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Poteri e contropoteri, il rapporto 2015

Tratto da Sbilanciamoci.info

È uscito il rapporto State of power 2015, a cura del Transnational Institute. Una radiografia dei poteri e dei movimenti che vi si oppongono

Riconfermando una tradizione ormai consolidata, il Transnational Institute – parte dell’Economic Justice Program - ha, anche quest’anno pubblicato il proprio “State of Power”, Rapporto Annuale sui poteri – e sui movimenti che vi si oppongono in giro per il mondo – facendolo uscire in coincidenza con il World Economic Forum appena conclusosi a Davos. L’introduzione, prende in prestito un espressione cara a Susan George – spesso ospite di Sbilanciamoci!- e presenta il rapporto come una sorta di radiografia del potere, delle sue articolazioni e dei movimenti ad esso antagonisti effettuata mentre i suoi massimi rappresentanti, la “Davos Class” appunto, mettono in cantiere accordi e strategie per l’immediato futuro.

Canarie, le trivelle di Repsol se ne vanno

Tratto da Sbilanciamoci.info

Una buona notizia per l'ambiente e le popolazioni delle Canarie: le trivelle di Repsol, la compagnia petrolifera che da mesi stava perforando l'oceano di fronte alle isole di Fuerteventura e Lanzarote, se ne vanno perché non hanno trovato né petrolio né gas. Certo sarebbe stato meglio se a cacciarle fosse stata la mobilitazione popolare, ma comunque è bene che l'incubo sia finito. In pochi mesi di sondaggi tre balenotteri e un delfino sono stati trovati morti sulle spiagge dorate di Fuerteventura e molti sono i sospetti che collegano il loro spiaggiamento ai lavori di perforazione, anche se la compagnia petrolifera e i suoi corrotti sponsor politici si sono subito affrettati a negare qualsiasi responsabilità. Repsol ha dichiarato di non volere sfruttare il secondo sondaggio previsto dal decreto autorizzativo del governo, ma non c'è da fidarsi. Sarebbe, infatti, un suicidio se il vasto movimento popolare che è cresciuto nelle isole smobilitasse ora, per abbandonarsi ai festeggiamenti per lo scampato pericolo. E' necessario completare l'opera, non fermarsi cioè al no al petrolio e strappare quel si alle rinnovabili, unica strada che può rendere irreversibile la decisione dei petrolieri di non tornare più.

Grecia: produzione sparita e conti esteri in rosso

Tratto da Sbilanciamoci.info

Per comprendere quello che succede in Grecia non si deve guardare tanto al debito e il deficit pubblico, ma piuttosto al deficit della bilancia commerciale. Mentre il primo veniva affrontato, il secondo è cresciuto tra il 2000 e il 2010 al ritmo del tre-quattro percento annuo, aprendo uno squilibrio strutturale nell’economia del paese assai difficile da affrontare.

Ucraina: Ecco i punti dell’accordo di Minsk

Tratto da EastJournal.

Da VARSAVIA - Dopo una maratona negoziale iniziata alle 19:00 (ora italiana) di ieri sera,  le trattative sono giunte a una svolta. Le parti hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra il 14 e il 15 febbraio. Secondo quanto appreso sono stati sciolti i principali nodi che ostacolavano un’intesa. Circa mezz’ora dopo è arrivata anche la firma degli indipendentisti al documento proposto dal quattro leader.

Debito, finanza, democrazia: domande e risposte sulla situazione greca

Con la Grecia e con l'Europa

Il ruolo degli economisti è tornato esplicitamente in voga dall'inizio della crisi nel 2007. Il dibattito politico e mediatico degli ultimi anni pendeva e pende tutt'oggi dalle labbra dei più ortodossi, quelli che «l'austerità fa bene perché costringe chi vuole vivere al di sopra dei propri mezzi alla disciplina».

Brancaccio e Zezza: "La Grecia può uscire dall'euro?"

Al tavolo delle trattative europee il nuovo governo greco può minacciare l’abbandono della moneta unica? Un eventuale ritorno del paese alla dracma e una politica espansiva sarebbero possibili solo tenendo in equilibrio il saldo delle importazioni e delle esportazioni verso l’estero. Un’impresa difficile per un paese portato allo stremo, che se però venisse tentata provocherebbe un effetto domino sulla tenuta complessiva dell’Unione monetaria.

 

Juncker annuncia la possibile fine della troika

Il presidente della Commissione Europea, il conservatore Jean Claude Juncker, sta pensando di proporre a breve lo scioglimento della troika, la commissione composta da rappresentanti di BCE, FMI e della stessa Commissione che sovraintende al rispetto dei diktat di bilancio nei confronti della Grecia. A dichiararlo è il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas, secondo quanto riportano diverse agenzie. Alla base della decisione c'è evidentemente la vittoria di Syriza in Grecia. Il nuovo governo di sinistra guidato da Alexis Tsipras, infatti, ha confermato che considera la troika un insulto all'indipendenza del popolo greco e che non intende negoziare la gestione del debito con quell'organismo.

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