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Lorenzo Zamponi

Lorenzo Zamponi

Lorenzo Zamponi, veneto trapiantato a Firenze, è dottorando in scienze sociali e politiche all'Istituto Universitario Europeo, è tra quelli che si sono inventati Il Corsaro, ogni tanto scrive qualcosa su Twitter.

Una coalizione sociale a partire dal mutualismo

Il dibat­tito di que­ste set­ti­mane sulla pro­po­sta della FIOM di una coa­li­zione sociale che si ponga l’obiettivo di opporsi alle poli­ti­che di auste­rity impo­ste a livello euro­peo e rea­liz­zate in Ita­lia dal governo Renzi e di pro­porre un’alternativa basata sulla cit­ta­di­nanza, il lavoro, il wel­fare e i beni comuni può essere utile, se resi­stiamo alla ten­ta­zione di rica­dere nel tea­trino dei posi­zio­na­menti e delle ren­dite, e sfrut­tiamo l’occasione, invece, per rico­struire su basi nuove la ragione sociale dei sog­getti collettivi.

Renzi, Marchionne, l'articolo 18 e l'eredità di Berlusconi

È impossibile capire e interpretare correttamente le recenti scelte e prese di posizione del presidente del consiglio Matteo Renzi, in particolare l'offensiva sull'articolo 18 e il rinnovato rapporto con Sergio Marchionne, se ci si limita ad analizzarle nel merito o se si tenta di rapportarle alle dinamiche dell'economia o del rapporto con l'Unione Europea.

Perché mai Renzi dovrebbe insistere nell'attacco a un articolo 18 che la riforma del 2012 (votata compattamente da Pd e Pdl sotto l'egida di Monti e Fornero) ha già smontato esattamente nei termini che vengono tuttora criticati (il reintegro automatico in caso di ingiustificato licenziamento per motivi non palesemente discriminatori, che non esiste più)? Cosa mai dovrebbe importare ai suoi referenti sociali italiani (Confindustria) ed europei (Merkel e Draghi) di un articolo 18 già pesantemente indebolito nella sua capacità di difendere i lavoratori, non solo dalla riforma del 2012, ma anche e soprattutto dal proliferare di contratti di lavoro precari privi di qualsiasi protezione? E cosa spinge ora Renzi a riabbracciare Marchionne, dopo la “delusione” dichiarata nella campagna per le primarie del 2012, proprio nel momento in cui la popolarità dell'amministratore delegato Fiat è ai minimi storici, in seguito alla scelta di non investire più un euro in Italia, e, anzi, trasferire all'estero il più possibile?

La chiave interpretativa, a mio parere, è tutta politica, e tutta legata a quella che Renzi considera la battaglia chiave dei prossimi mesi: la conquista dei voti della destra. Se l'articolo 18 e Marchionne non interessano a nessuno tra gli elettori di sinistra, Confindustria e l'Europa, a chi interessano, in quanto totem simbolici del cleavage sinistra-destra degli ultimi anno? Semplice: agli elettori di destra.

L’anomala “mossa Spinelli”. Come una “lista di cittadinanza” potrebbe ricostruire la sinistra italiana


Questo articolo è stato scritto e pubblicato il 23 febbraio 2014 per Enthemata, supplemento domenicale ad Avgi, il giornale di Syriza in Grecia.

Quando Barbara Spinelli, una delle più famose giornaliste italiane nonché la figlia di Altiero, padre fondatore dell’Unione Europea, ha iniziato a esprimere il suo vigoroso dissenso nei confronti delle politiche di austerity imposte dalla troika in Grecia e, in generale, nei confronti delle politiche dell’Ue, l’impatto sul dibattito pubblico italiano è stato piuttosto profondo. Un altro intellettuale mainstream sfidava il consenso pro-austerity stabilito dai maggiori partiti, appena pochi giorni dopo la pubblicazione, da parte del sociologo di impostazione socialdemocratica Luciano Gallino, di un libro intitolato Il colpo di Stato di banche e governi. L'attacco alla democrazia in Europa.

Primarie a Padova, la sfida del cambiamento

Un candidato anomalo, senza tessere di partito, uscito da un percorso partecipato lungo un anno, con l'obiettivo della “transizione verso un nuovo modello di sviluppo”, sta creando non pochi grattacapi all'establishment del centrosinistra. Francesco Fiore, 40 anni, ingegnere che lavora nel campo delle energie rinnovabili, sfida Ivo Rossi (vicesindaco uscente, Pd) e Alessandro Zan (ex assessore all'ambiente e oggi deputato di Sel).

Succede a Padova, dove domenica prossima, 2 febbraio, gli elettori del centrosinistra saranno per la prima volta chiamati a votare alle primarie, per scegliere il candidato a sostituire Flavio Zanonato sulla poltrona di sindaco.

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