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Manifesto degli studenti contro il cambiamento climatico

Le alluvioni, le allerte meteo, gli allagamenti, e le 11 morti di questi giorni, tra le quali quella di uno studente napoletano schiacciato dalla caduta di un albero sulla strada per l’Università, non ci possono lasciare indifferenti.

Infografica: cronologia delle temperature medie della terra

La temperatura della Terra è in continuo cambiamento! Nel passato la Terra è stata anche più calda di ora! Queste teorie degli scienziati ci impongono una rivoluzione nello stile di vita quando non si sa ancora se ci sia veramente da preoccuparsi! Questo grafico mostra il cambiamento della temperatura della Terra nel corso di 22 000 anni di storia… dateci un’occhiata!

versione originale / traduzione

Fonderie Pisano, la guerra fra poveri nel cuore di Salerno

“Tu tien a battagl’ ncap’? Nuj teniamo la guerra” urla l’operaio a Martina, giovane ambientalista salernitana in presidio permanente in una piccola tenda appena fuori i cancelli della fabbrica. Succede anche questo mercoledì 16 marzo a Salerno in un mezzogiorno di fuoco ai piedi delle ciminiere sbuffanti delle Fonderie Pisano, quando decine di operai aggrediscono gli attivisti per il diritto alla salute. Subiscono i colpi anche i giornalisti di Fanpage.it, Antonio Musella e Giuseppe Pace. L’intero presidio è andato distrutto. “Ci hanno riempito di calci e pugni, mentre scappavamo ci hanno lanciato le bottiglie addosso” racconta Mauro Melone, collaboratore della testata Zerottonove, che aveva accompagnato sul posto i due cronisti. “Mi hanno dato un calcio nei testicoli” - racconta Matteo Zagaria, attivista di Rete della Conoscenza - “ho fatto i dovuti controlli all’ospedale, fortunatamente nulla di grave.” Anche Martina Marraffa è stata ricoverata presso il Ruggi d’Aragona, come gli stessi cronisti che annunciano: “siamo malconci ma stiamo bene”.

COP21: Soglie, limiti e prospettive degli accordi di Parigi

La storia degli accordi sul clima può essere letta come la storia della mediazione tra scienza e politica. Una mediazione che deve esserci: vuoi perché, arrivati a questo punto, rimanere al di sotto degli “1.5 °C è semplicemente incompatibile con la democrazia”, come sostiene Micheal Gubb dell’University College di Londra, vuoi perché un mondo senza politica non possiamo inventarcelo dal nulla.

Bisogna però precisare che la politica internazionale ha lasciato inascoltati gli appelli della comunità scientifica fino al 1992 (Vertice della Terra di Rio de Janeiro, primo incontro internazionale sul tema) e quando ha iniziato a muoversi - 1997, protocollo di Kyoto - si è mossa lentamente. In teoria, se questa fosse una mediazione alla pari, oggi non avrebbe più molti margini di manovra, ma come vedremo, lo scollamento tra propositi (teorici) e atti (pratici) risulta essere un elemento centrale degli accordi di Parigi.

Alex Langer: oltre la politica

Il 3 Luglio 1995 moriva Alexander Langer. Tra le numerose rievocazioni del suo lascito politico e umano, riprendiamo un contributo di Luca Cirese, apparso nello speciale che l'Università Popolare Antonio Gramsci di Roma ha dedicato sul suo sito all'anniversario.

Io e Langer

Ai primi di luglio di venti anni fa è morto Alexander Langer, un leader politico e intellettuale.

Io, Alexander Langer non l’ho potuto conoscere di persona. Quando si è tolto la vita, il 3 luglio 1995 a Pian dei Giullari, vicino Firenze, io non avevo ancora compiuto sette anni. L’ho scoperto però in un posto che, come sensibilità e pratiche, gli deve molto: la Casa-Laboratorio di Cenci.

Riscaldamento globale: qualcosa non torna

Il prossimo dicembre si terrà a Parigi una cruciale conferenza mondiale sul clima (COP21). La Francia, in particolare, attraverso il suo Ministro degli Esteri Laurent Fabius, si sta prodigando in ogni modo per la riuscita dell'evento. L'obiettivo è fermare la crescita delle emissioni nocive (prevalentemente anidride carbonica prodotta dall'utilizzo di combustibili fossili) responsabili del riscaldamento globale, a sua volta considerato la causa di fenomeni catastrofici che si stanno rincorrendo in questi anni: dallo scioglimento dei ghiacciai dell'Artico, all'uragano Katrina che ha devastato New Orleans. Il grande consenso politico e mediatico che si sta formando intorno alla riuscita della conferenza di Parigi nasconde però un mare di insidie.

Dieci buone ragioni per non trivellare in Italia

Il decreto legge chiamato “sblocca Italia”, tra le altre cose, è anche un decreto “sblocca trivelle”.  Le decine di migliaia di cittadini che vi sono opposti in tutta Italia sono stati definiti con disprezzo “comitatini”.

Ecco dieci buone ragioni per interrompere da subito esplorazioni e trivellazioni sia in Adriatico che sulla terraferma.

Benvenuti a Blockadia. Per Naomi Klein "una rivoluzione ci salverà"

Benvenuti a Blockadia. Forse non verranno pronunciate queste parole dai poliziotti in tenuta antisommossa deputati a presidiare i checkpoint presenti nelle innumerevoli zone di conflitto di cui è disseminato il pianeta. In Val di Susa o in Grecia, a Skouries, contro il progetto della miniera della Eldorado Gold, il conflitto è lo stesso. È quello tra le comunità e gli attivisti e le multinazionali sostenute dai governi intenzionati a non perdere irripetibili occasioni di investimenti.  È il conflitto perso “ogni volta che ci rassegniamo a dover scegliere soltanto tra cose negative: austerità o trivellazioni, avvelenamento o povertà”.

Il libro di Naomi Klein, Una rivoluzione ci salverà (2015, Rizzoli), titolo originale This changes everything, appare proprio come un invito a esplorare queste zone.
Blockadia non è “un luogo preciso sulla mappa, ma piuttosto una rovente zona di conflitto transnazionale che sta spuntando con crescente intensità ovunque ci siano progetti estrattivi che tentano di scavare e trivellare, che si tratti di miniere a cielo aperto, di fratturazioni idrauliche o di oleodotti per il petrolio delle sabbie bituminose.  Ciò che unisce queste sacche di resistenza (…) è che quanti combattono in prima linea – affollando i consigli comunali, marciando nelle capitali, facendosi portare via sui furgoni della polizia, o persino frapponendosi fisicamente tra le ruspe e la terra – non assomigliano molto ai tipici attivisti; né le persone di un sito Blockadia assomigliano a quelle di un altro sito. Assomigliano tutti al luogo in cui vivono e si assomigliano tutti tra loro: negozianti locali, professori universitari, liceali e nonne.”

A 15 anni dall’uscita del suo primo best seller, No Logo, il 4 febbraio Naomi Klein ha presentato a Roma il suo ultimo libro insieme a Marica Di Pierri di A Sud. L’incontro si è tenuto non a caso nell’Auditorium Santa Croce – Spin Time, in quanto è stata un’occasione di scambio per l’autrice con militanti di diverse realtà impegnate contro la logica estrattivista come il Comitato No Triv, l’esperienza di Fiume in piena, di Attac, di Action, nonché del Teatro Valle occupato.

Negli interventi sono state rilanciate le date del 18 marzo a Francoforte per il sabotaggio (con un voluto richiamo al processo contro De Luca) dell’inaugurazione dell’Eurotower della Bce, costata più di un miliardo di euro, e del 18 aprile contro il TTIP

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