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Expo 2015: ma è davvero lavoro volontario?

“Coltiva la tua personalità, condividi i tuoi interessi, diventa protagonista di Expo Milano 2015, l’evento che per 184 giorni catalizzerà l’attenzione del mondo su Milano e sull’Italia. Un evento che è anche un’opportunità di crescita professionale e di formazione.
Expo Milano 2015 vuole entrare in contatto con talenti dalle spiccate capacità di innovazione, creatività e adattamento, che condividano i valori che hanno permesso il successo della nostra candidatura.
Lavorare per Expo significa entrare a far parte di una squadra composta da professionisti e manager con esperienza nazionale e internazionale, che affrontano tutti la stessa sfida: creare valore per la nostra comunità, il nostro sistema Paese e per l’intero Pianeta”.

Controllare i salari per vincere la deflazione

Tratto da Sbilanciamoci.info

Nessun economista, a parte qualche appartenente alla scuola cosiddetta “austriaca”, si oppone al controllo centralizzato del tasso di interesse. Le banche centrali fanno proprio questo lavoro, come abbiamo visto nell’approfondimento sulla moneta. Se però un banchiere centrale avesse sostenuto, solo pochi anni fa, che è necessario un controllo centralizzato dei salari, sarebbe stato preso per matto. Eppure è quanto ha sostenuto – non esattamente con queste parole, ma il concetto è quello – il presidente della banca centrale del Giappone, Haruhiko Kuroda, in un incontro dei banchieri centrali a Jackson Hole nell’agosto del 2014.

Ostuni: crolla il soffitto di una scuola elementare

Questa mattina, durante l'orario scolastico, ad Ostuni è crollato il soffitto della scuola elementare Pessina, mentre nell'alberghiero Pertini di Brindisi ha avuto luogo un incendio doloso. A causa del crollo sono rimasti feriti due bambini e la loro maestra, che sono stati portati in ospedale. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell'Unione degli Studenti sull'accaduto

Lavoro: la propaganda è servita, i dati no.

Avviso alla cittadinanza: non è la prima volta che gli annunci di Renzi e i dati sbandierati dai suoi ministri vengono smentiti. Visti i precedenti sarebbe meglio aspettare nella valutazione dei dati presentati da Poletti e rilanciati in pompa magna dal PD.
Spesso, infatti, preferendo l’illusionismo all’ aritmetica, “dimenticano” di sottrarre i posti di lavoro distrutti ai nuovi rapporti di lavoro. Infatti, perché si possa parlare di nuovi posti di lavoro è necessario che la differenza tra le attivazioni e le cessazioni sia positiva; purtroppo i dati ufficiali del ministero saranno resi pubblici solo il 7 giugno quando ormai il governo avrà avuto settimane di titoli e trasmissioni televisive in cui far passare come inconfutabile verità la propria propaganda: prima di allora non sarà possibile verificare se i contratti di cui parla Poletti sono nuovi posti di lavoro o soltanto delle trasformazioni di tipologia contrattuale.

Jobs Act, benvenuti nella Gerusalemme Impiccata

C’è un cancello grande in fondo a una lunga strada provinciale, all’interno di quel cancello la vita si è svolta con un modus collettivo figlio di relazioni, luoghi, dialettica, turni, orari, doveri e diritti controbilanciati. Dentro centinaia di persone che lavorano, un tempo migliaia.  

C’è un altro cancello grande in fondo a una stradina asfaltata, all’interno decine di persone che lavorano, relazioni individuali, turni, orari, doveri tanti, diritti per alcuni e per altri no, dialettica poca, luoghi piccoli.

C’è infine un cancello piccolo in fondo ad una strada privata, un luogo unico, relazione univoca tra poche persone che lavorano, turni e orari a seconda della giornata, doveri tantissimi, diritti nessuno, dialettica assente.

All’interno di questi tre cancelli di diverse grandezze, c’è un minimo comun denominatore: lo stipendio basso e l’incertezza.  

Europa oggi: perché bisogna ancora discutere di genere

Pubblicato originariamente in inglese da Reshaping Europe.

Nel 1908, 15000 donne manifestavano per le strade di New York chiedendo la riduzione delle ore di lavoro, paghe migliori e il diritto di voto. Un anno dopo, il 28 febbraio, la prima giornata internazionale della donna venne celebrata negli USA in linea con la dichiarazione del partito socialista americano. Nel 1910 durante la seconda conferenza internazionale delle donne lavoratrici a Copenhagen, Clara Zetkin, leader del “Women’s office” del partito socialdemocratico tedesco, propose di celebrare ogni anno in ogni paese nello stesso giorno la Giornata delle Donne, in cui le donne avrebbero potuto dar voce alle loro richieste. Il 19 marzo 1911, la giornata internazionale delle donne venne celebrata per la prima volta in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera. Più di un milione di donne e uomini manifestarono per il diritto delle donne a lavorare, a votare, ad essere istruite, a svolgere funzioni pubbliche e a non essere discriminate. Pur essendo trascorso più di un secolo da allora, la maggior parte di queste rivendicazioni, seppure con un grado diverso, risulta ancora di estrema attualità, poiché riguarda problemi che non sono ancora stati risolti completamente né a livello europeo né a livello mondiale.

Dieci buone ragioni per non trivellare in Italia

Il decreto legge chiamato “sblocca Italia”, tra le altre cose, è anche un decreto “sblocca trivelle”.  Le decine di migliaia di cittadini che vi sono opposti in tutta Italia sono stati definiti con disprezzo “comitatini”.

Ecco dieci buone ragioni per interrompere da subito esplorazioni e trivellazioni sia in Adriatico che sulla terraferma.

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