torino, studenti cacciati dall'inaugurazione. E la ministra Fornero diserta l'incontro con loro

"Ascoltate, non applaudite", disse ai deputati Mario Monti lo scorso 17 novembre, durante il suo primo discorso alla Camera. Un suggerimento che il presidente del consiglio dovrebbe estendere anche ai suoi ministri, che sembrano trovarsi a proprio agio solo di fronte all'approvazione unanime, per rispondere con il silenzio imbarazzato e la repressione violenta al minimo accenno di critica. È successo oggi a Torino, durante l'inaugurazione dell'anno accademico: i rappresentanti degli studenti, democraticamente eletti, che hanno osato alzare dei cartelli dai contenuti tutt'altro che minacciosi, sono stati cacciati dall'aula con la forza. E la ministra Fornero, che ha assistito alla scena, ha prima invitato gli studenti a incontrarla in privato, per poi disertare il confronto e andarsene alla chetichella.

Eppure di applausi ne stanno ricevendo pochi, i ministri del governo Monti, quando visitano le università: Francesco Profumo è già stato contestato due volte a Roma, ed Elsa Fornero oggi è stata fortemente criticata nell'ateneo in cui ha insegnato per tanti anni.

Una protesta assolutamente pacifica: mentre alcune centinaia di studenti, nonostante il gelo, sfilavano per le vie del centro di Torino, i loro rappresentanti democraticamente eletti hanno portato la mobilitazione dentro l'aula del Conservatorio. Il presidente del senato studenti Nicola Malanga è intervenuto sul tema della riforma del mercato del lavoro: "Se la sua intenzione è riformare il mercato del lavoro eliminando ogni reale possibilità di stabilità e senza risolvere i problemi strutturali - ha detto alla ministra Fornero - almeno non dica che lo sta facendo nel nostro nome, perché non è questo che chiedevamo e chiediamo tuttora".

E quando Fornero ha preso la parola, altri rappresentanti degli studenti hanno alzato dei cartelli contenenti slogan contro la precarietà, e sono stati immediatamente cacciati dall'aula con la forza.

La ministra ha provato a recuperare invitando gli studenti a confrontarsi con lei in privato, sperando probabilmente in un rifiuto. Ma quando loro hanno accettato e si sono presentati nell'aula messa a disposizione dell'università, della prof.ssa Fornero non c'era alcuna traccia. Un pessimo segnale, per un governo che sostiene di voler riformare il mercato del lavoro a vantaggio dei giovani e con il consenso delle parti sociali.

"Il dialogo, il confronto, l'ascolto, non sono spot da annunciare, ma gesti concreti - dichiarano gli studenti della Rete della Conoscenza - Noi abbiamo le nostre proposte e le nostre idee su come sconfiggere la precarietà. Il governo evidentemente preferisce usare i giovani per sostenere le proprie tesi, annunciare provvedimenti che riducono i diritti dei lavoratori, sostenendo che si tratti di interventi in nostro favore, senza poi ascoltare cosa ne pensano i diretti interessati."

Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 15:03
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