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Ulrich Beck, lucido cosmopolita

Se ne è andato la sera di capodanno il sociologo tedesco Ulrich Beck.

Studioso di quella che viene chiamata la seconda modernità, ne sottolineava i caratteri ambivalenti ma anche le potenzialità emancipatrici. Suo era il concetto di società del rischio (con La società del rischio, Carocci, 1986) o di modernità riflessiva, tale in quanto ripiegata ad affrontare, a riflettere sui prodotti della prima modernità. Se fino al fordismo, la prima modernità, con lo sviluppo degli apparati tecnologici e produttivi, era riuscita a dare maggiore sicurezza e a rispondere a dei bisogni (spesso dopo averli creati), la seconda modernità, invece, mette in pericolo se stessa con le sue istituzioni. Il trionfo della modernità costringe la società a dover gestire le conseguenze e l’incertezza causata da quei mezzi produttivi che, portati troppo avanti, finiscono, per sprigionare devastanti potenzialità distruttive, ponendo il rischio al centro della società. Ciò che serviva ad addomesticare la natura e a prevenirne i rischi finisce per amplificarne gli effetti. I rischi globali interrogano anche l’ordine politico globale però, poiché “grazie alla funzione di rischiaramento dei rischi, si creano delle finestre di opportunità durante le quali le istituzioni che tutti ritenevano indiscutibili diventano parte del dibattito politico, si configurano nuove relazioni di potere e i senza potere, improvvisamente, possono ottenerne in una certa misura” (dall’intervista a Beck in Per un’altra globalizzazione, Edizioni dell’asino, a cura di G. Battiston, 2010).

Università, decreto ISEE: confusione, più tasse e meno servizi agevolati

Il decreto ISEE in vigore dall'inizio di dicembre doveva servire ad aumentare i controlli sul reddito effettivo di chi richiede un servizio agevolato, ma ha portato confusione, un ingiusto aumento delle tasse universitarie per alcuni studenti e una riduzione della platea di coloro che fruiscono di servizi agevolati. Riportiamo di seguito il comunicato di Link - Coordinamento Universitario che denuncia la situazione e ne illustra in dettaglio le ragioni.

Emergono altre notizie negative rispetto al nuovo modello di calcolo dell’Isee, rese note dalla Consulta dei Centri di Assistenza Fiscale.

L’allarme lanciato dai Caf è preoccupante: è prevista una riduzione della platea di coloro che usufruiscono di servizi e prestazioni agevolate addirittura del 20%; tra i servizi a rischio le agevolazioni per gli affitti, gli sconti sulle bollette delle utenze domestiche e la definizione delle rette universitarie.

Non solo islam: il terrorismo e i genocidi di matrice cristiana

In questo articolo tratto dal blog di Matteo Flora pagina sono elencati, senza pretesa di completezza, i crimini perpetrati dal Terrorismo Cristiano secondo la definizione di Wikipedia:

"Christian terrorism comprises terrorist acts by groups or individuals who cite motivations or goals that they interpret to be Christian, or within a more basic context of sectarian violence and/or prejudices such as religious intolerance. As with other forms of religious terrorism, they have cited interpretations of the tenets of faith – in this case interpretations of the Old Testament, as their inspiration to justify violence and killing."

Non ripubblichiamo questo articolo per sminuire il problema drammatico del terrorismo di matrice islamica, ma per ricordare a tutti che la matrice religiosa del terrorismo non deve essere causa o pretesto per discriminazioni e intolleranza e che il mondo è molto più complesso di quanto la retorica sullo scontro di civiltà voglia raccontare.

L'assessore veneto: i bambini delle nostre scuole si dissocino dai terroristi

Siamo abituati da troppo tempo agli interventi nella scuola pubblica degli assessori della Regione Veneto, ma oggi ogni limite di umana decenza è stato superato. L'assessore all'istruzione Donazzan ha infatti inviato una circolare che chiede ai Presidi delle scuole di far condannare l'attentato ai bambini e alle famiglie immigrate in Italia. Si legge infatti nel documento firmato dall'assessore:

Nuove strade per praticare la pace: il Cammino di Pace di Bassano del Grappa

In questi giorni, come è noto, si è riaperta violentemente la questione del rapporto tra la realtà europea e il mondo extra-europeo che con essa si confronta attraverso i flussi migratori. Gli eventi di Francia, e le diverse risposte da parte delle diverse correnti di pensiero politico, ci sottolineano l’urgenza di confrontarci intimamente con la questione, provando nuove strade per praticare quel concetto di pace e rispetto che così a gran voce reclamiamo in questi giorni.

Per questa ragione raccontiamo quindi un evento particolare, il Cammino di Pace, in programma sabato 10 gennaio a Bassano del Grappa, in Veneto. È un evento ormai tradizionale, che si ripete in questo periodo ogni anno ormai da una trentina di edizioni, ma che suggerisce un approccio particolare ed ancora oggi innovativo alla questione della pacificazione dei rapporti interculturali.

Pisa: chiuso anche Palazzo Boyl

Chiuso. Aperto. Chiuso. 

È superfluo dire: "abbandonato, occupato e sgomberato". È lo stesso concetto di apertura alla collettività con un'occupazione, di uno stabile chiuso per abbandono, e conseguente ritorno allo stato di partenza, attraverso la scelta di ordinare uno sgombero, che descrive efficacemente la situazione per quello che è realmente. Come se fosse il susseguirsi "necessario" degli eventi.

Basta fare una ricerca rapida fra le nostre pagine per rendersi conto che a Pisa i tempi fra "apertura" e "chiusura" degli spazi occupati si accorciano sempre di più. Perfettamente in linea con le linee securitarie che sembrano ormai farla da padrone in tutto il Paese, dopo appena un mese è sopraggiunto lo sgombero di Palazzo Boyl.

Non ci dilunghiamo sull'occupazione di questo meraviglioso palazzo storico, che abbiamo avuto il piacere di visitare grazie all'opera di "riapertura" da parte del Municipio Dei Beni Comuni di Pisa, e vi invitiamo a leggere un precedente articolo che spiega il percorso che era stato intrapreso rispetto a questa nuova azione del "municipio" e le caratteristiche che rendono l'edificio così speciale per la cittadinanza.

Vorremmo invece soffermarci sulle parole: "chiuso Palazzo Boyl".

Quando? La mattina del 27 dicembre, in piene vacanze natalizie, momento più "sereno" per le forze dell'ordine per intimare l'abbandono dello stabile. 
Perché? Perché pare che l'immobile andrà per l'ennesima volta all'asta, nel mese di gennaio e con buona probabilità, anche questa volta, sarà difficile che trovi un acquirente, considerato lo stato sopraggiunto del degrago dovuto all'abbandono, unito al notevole valore economico dell'immobile.

E se anche trovasse un privato disposto all'acquisto è lecito chiedersi: è giusto permettere la privatizzazione di un palazzo storico contente un importante patrimonio artistico, a discapito di un ipotetico progetto di riqualificazione cittadina che ne garantisca la fruizione da parte della collettività rendendolo patrimonio comune per la cittadinanza?

Sono considerazioni implicite che negli "ambienti militanti" si fanno spesso e che si fanno (molto) meno nei luoghi in cui si potrebbe attuare concretamente; ma crediamo che ogni tanto ci sia comunque bisogno di trascriverle, condividerle e tornare più spesso a rifletterci sopra.

Segue il comunicato stampa del Municipio Dei Beni Comuni:

Napoli si è scordata di Pino Daniele

dal blog errecinque – Era da un po’ di tempo che pensavo alla mia città. Cioè, alla mia città ci penso sempre, e penso che la amo, e che la odio, e che ci vorrebbe così poco per cambiarla, e che a cambiarla ci vuole così tanto che uno se ci pensa si avvilisce e gli viene voglia di mollare.

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