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Salerno, Fonderie Pisano: 800 euro di patteggiamento (e non è uno scherzo)

Con 800 euro quante cose puoi fare? Poche, in realtà molto poche. Non è possibile neppure acquistare il migliore iPhone sul mercato. Per una famiglia è difficile arrivarci a fine mese, in diverse città non puoi pagarci neppure l’affitto di un appartamento.

Una cosa che puoi fare con 800 euro è pagare l’ammenda “per la produzione di fumi e polveri idonei ad offendere e molestare le persone residenti in zona, esercizio dell’impianto di fonderie senza autorizzazione e mancanza di adeguati interventi a favore dei lavoratori”.

Petrolio a saldi: è una buona notizia?

L’OPEC, l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, si è riunita lo scorso venerdì 27 novembre a Vienna generando un’attenzione mediatica che non si vedeva dagli anni Ottanta. Dall’OPEC ci si attendeva un possibile taglio alla produzione che contrastasse la riduzione del prezzo del greggio pari al 30 per cento rispetto a questa estate, e al 50 per cento rispetto ai massimi di quasi 140 dollari al barile raggiunti nel 2008. Siamo di fronte ad un crollo talmente repentino da spingere alcuni a rievocare il “controshock” petrolifero del 1986, anno in cui l’Arabia Saudita decise di inondare il mondo di greggio provocando un tracollo dei prezzi.

Domani è prevista pioggia: quante occasioni sprecate sulla rinaturalizzazione degli ambienti urbani

1 e 2 dicembre. Politecnico di Milano. L’occasione apparentemente era di quelle importanti: si trattava della conferenza europea sulla rinaturalizzazione degli ambienti urbani. L’obiettivo era fare il punto a livello europeo su obiettivi e metodi per gestire la coesione sociale e il cambiamento climatico attraverso strumenti di governance urbana. Erano presenti delegazioni di importanti università da tutto il continente, oltre ai responsabili delle diverse istituzioni europee legate a questi temi.

La prima mattinata passa con una rassegna delle autorità: intervento dopo intervento, 15 minuti alla volta, vediamo sfilare ministri, alti delegati, assessori, vice-rettori e via discorrendo. I contenuti sono facilmente prevedibili: necessità di ricomporre la frattura tra la città occidentale e dimensione naturale; fretta di agire per arginare i cambiamenti climatici; opportunità di lavorare con i cittadini e gli stakeholders per realizzare questi compiti. Temi attualissimi, e decisamente corretti, ma drammaticamente svuotati da ogni approccio di contenuto o programmazione.

Genitori Liguria: lettera aperta al Prefetto "insostenibile l'allerta quotidiana, serve tutelare il territorio"

Al Prefetto di Genova, Fiamma Spena.

Siamo mamme e papà di bambini iscritti a diverse scuole della provincia di Genova, quelle scuole che nell’ultimo mese sono state chiuse per un totale di sette giorni in occasione di allerta meteo. Siamo mamme e papà e siamo naturalmente preoccupati per l’incolumità dei nostri figli e per questo riteniamo importante che venga rispettato il principio di precauzione che li mette al riparo da possibili rischi e pericoli.

Benvenuti in Puglia, capitale dell'energia e della Co2

31.988 migliaia di tonnellate di CO2: "grazie" a questa cifra impressionante, la Puglia si classifica come prima regione in Italia nella produzione di anidride carbonica con il 19,5% delle emissioni nazionali per l'anno 2013 («Report emissioni 2013-2014» di Ecoway).

Sarà perché negli ultimi decenni la delocalizzazione ha devastato il tessuto produttivo del Nord Italia – nel male ma anche nel bene, secondo certi punti di vista – ma fa specie pensare al Tacco d'Italia, meta del turismo nazionale e internazionale, conosciuto su tutto il territorio per le sue spiagge cristalline e incontaminate, al vertice della classifica dell'inquinamento atmosferico.

#stopbiocidio: 10 anni dal 29 agosto

Il 29 agosto 2004 è una data scolpita nella memoria di molti, acerrani e non: più di trentamila persone che manifestano compatte contro l’imposizione dell’inceneritore di Acerra e contro il sistema emergenziale di gestione dei rifiuti. Le proposte politiche, lo scatto di dignità di questi luoghi sono immagini che non si dimenticano.

Non si dimenticano le cariche, i lacrimogeni.

Non si dimenticano i retroscena scoperti di lì a poco che ancora una volta saldavano camorra, imprenditoria malsana, politica deviata e violenza.

Non si dimentica una sconfitta.

E brucia. Brucia ancora.

Il Veneto sott'acqua: perché la tragedia di Refrontolo viene da lontano

La tragedia del paese di Refrontolo sta facendo parlare per l’ennesima volta di Veneto e di alluvioni. Come accade sempre più spesso, una forte pioggia nella regione ha causato la morte di diverse persone, l’isolamento di borghi e frazioni e notevoli danni economici. Si tratta ormai di una storia nota: il Veneto è in emergenza alluvione almeno una volta ogni due settimane da ottobre 2013, con continue esondazioni, frane, erosioni e allagamenti.

Non si tratta certo di fenomeni tipici della regione; è vero che i cambiamenti climatici hanno portato piogge intensissime e trombe d’aria molto più forti e frequenti, ma le responsabilità dei veneti su tutto ciò, e sugli effetti di queste emergenze, sono notevoli.

Innanzitutto partiamo dai cambiamenti climatici. È evidente a tutti coloro che risiedono nella regione che il tipo di precipitazioni, l’intensità e la repentinità con cui si scatenano sono un fenomeno assolutamente nuovo nella storia veneta. Però sarebbe sbagliato dire che i veneti su questo sono privi di colpa: i cambiamenti climatici sono un prodotto diretto del nostro atteggiamento rispetto al Pianeta, non sono capitati per caso. I cambiamenti del clima sono la conseguenza dell’aumento della temperatura dei mari, la cui principale causa è l’enorme consumo di carburanti fossili. Il boom economico che ha portato il nord-est negli anni ’70 e ’80 dall’essere una delle zone più arretrate d’Italia a diventarne la locomotiva è stato tutto basato sull’intuizione che la piccola industria poteva specializzarsi, anziché su un prodotto finito, sull’elaborazione di semilavorati e di particolari. È nata così tutta un’economia del particolare, in cui migliaia di piccole fabbriche, poco più di laboratori artigianali, ha imparato a fare un solo tipo di lavorazioni, o di dettagli, di altissima qualità da esportare in tutto il mondo. Questo sviluppo si basa però necessariamente su una pesantissima articolazione logistica, che vede merci in continuo movimento, interamente sviluppata su ruote e su navi. È facile immaginarsi l’effetto in termini di consumo di combustibili fossili, e quindi le corresponsabilità nel riscaldamento del Pianeta. Ovviamente questo non basta a giustificare quanto sta accadendo, è un piccolo elemento in un sistema di portata mondiale, ma che, esistendo in questa forma e in questi modi, serve a spuntare le armi a chi adotta un atteggiamento fatalista nei confronti dei cambiamenti che stiamo vivendo.

Salento: TAP non sarà sponsor degli eventi dell'estate. Un dietrofront tardivo?

Sono bastate 48 ore al movimento No TAP per “costringere” gli organizzatori di alcuni eventi estivi in programma nel Salento, che avrebbero dovuto avere come sponsor la joint-venture Trans Adriatic Pipeline, a fare dietrofront e a rinunciare a quei finanziamenti. Determinante, per quel che riguarda la festa di Sant'Oronzo a Lecce, la presa di posizione della Curia di Lecce prima e del sindaco del capoluogo salentino Perrone poi, mentre l'ultima manifestazione a desistere dall'intento di rinunciare allo sponsor TAP è stata Birra&Sound di Leverano (per un resoconto della vicenda, leggete qui).

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