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Sblocca Italia o Svendi Italia? Dalla repressione degli spazi sociali alla svendita del patrimonio pubblico

A fine agosto, il governo della larghe intese guidato da Renzi ha partorito il decreto “Sblocca Italia”. Un decreto legge che si occupa di vaste materie molto disomogenee fra loro. In Italia però, da diversi anni si governa tramite gli strumenti d'urgenza e d'eccezione unendo tematiche disparate per sottrarre la discussione al Parlamento, luogo in cui si ricorre quasi sempre al voto di fiducia e alla mera ratifica. Nonostante questa prassi nefasta, che svuota dall'interno le procedure di garanzia costituzionali, c'è chi invoca sempre più poteri forti e concentrati o nell'esecutivo o nel Presidente del Consiglio.

CGIL e Fiom: a ottobre due manifestazioni nazionali del sindacato

 

La CGIL torna in piazza con una manifestazione nazionale nella prima decade di ottobre. La proposta di mobilitazione verrà discussa nel prossimo direttivo del sindacato di Corso Italia e sarà poi avanzata anche a CISL e UIL. 

Il 25 ottobre invece sarà il turno della FIOM che promuoverà una manifestazione nazionale a Roma in difesa del lavoro operaio e precario, per una nuova politica industriale e contro questo Jobs Act.

Ottobre sarà anche il mese in cui torneranno in piazza gli studenti, chiamati alla mobilitazione nazionale in decine di città italiane dall'Unione degli Studenti.

Il Governo va veloce, la scuola Piano

Nella giornata di ieri il Governo Renzi ha pubblicato le linee guida su cui intende aprire il confronto sul tema della scuola. Tema non semplice per l'esecutivo, che dopo le forti dichiarazioni del ministro Giannini al meeting di CL, si è trovato a rimescolare le carte in tavola più volte tramite gli sconvolgimenti messi in campo dal premier, tramite un suo deciso protagonismo.

Sicuramente presentare la riforma della scuola sul palcoscenico più importante di Comunione e Liberazione invocando l'intervento dei privati, la detassazione delle scuole paritarie e sconvolgimenti epocali, nuoce all'immagine pubblica del rampante e giovane sindaco d'Italia, ansioso di apparire lontano dalle lobbies e dagli interessi di parte. Di qui, prima la cancellazione dell'argomento dalla discussione dal Consiglio dei Ministri del 29 agosto e a seguire l'attenta preparazione mediatica del 3 settembre sotto l'hashtag de #lascuolabuona, topic trend per tutta la giornata.

L'indebolimento della contrattazione che ha impoverito i lavoratori

Tagliare i salari e ridurre i contributi sociali, questa è la ricetta proposta dal Prof. Tabellini, economista ed ex rettore della Bocconi, per uscire dalla crisi e rilanciare la produttività È l'idea sempreverde di competizione a ribasso che scarica i rischi d'impresa sui lavoratori, come sottolinea Marta Fana nella sua analisi. Una ricetta fallimentare, che già in passato non ha funzionato e che produrrebbe effetti pericolosi, perché oltre all'ulteriore contrazione dei salari, la riduzione dei contributi sociali avrebbe effetti devastanti sulla previdenza, viste le proiezioni pensionistiche che già allo stato attuale abbassano notevolmente le possibilità di ricevere pensioni dignitose.

A Pontecagnano si vola? Scusate il ritardo

Spulciando il decreto Sblocca-Italia balzerà agli occhi dei cittadini della provincia di Salerno l'ennesimo atto per il rilancio dell'Aeroporto di Pontecagnano, città di ventimila abitanti sita tra Salerno e Battipaglia. Leggendo il testo, in un primo momento, si penserà "scusate il ritardo", come il titolo di un famoso film di Massimo Troisi. 

Partecipate pubbliche e miti privati: una visione d'insieme

È ripartita, come prevedibile, la crociata contro le imprese partecipate dallo Stato – quelle imprese, cioè, “normali”, o “private” da un punto di vista del diritto, ma tra i cui azionisti figura lo Stato in una delle sue declinazioni a livello locale (quando è l’azionista prevalente, dovrebbero dirsi “controllate”). Del resto, per garantire coperture impossibili alle sue goffe misure di politica economica, il governo dimostra tutta la sua scarsa originalità e innovazione promettendo ancora una volta di eliminare la “spesa pubblica improduttiva”. Nel tentativo di dare un volto a questa creatura mitologica (forse Renzi pensava di trovare nel bilancio dello Stato la voce “spesa improduttiva”, da tagliare sic et simpliciter), torna buona la bestia delle partecipate. Non solo – ci tiene a dirci Repubblica – esse sono tutte in perdita:ma la perdita sarebbe addirittura proporzionale alla presenza dello Stato! Del resto, l’equazione è da prima elementare: se pubblico = brutto, allora + pubblico = + brutto. Talmente vero che entra in 140 caratteri, e se la metti su una slide lascia tanto spazio per le foto.

Mamma li kurdi - qualche tessera mancante del puzzle Isis-peshmerga

Con la conquista di Mosul, datata 10 giugno, irrompe anche in Italia sulla scena mediatica l’ISIS, Stato Islamico dell’Iraq e della Siria – o del Levante (ISIL), o qualche combinazione dei due, a seconda della testata che riporta la notizia. L’invasione di Gaza è ancora lontana da venire, Bengasi in Libia non è ancora diventata un emirato, e l’opinione pubblica italiana fa finalmente la conoscenza dello spauracchio/tormentone che animerà l’estate. Con buona pace degli squali di Ostia, a tenere vive ansie ed inquietudini dei bagnanti italiani quest’anno sarà al-Baghdadi, il Califfo che non amava Roma.

Ironia a parte, mentre molto si discute di come contrastare la nuova minaccia islamista (non manca il revival della retorica di G.W. Bush), e meno di cosa sia l’ISIS (segnaliamo a tal proposito il profilo tracciato da Niccolò Serri su 404: File not Found), un misto di amnesia improvvisa e ignoranza conclamata colpisce chi si occupa di riferirci l’evolversi della situazione. D’improvviso, infatti, Europa e Stati Uniti intervengono per appoggiare e, addirittura, armare i “guerriglieri” curdi. Ma quali curdi? Quelli del PKK, considerati terroristi da USA, UE e NATO? Quelli cui dal 1920 non è stato concesso di costruirsi uno stato democratico, in violazione non solo del diritto all’autodeterminazione – così di moda a decenni alterni – ma anche ai trattati internazionali firmati dalle potenze occidentali?

In un momento in cui gli stessi media – forti di una bibliografia che spazia da Alessandro Di Battista a Zack Snyder, passando per chi si organizza per il post-Lepanto – presentano come conclusione inevitabile l’incompatibilità con la democrazia di qualsiasi popolazione insediata a est dei Balcani, approfondire la questione dei curdi, discriminati e repressi proprio perché fin troppo tendenti al materialismo storico, è un sano esercizio di controinformazione. Abbiamo dunque fatto tesoro di alcuni contatti di amicizia con militanti curdi, e ricostruito uno “spiegone” – a metà tra un dizionario minimo ed una cronologia dell’avanzata dell’ISIS vista dal Kurdistan. Notizie più dettagliate e aggiornamenti si possono trovare qui e qui, mentre per chi ha fretta, i Wu Ming sono stati ben più concisi di noi.

Francia: l'austerità in Europa, il cuore dello scontro politico fra i socialisti

Mentre sotto l'Hotel de Ville di Parigi si festeggia il settantesimo anniversario della liberazione della Capitale dalla Wehrmacht, un uragano politico scuote l'ultima settimana d'agosto nella République. A seguito di un durissimo scontro sulla politica economica all'interno del governo, il primo ministro Manuel Valls ha consegnato le sue dimissioni al presidente Hollande, il quale gli ha conferito l'incarico di formare un nuovo governo. Martedì 26 agosto, al più tardi, l'Eliseo annuncerà la rinnovata composizione della compagine ministeriale.

Il cuore dello scontro interno, che vede per protagonisti l'ormai ex primo ministro e l'ormai ex ministro dell'economia Arnauld Montebourg, è la proposta economica della Francia in relazione al contesto europeo. Il dibattito è arrivato ad un tornante decisivo con le dimissioni presentate stamane, ma questo è l'ultimo atto di un confronto decisivo all'interno della “majorité presidentielle” uscita dalle elezioni politiche del 2012.

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