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[Letture Corsare] Postdemocrazia e responsabilità della sinistra italiana. Democrazia Cercasi, di Stefano Azzarà

La crisi della democrazia italiana? Colpa della sinistra. Berlusconi? Solo l'interprete. Renzi? Ciò che D'Alema ha sempre sognato di essere. Un saggio politico e filosofico, che recupera la lotta di classe e va all'attacco dei postmodernisti di destra e di sinistra.

È uscito da qualche settimana per Imprimatur Democrazia Cercasi. Dalla caduta del Muro a Renzi: sconfitta e mutazione della sinistra, bonapartismo postmoderno e impotenza della filosofia in Italia di Stefano Azzarà. Si tratta di un’analisi che cerca nella storia (e negli errori) del Pci le radici del renzismo e che riabilita il percorso politico e culturale del ’900. Con Azzarà, allievo di Domenico Losurdo e profondo conoscitore di Nietzsche e del pensiero conservatore, abbiamo parlato del suo lavoro concentrandoci sulla parte più politica, inerente alla crisi della democrazia e della rappresentanza.

Renzi, Marchionne, l'articolo 18 e l'eredità di Berlusconi

È impossibile capire e interpretare correttamente le recenti scelte e prese di posizione del presidente del consiglio Matteo Renzi, in particolare l'offensiva sull'articolo 18 e il rinnovato rapporto con Sergio Marchionne, se ci si limita ad analizzarle nel merito o se si tenta di rapportarle alle dinamiche dell'economia o del rapporto con l'Unione Europea.

Perché mai Renzi dovrebbe insistere nell'attacco a un articolo 18 che la riforma del 2012 (votata compattamente da Pd e Pdl sotto l'egida di Monti e Fornero) ha già smontato esattamente nei termini che vengono tuttora criticati (il reintegro automatico in caso di ingiustificato licenziamento per motivi non palesemente discriminatori, che non esiste più)? Cosa mai dovrebbe importare ai suoi referenti sociali italiani (Confindustria) ed europei (Merkel e Draghi) di un articolo 18 già pesantemente indebolito nella sua capacità di difendere i lavoratori, non solo dalla riforma del 2012, ma anche e soprattutto dal proliferare di contratti di lavoro precari privi di qualsiasi protezione? E cosa spinge ora Renzi a riabbracciare Marchionne, dopo la “delusione” dichiarata nella campagna per le primarie del 2012, proprio nel momento in cui la popolarità dell'amministratore delegato Fiat è ai minimi storici, in seguito alla scelta di non investire più un euro in Italia, e, anzi, trasferire all'estero il più possibile?

La chiave interpretativa, a mio parere, è tutta politica, e tutta legata a quella che Renzi considera la battaglia chiave dei prossimi mesi: la conquista dei voti della destra. Se l'articolo 18 e Marchionne non interessano a nessuno tra gli elettori di sinistra, Confindustria e l'Europa, a chi interessano, in quanto totem simbolici del cleavage sinistra-destra degli ultimi anno? Semplice: agli elettori di destra.

Jobs Act, anatomia di un ricatto

Diventa ogni giorno più difficile provare a ragionare in maniera sensata di mercato del lavoro, occupazione e più in generale di tematiche economiche. Un assordante rumore di fondo provocato dalle dichiarazioni demagogiche, bellicose e tendenzialmente prive di senso del Presidente del Consiglio, con le sue promesse di non fare prigionieri e di regolare definitivamente vecchi conti in sospeso con chi si oppone alla presunta opera di modernizzazione del suo Governo, impedisce di mettere a fuoco in maniera chiara i contenuti e le implicazioni dell'annunciato Jobs Act e della legge delega sul mercato del lavoro.

RAI e TTIP: la sfacciata Pubblicità "Progresso"

Succede, in questa povera Italia che si ritrova come padri costituenti in pectore  tanto per l'assetto costituzionale/elettorale, quanto sempre più apertamente per le politiche di macelleria sociale  il bischero pirotecnico Renzi e il suo imbolsito padre spirituale Berlusconi, che anche il servizio pubblico radiotelevisivo arrivi a punte inedite di indecenza.

La RAI, da qualche tempo, trasmette un breve spot [qui il video] che su youtube viene titolato L'Europa e i trattati internazionali. In meno di due minuti, questa presunta pubblicità-progresso prima fornisce alcuni dati sulla contraffazione dei prodotti alimentari italiani nel mercato statunitense; e poi vira senza alcuna giustificazione sui negoziati che secondo la Commissione, le lobbies e la stessa Italia renziana (presidente di turno dell'Unione) dovrebbero portare in breve tempo alla firma del TTIP ed alla creazione dell'area di libero scambio transatlantica. 

Jobs Act: la guerra asimmetrica di Matteo Renzi

Ha fatto la sua dichiarazione di guerra Matteo Renzi. È una dichiarazione banale, vuota, ma eccezionale e densa di significato.

Renzi si rivolge direttamente ai sindacati. A parlare nel video c'è lui, il premier che parla direttamente ai cittadini rifiutando ogni livello di intermediazione, di dialogo con i corpi intermedi, lui che per la riforma del pubblico impiego non consulta i sindacati, paradossalmente rei di "rappresentare solo il pubblico impiego", lui che attiva la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per leggere i pareri dei cittadini e poi decidere in beata solitudine. È un attacco duro, inedito per certi versi, violento per altri.

Lavoro, addio ai diritti: cosa sta per accadere davvero?

La Costituzione è entrata nelle fabbriche e nelle aziende in modo dirompente, e ora rischia di uscirne in punta di piedi. Erano gli anni Sessanta e Settanta, quando i lavoratori si ribellarono all’arroganza e alla volgarità del potere, che subivano quotidianamente e, rendendosi protagonisti nel sindacato, cambiarono le sorti di questo Paese. Con l'astensione del PCI, che lo riteneva uno strumento debole, fu approvato lo Statuto dei lavoratori, legge 300 del 20 maggio 1970. Fu una rivoluzione copernicana: al centro delle fabbriche e delle aziende c'era il lavoratore, con i suoi diritti e la sua dignità. Ora, nel silenzio generale, tutto questo sta per essere spazzato via. Le lavoratrici e i lavoratori si sentono deboli e, con la loro debolezza, contribuiscono e hanno contribuito in questi anni ad alimentare la crisi del sindacato, che ha subito inerme la trasformazione del quadro politico italiano di fine anni Ottanta, quando i partiti scomparivano e l'introduzione di norme europee stava trasformando l'economia.

Poggioreale: detenuto affetto da cancro, “curato con la tachipirina”

Hanno inscenato un sit-in insieme a Luigi Mazzotta e Rosa Criscuolo, dell'associazione radicale “Per la grande Napoli” e ad altri esponenti radicali ed ex detenuti, i familiari di Luigi Moscato, un detenuto di 55 anni affetto da cancro ai polmoni con metastasi sparse, che si trova nel penitenziario napoletano di Poggioreale. La moglie, Lucia Buccino, lancia una pesante accusa: “Lo ‘curano’ solo con la tachipirina”. Dure anche le accuse di Francesco Moscato, fratello del detenuto, che non risparmia critiche all'ospedale Cardarelli e al primario del reparto di Pneumologia: “Come si è permessa questa persona, davanti al caso di un malato così grave, di rispedirlo qua?".

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