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Gli anticoppa brasiliani spengono la tv

Ripubblichiamo a partire da oggi il reportage di David Gallerano da São Paulo. Questa prima puntata è apparsa originariamente sul Manifesto il 14.06.2014.

Nella San Paolo del mon­diale puoi incon­trare tante facce diverse, diversi modi di vivere l’evento dell’anno. Rispetto all’esordio della sele­cão, gio­vedì con­tro la Croa­zia, il Bra­sile pau­li­sta si dimo­stra il luogo della com­ples­sità più che, come lo vor­rebbe lo ste­reo­tipo, il luogo «delle contraddizioni».

M5S, né fascisti né nuova sinistra

Tratto da Micromega online

L’esito dei ballottaggi a Livorno e Civitavecchia palesano come la creatura di Grillo rappresenti un voto di rottura e discontinuità contro quel Pd ormai apparato e gestore di potere clientelare. Ma se lo stesso M5S si autodefinisce postideologico e populista, stride il discorso di chi definisce i grillini un “pericolo per la democrazia”, non interrogandosi sul perché tanti a sinistra guardano con interesse al movimento.

Decaduti i sigilli del Distretto42. Si riapre la partita del Municipio dei Beni Comuni

Alla mezzanotte del 14 giugno 2014 è decaduta la valenza dei sigilli di sequestro giudiziario posti ai cancelli dell'ex caserma militare in disuso di via Giordano Bruno 42 a Pisa, ribattezzata Distretto42, occupata a febbraio dal Municipio Dei Beni Comuni e poi sgomberata dalle forze dell'ordine in aprile (per approfondire www.ilcorsaro.info/in-piazza-3/sgombero-del-distretto-42-una-partita-delicata.html).

La notizia arriva dalla magistratura, per mezzo fax, allo studio legale Menzione - Checcoli, che da sempre assiste il Municipio Dei Beni Comuni: le motivazioni della rimozione sono legate all'applicazione di un cavillo tecnico, il quale prevede la decadenza dei sigilli per la distanza temporale intercorsa fra la presentazione del ricorso - presentato pochissimi giorni dopo il sequestro da parte degli occupanti - e l'udienza che è arrivata solo mercoledì scorso.

Il PM potrebbe sì chiedere un'altra volta l'apposizione dei sigilli, qualora ritenga che sussistano le cause di partenza e quindi la possibilità di una nuova occupazione, ma una nota pubblica rilasciata dal Municipio dei Beni Comuni sconfessa questa ipotesi:

"... Il Municipio dei Beni Comuni – in poche parole – chiede di perseguire la strada concordata con l'amministrazione comunale il giorno dello sgombero, ovvero di attivare urgentemente il tavolo di lavoro per concordare la concessione gratuita del bene secondo il regime del federalismo demaniale. Pacta sunt servanda è la massima della tradizione del diritto romano che il Municipio dei Beni Comuni chiede alle istituzioni e rivendica come una virtuosa soluzione per la prossima riapertura del Parco Andrea Gallo (il giardino interno al distretto ndR) e del Distretto 42 ..."

Adesso sarà responsabilità delle istituzioni locali farsi da intermediarie per una risoluzione nei termini auspicati nella lettera del MdBC, facendo sì che gli spazi di via Giordano Bruno tornino al servizio della cittadinanza.

Anti-corruzione: indignazione e velocità non bastano

Affrontare oggi il tema della corruzione in Italia non è e non può più essere un'esigenza dettata dall’indignazione, dal risentimento verso la casta. Dobbiamo fare lo sforzo di ripensare la corruzione come il risultato dei rapporti di forza tra pubblico e privato, tra interesse pubblico e interesse privato, tra politica istituzionalizzata, che ha permesso e voluto questo stato di cose, e quella politica di strada, fatta sui territori da tutti quegli attivisti che da anni denunciano non soltanto l’inutilità di certi progetti, ma soprattutto il rischio di infiltrazioni criminali e processi corruttivi. Un rapporto di forza che distoglie denaro pubblico da interventi per l’occupazione, l’istruzione, la tutela ambientale a favore dell’arricchimento dei pochi. È il conflitto, bellezza! Ma è anche la realtà, bellezza, quella realtà politica fatta di slogan e scatti di velocità più fumosi che fumanti!

La scorsa settimana, quando è esploso lo scandalo del Mose di Venezia, il Presidente del Consiglio frettolosamente sosteneva che “Il problema sono i ladri, non le regole; i politici corrotti andrebbero indagati per alto tradimento”, proponendo una sorta di DASPO per politici e imprenditori implicati in vicende corruttive. Ma soprattutto il Presidente Renzi non si è fatto sfuggire l’occasione per sottolineare la propria rapidità d’azione, quella voglia di fare ad ogni costo, senza mai fermarsi a riflettere su un settore nevralgico come quello degli appalti pubblici, né tanto meno su come affrontare l’esistenza ormai sistemica della corruzione al suo interno.

Vecchie malattie per nuovi razzisti: Salvini, migranti e tubercolosi

È di questi giorni la notizia della nuova esternazione razzista del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, secondo cui i migranti sarebbero vettori di malattie ormai scomparse nelle nostre civilizzate latitudini, come la tubercolosi o la scabbia.

Ci troviamo di fronte alla solita mezza verità, a quel pensiero strisciante e subdolo che spesso non viene nemmeno percepito come razzista, proprio in virtù di una sua presunta obiettività, del tutto basata su quel “sentito dire” che sempre più spesso porta tutti a parlare di tutto, semplificando ideologicamente la realtà e generando mostri di enormi proporzioni. Ma di neutrale, anche stavolta, non c'è proprio niente, e le radici di questo pensiero contorto vanno molto in profondità. Smascherarle però si rende necessario, per non incorrere nuovamente nell'immotivata paura di presunti untori che si aggirerebbero tra noi per trasmettere vecchie e nuove malattie. E stavolta uno spunto ce lo offre Salvini stesso, proprio agitando lo spauracchio della tubercolosi.

Il M5S decide online sulle alleanze europee, ma è una scelta tutta a destra

Dopo l’acceso dibattito delle scorse settimane sulla sua collocazione internazionale, oggi gli iscritti al Movimento 5 Stelle sono chiamati a decidere – attraverso una consultazione online – a quale gruppo europeo aderire. Tale scelta avviene dopo l’incessante campagna di promozione del partito UKIP, il partito euroscettico britannico fondato da Nigel Farage a seguito di una scissione – da destra – dei conservatori. Nelle scorse settimane Beppe Grillo aveva anche incontrato il fondatore dell’UKIP per valutare la possibilità di aderire allo stesso eurogruppo parlamentare, l’EDF (Europa per la Libertà e la Democrazia), all’interno del quale nello scorso mandato figuravano gli europarlamentari della Lega Nord e di Io Amo l’Italia (di Magdi Cristiano Allam). 

Nuova legge elettorale regionale in Calabria: la democrazia è un pranzo di mala

Il 3 giugno scorso il Consiglio Regionale della Calabria ha approvato una nuova legge elettorale, su proposta della maggioranza di centrodestra per mano del consigliere (dal nome assai consono) Gianpaolo Chiappetta. La legge arriva in seguito alla condanna a sei anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici e le conseguenti dimissioni da governatore di Giuseppe Scopelliti, eletto nel 2010, colpevole di aver firmato bilanci falsi del Comune di Reggio Calabria quando era sindaco della città.

Per i diritti e contro il ricatto della precarietà, i call center in piazza

In migliaia hanno riempito le strade di Roma mercoledì 4 giugno per lo sciopero nazionale dei lavoratori dei call center. Un misto indescrivibile di emozioni e partecipazione, tra la rabbia contro chi – dopo aver sfruttato – vuole delocalizzare, e la voglia di mettersi in gioco e di lottare per migliorare le condizioni di lavoro. Tantissimi giovani, insieme a colleghi più "anziani" ma accomunati dal medesimo destino lavorativo, hanno portato in piazza le proprie cuffie, poi simbolicamente dismesse per rivendicare diritti e partecipazione. La passione è ben visibile – d’altronde è necessaria - e la piazza diventa una via di mezzo tra lo sfogatoio per chi sta fisso su una sedia (scomoda) per otto e più ore ad ascoltare le lamentele di clienti sul piede di guerra solo quando non arriva in tempo la ricarica, e l'opportunità di dar voce alle proposte di valorizzazione di un settore che da anni subisce un forte calo di investimenti. Lavoratrici e lavoratori, spesso laureati, hanno rivendicato l’estensione dei diritti a tutti i paesi europei per evitare il meccanismo del “prendi i soldi (pubblici) e scappa”, caratteristico delle aziende che operano nel nostro Paese, in particolare nel settore: è quello che stanno facendo le aziende come Almaviva, Telecontact o Assist, solo per citarne alcune.

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