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Volunteer Expo: alla ricerca dell’occupazione perduta

Vi potrebbe capitare, girando per Milano in questi giorni, di imbattervi in manifesti pubblicitari raffiguranti giovani volti sorridenti, con una proposta: vieni a lavorare come volontario per Expo, conoscerai persone da più di 140 paesi diversi, entrerai a far parte di un “social network reale” di ragazzi che potranno vantare, al termine di quest’esperienza, un curriculum leggermente più lungo, ma le tasche vuote come prima.

Proprio qualche giorno fa l’ISTAT ha pubblicato l’ennesimo rapporto sulla disoccupazione. Di fronte a un tasso di disoccupazione giovanile al 46%, le promesse e le aspettative riposte in Expo 2015 in termini di opportunità di lavoro si rivelano in realtà null’altro che precarizzazione e insicurezza. 

Già a luglio scorso, l’accordo siglato fra Cgil-Cisl-Uil, Comune di Milano ed Expo 2015 SpA (con plauso dei sindacati) prevedeva l’assunzione di 800 lavoratori (in deroga a tutti i contratti nazionali, il cosiddetto free job) a fronte di ben 18.500 volontari. Insomma, la grande occupazione propagandata si basava, in realtà, per il 96% su volontari. 

 

Il Ministro Giannini sposa l'offensiva cattolica contro la fantomatica “ideologia del gender"

Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini apre al mondo cattolico e alla sua offensiva messa in campo contro ciò che da quelle parti si definisce “ideologia del gender”. Il terrore che la scuola sia un luogo in cui vengono rimosse le discriminazioni e le convinzioni retrograde si sta diffondendo sempre più nella destra della Chiesa.

È in questa direzione che vanno gli attacchi ricevuti in passato da Vladimir Luxuria, con cui si sosteneva che un incontro con lei, per parlare di lei e della sua esperienza trans MtF (da uomo a donna) avesse bisogno di un contraddittorio. E, ahinoi, per contraddittorio non intendevano un trans FtM (da donna a uomo).

Roma: al Pigneto #FattiForteFanfulla, non si può chiudere una città aperta

Immaginate se per ogni angolo di una città ci fosse uno stabile a disposizione per ogni singola idea, e che all'interno di quello stabile la si potesse concretizzare. L'uomo della strada ci troverebbe dell'utopico, ma sbaglierebbe; un'utopia spesso non ha una direttrice o un confine largo entro cui esprimere la concretezza medesima. Se la porterebbe via il vento, quell'idea, seppur concreta. 

Immaginate che la delimitazione fosse il sorriso: di chi ci sta tutti i giorni, di chi ci vorrebbe stare ma è altrove, di chi ci è passato e non vede l'ora di tornarci, di chi non ci vorrebbe mai al mondo passare ma ne ride lo stesso, sfidato dall'irriverenza riflettente quelle mura.

Inizia così la storia del Forte Fanfulla, spazio sociale Arci nel cuore del Pigneto che dal 2007 anima l'arte, la musica, la cultura, le relazioni di una Roma Città Aperta con le mura antiche intaccate dal tempo e dall'apatia dell'incuria ego-consumistica. 

Tangentopoli in laguna: vacilla il «Sistema» veneto

Gianni Belloni, coordinatore dell'Osservatorio «Ambiente e legalità» di Venezia, fa il punto sul contesto in cui si situano gli arresti, avvenuti oggi, del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni (Pd) e dell'assessore regionale alla mobilità del Veneto Renato Chisso (Forza Italia), a cui si aggiunge la richiesta di arresto del deputato di Forza Italia ed ex presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan.

Ecco a voi il Sistema. Non abbiamo letto le carte dell’inchiesta. Sappiamo che tutti gli inquisiti, compresi gli arrestati, sono innocenti fino a prova contraria. Ma possiamo lo stesso descrivere alcuni degli elementi costitutivi di questo Sistema e pure fornire qualche indicazione per uscirne. Maghi? No, semplicemente insieme a nutrite minoranze di questi territori in questi anni abbiamo studiato, analizzato, denunciato e descritto quello che stava succedendo.

Un Sistema, ecco cos’era. Alimentato da soldi pubblici per opere dall’utilità incerta e dal certo, e immenso, impatto ambientale. Un «sapiente» governo delle risorse che non scontenta nessuno e che si svolge al riparo dalla concorrenza e dalla trasparenza. E così sono sopravvissuti – procedura speciale dopo procedura speciale – pezzi importanti dell’imprenditoria veneta e le loro proiezioni politiche.

Dietro i dati sulla disoccupazione, la fine di un'epoca

Dietro la disoccupazione, la fine certificata di un’epoca. Nel leggere la rilevazione mensile dell’Istat sulla disoccupazione, il dato rilevante tra i 19 e i 24 anni non è l’aumento della disoccupazione, che pure raggiunge il livello spaventoso del 46% (fa bene ripeterlo: più del doppio che nel 1977: la prima rilevazione trimestrale, realizzata in quell’anno, fotografava il 21,7 complessivo, con un 28,3% al Sud e quasi un 26% femminile, come è possibile vedere dal datawarehouse I.stat). 

Nel Paese nel suo complesso, “nonostante” (sic!) continue riforme sul lato dell’offerta, il numero di occupati continua a calare sia in termini assoluti (-68.000 nell’ultimo mese, -181.000 rispetto all’Aprile 2013) che relativi (-0,2 e -0,3% rispettivamente), ma viene più che bilanciato nell’ultimo periodo da un’impennata degli “inattivi” (+81.000) mantenendo il dato complessivo della disoccupazione stabile ai livelli spaventevolmente elevati cui ci ha abituati, del 12,6%. Per avere un’idea in prospettiva storica di cosa questo voglia dire, è utile confrontare la serie storica realizzata dall’Istat per le celebrazioni dei 150 anni, ferma al 2010, che tuttavia adotta la rilevazione semestrale e non quella trimestrale odierna. 

Genova, Buridda sotto sgombero

Questa mattina, su mandato della Procura,  è stato sgomberato e messo sotto sequestro il LSOA “Buridda” di via Bertani a Genova. Gli spazi di via Bertani, che un tempo ospitavano la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Genova, nel 2003 (dopo anni di abbandono e incuria) erano stati occupati, riqualificati e restituiti alla città attraverso le tante attività della Buridda.

Officine tarantine: la repressione giudiziaria contro gli spazi liberati

37 indagati. Un epilogo paradossale, quello dell'occupazione dei Baraccamenti Cattolica trasformati in "Officine Tarantine" nel novembre 2013.

 

Nelle scorse ore, infatti, il sostituto procuratore della Repubblica di Taranto Rosalba Lopalco ha chiuso l'inchiesta nata dopo lo sgombero (mancato) del 12 febbraio scorso iscrivendo 37 persone nel registro degli indagati per resistenza aggravata e oltraggio a pubblico ufficiale, invasione di terreni ed edifici, deturpamento ed imbrattamento di cose altrui.

Vengono da lontano, arriveranno lontano . Gli zapatisti, Marcos e la sua nuova vita

Chiapas, Sudest del Messico, Pianeta Terra, 2014: la morte come unica, catartica, possibilità di altra vita; la vita, nella sua versione di resurrezione laica, come unica possibilità di resistenza sulla morte. Dopo anni di più o meno ostentati silenzi e sporadici interventi, il Subcomandante insurgente Marcos ha ripreso la parola, annunciando di farlo l’ultima volta nelle vesti di Marcos e la prima in quelle del Subcomandante ribelle Galeano (qui l'intervento completo tradotto in italiano).

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