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Un indicatore degli squilibri macroeconomici nell'UE

Tratto da Economia e Politica.

Il monitoraggio degli squilibri macroeconomici è uno degli strumenti di sorveglianza per il coordinamento delle politiche economiche affidati alla Commissione europea dopo la crisi finanziaria del 2008[1]. Secondo la definizione adottata, uno squilibrio è ogni tendenza che possa determinare sviluppi macroeconomici che hanno, o potrebbero avere, effetti negativi sul corretto funzionamento dell’economia di uno Stato membro, dell’Unione economica e monetaria o dell’intera Unione. Se lo squilibrio diventa eccessivo può mettere a repentaglio il corretto funzionamento dell’Unione economica o monetaria.
Il meccanismo di allerta per l’individuazione e il monitoraggio degli squilibri comprende un numero ristretto di indicatori macroeconomici e macrofinanziari (11 indicatori principali e 28 ausiliari).
L’attuale quadro di valutazione considera due aspetti fondamentali di un Paese (tavola 1):

  • squilibri esterni e competitività (partite correnti, posizione patrimoniale netta sull’estero, tasso di cambio effettivo reale, variazione delle quote di esportazione, costi unitari del lavoro);
  • squilibri interni (prezzi delle abitazioni, flusso dei prestiti nel settore privato, debito del settore privato, debito pubblico, tasso di disoccupazione e variazione delle passività del settore finanziario).

Per gli 11 indicatori principali sono state definite delle soglie indicative (massime e minime di allerta) utili per l’individuazione degli squilibri[2].

Le mani delle mafie sul Veneto

Il sequestro del considerevole patrimonio immobiliare di Francesco Manzo, sospetto camorrista residente a Padova dal 1992 [ed un veloce soggiorno nel piovese nel 1987] segue a stretto giro l'imponente inchiesta sulla 'ndrangheta promossa dalla procura bolognese e che ha coinvolto anche il Veneto e – episodio questo un po' minore, ma degno di attenzione - del coinvolgimento nell'inchiesta Mafia Capitale della Marco Polo Spa, ditta che si era aggiudicata l'appalto per la riqualificazione energetica e la gestione degli impianti di illuminazione pubblica del comune di Montegrotto Terme.

Irlanda: la guerra dell'acqua e la battaglia dello Sinn Féin

E’ iniziata il 12 ottobre 2014 a Dublino, con la più grande manifestazione di piazza in Irlanda dai tempi della guerra in Iraq, la campagna Right2Water organizzata da sindacati, gruppi anti-austerity e partiti d’opposizione, contro la tassa sull’acqua pubblica prevista dal programma della troika, che ha portato davanti alla sede del Parlamento, cinquantamila irlandesi. 

"Come un castello" e i colori della periferia romana

Negli ultimi mesi le periferie romane sono state spesso al centro della cronaca e delle polemiche.

Dalle ronde contro i rom di Ponte di Nona agli assalti contro gli autisti dell'Atac a Corcolle. Dal corteo di solidarietà per l'arresto del 17enne italiano responsabile dell'omicidio di un giovane pakistano a Tor Pignattara, alla rivolta contro il centro di accoglienza per rifugiati di Viale Giorgio Morandi a Tor Sapienza.

L'attenzione mediatica si sposta sulle condizioni di vita delle periferie soltanto quando si verificano episodi di violenza e rabbia che attirano i riflettori per 2-3 giorni, con una rincorsa all'interpretazione ad effetto che possa generare più sdegno o entusiasmo.

Da destra a sinistra, ci si affanna a spiegare e giustificare con approccio deterministico ogni tipo di comportamento, individuale e collettivo. Da un lato: gli immigrati, i rom, i rifugiati, i diversi in genere, che rubano, sporcano, tolgono lavoro agli italiani, e chi più ne ha più ne metta nella giostra degli stereotipi e dei pregiudizi. Dall'altro: il razzismo, l'ignoranza, la lotta tra poveri che tutto spiega, senza la capacità di leggere le dinamiche e osservare attentamente i contesti e le relazioni. (Per un'accurata ricostruzione dei conflitti che hanno riguardato le periferie romane nel corso del 2014, si rimanda al reportage di Leonardo Bianchi per Internazionale).

Flavia Montini – giovane regista romana, si occupa di educazione per Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie – ha girato nel 2013 (ben prima che i riflettori si accendessero su Tor Sapienza...) un documentario a Viale Giorgio Morandi, tra i palazzoni così alti e isolati da apparire Come un castello. Per una volta lo sguardo della regista e della telecamera non sono puntati sul degrado e la marginalità (che pure non mancano), ma sulle persone. Individui comuni potremmo definirli, che però diventano soggetti consapevoli di sé e del mondo in cui vivono, nel momento in cui ci si ferma ad ascoltare il loro punto di vista. Senza imporre invece – come spesso accade – il punto di vista di osservatore esterno su una realtà difficile.

“Diciamo che qui è perfetto. Cambiare, non lo farei cambiare per nulla al mondo. Giusto una mano di vernice ai palazzi, in quel caso sì. Perché come si vede letteralmente cascano a pezzi”.

Per una volta, mettiamo da parte le nostre presuntuose analisi sociali e prendiamo un secchio e un pennello. In basso a sinistra, c'è bisogno di tanto colore.

Guarda il film [disponibile fino a domenica - password: giorgiomorandi]

Pagina fb “Come un castello

Marcha del Cambio: a Madrid Podemos in piazza

Oggi in Spagna si svolge la Marcia del cambiamento. Una grande manifestazione per rivendicare dignità e cambiamento radicale della società spagnola e per tutti coloro che hanno subito gli effetti della crisi. Segui gli aggiornamenti da Madrid.

[Human Factor] Si scrive questione urbana, si legge partecipazione

C’è un filo rosso molto netto che lega i quattro tavoli (gruppi di discussione) sulla questione urbana di Human Factor, l'appuntamento nazionale di riflessione e di ricerca promosso da Sinistra Ecologia Libertà per innovare la sinistra e l’ecologismo italiani, e in corso a Milano dal 23 al 25 gennaio: è la partecipazione cittadina informata come processo decisionale e formativo. I temi trattati sono diversi: si va dal rischio di disastro al rilancio di nuove forme di economia, dal recupero della qualità del costruito alle problematiche abitative. È chiaro però ai partecipanti dei tavoli, e lo ribadiscono con frequenza, che solo seri processi di condivisione e costruzione collettiva delle decisioni possono sbloccare le problematiche di fronte a cui ci troviamo quando oggi parliamo di città.

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