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La paura vince le elezioni israeliane e riconsegna il paese a "Bibi"

Cosa dire? Un risveglio amaro per chi riponeva le proprie speranze nel fatto che Israele potesse votare un reale cambiamento, scegliendo una direzione nuova per l’economia e le relazioni con i Palestinesi.
Negli ultimi mesi il fronte delle opposizioni alle politiche di centro-destra del premier uscente israeliano Benjamin Netanyahu è cresciuto in maniera costante, fino ad illudere buona parte degli analisti che fosse giunto il capolinea per il falco israeliano, e che fosse arrivato finalmente il momento per Israele di ritornare alle sue origini socialiste.

Blockupy: la diretta della mobilitazione transnazionale a Francoforte

Non è la prima volta che i movimenti di tutt'Europa si incontrano a Francoforte, cuore dell'Europa finanziaria, simbolo delle politiche di austerità. 

La giornata di mobilitazione si svolgerà fin dalla mattina con blocchi e azioni, per poi proseguire con un corteo che ha l'obiettivo di contestare l'inaugurazione della nuova torre della Banca Centrale Europea costata 1 miliardo e duecento milioni.

Una occasione di mobilitazione straordinaria ed importante che seguiamo in diretta dalla piazza con aggiornamenti twitter.

Bari: il decoro di Decaro

In questi giorni, nella centralissima corso Cavour, la Rai sta girando alcune scene della fiction "Il sistema", in particolare quelle che narrano gli intrecci di affari tra "Mafia Capitale" e le mafie baresi.

Numeri identificativi di polizia, domani il ddl al Senato

Introduzione dei numeri identificativi per le forze dell'ordine in assetto antisommossa, una battaglia che Il Corsaro ha fatto propria due anni e mezzo fa, in pieno governo Monti, lanciando una petizione online che ha raccolto oltre 20mila firme e mettendo in campo una campagna di informazione, nella quale si ricordava tra l’altro come anche l’Europa abbia espresso “preoccupazione per il ricorso a una forza sproporzionata da parte della polizia durante eventi pubblici e manifestazioni nell'UE”, invitando “gli Stati membri a garantire che il personale di polizia porti un numero identificativo”.

"Sfrattate Pulcinella!": Acerra, un altro museo a rischio chiusura

“Sfrattate Pulcinella!”. Sì, non stiamo scherzando. Cacciare via la maschera del teatro napoletano. Può sembrare grottesco, forse un modo per fuggire finalmente da una retorica su Napoli fatta di luoghi comuni e folklore. Ma in realtà non è nulla di tutto questo.
Siamo ad Acerra, Napoli, Campania Felix. La città passata alle cronache per l'inceneritore, divenuta emblema e centro della cosiddetta Terra dei Fuochi e che oggi soffre dei gravi problemi portati dall'avvelenamento del territorio perpetuato per anni ad opera della camorra. La città del biocidio, come molti dicono. Dove invece di sfrattare la “munnezza” si sfratta un museo, quello di Pulcinella appunto. Sì, lui.

Vincenzo De Luca: da Salerno alla Campania, l'impero oltre il ventennio

Il primo marzo si sono svolte le primarie del Partito Democratico per le elezioni regionali in Campania. Il risultato ha visto prevalere Vincenzo De Luca su Andrea Cozzolino: 52 a 44 il distacco in percentuale di voti. Nella provincia di Napoli hanno votato 65mila persone, mentre nel capoluogo salernitano, con un bacino elettorale tre volte inferiore, ben 50mila elettori hanno partecipato alla contesa per la leadership del centrosinistra. De Luca, ormai ex sindaco e neo candidato governatore, è stato condannato in primo grado per abuso di ufficio ed è decaduto dalla carica di sindaco per incompatibilità, per aver ricoperto al contempo il ruolo di viceministro nel governo Letta.

Ad Amsterdam, rivolta contro l'università neoliberista

Fonte: ROAR Magazine. Traduzione: Link - Coordinamento universitario

L’occupazione studentesca dell’Università di Amsterdam si rivolge ad una crisi sempre più profonda dell’educazione superiore, non solo in Olanda, ma in tutto il mondo. Per tre settimane, l’Università di Amsterdam (UvA) è stata scossa da un’ondata di proteste studentesche contro la neoliberalizzazione dell’educazione superiore e la mancanza di un controllo democratico sui processi decisionali interni.

La settimana scorsa, docenti e ricercatori dell’uvA si sono uniti alla protesta, dichiarando la propria solidarietà agli studenti e minacciando ulteriori azioni se le loro richieste dovessero rimanere inascoltate. Con il Maagdenhuis, sede degli organi centrali, attualmente occupato dagli studenti, il consiglio direttivo è stato costretto in una posizione scomoda: adempirà alle richieste della comunità accademica per una maggior democratizzazione, o continuerà ad obbedire alla logica neoliberista di una finanziarizzazione burocratica? Mentre la lotta all’UvA ha avuto connotati principalmente locali e nazionali, le tematiche sollevate dai suoi studenti, docenti e ricercatori implicano una spinta che va ben oltre i confini dei Paesi Bassi.

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