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Da poliziotto al G8 di Genova a candidato sindaco a 5 Stelle (passando per l'Udeur)

Da poliziotto al G8 di Genova a candidato sindaco a 5 Stelle (passando per l'Udeur)

Una candidatura al centro di molte polemiche quella di Nicola Di Michele, che potrebbe diventare sindaco di Termoli, uno dei centri più importanti del Molise, in quota Movimento 5 Stelle. Il 44enne, scelto dalla base per rappresentare il Movimento nella corsa per la poltrona di primo cittadino, si era già candidato nel 2010 nelle fila dell'Udeur, a sostegno di Basso Antonio Di Brino, esponente del PdL poi eletto sindaco in quella tornata elettorale. Ma soprattutto, come poliziotto penitenziario, era presente al G8 del 2001 a Genova, un'esperienza che ha descritto sostenendo che “per tre giorni siamo stati circondati da 150mila pacifisti”.

Accusato di essere stato tra i “carnefici” di Bolzaneto, proprio nei giorni in cui la vicenda della caserma degli orrori torna a galla a causa del licenziamento, da parte dell'Asl 3 di Genova, del medico 60enne Giacomo Toccafondi, condannato in primo grado a un anno e due mesi per i reati di omissione di referto e ingiurie, poi prescritti, Nicola di Michele, 'Nick' per gli amici, ha respinto le voci sul proprio conto, rischiando però di innescare polemiche con una frase quantomeno provocatoria: “Io nel 2001 ero in missione con la Polizia penitenziaria a Forte San Giuliano, e non a Bolzaneto, e per tre giorni siamo stati circondati da 150mila pacifisti”.

Cosa intenda Di Michele con la parola 'pacifisti' e in che modo la usi non lascia evidentemente spazio a interpretazioni. Sta di fatto che tra i militanti del Movimento 5 Stelle qualcuno non ha gradito, sottolineando come “le notizie sul suo passato politico e lavorativo non ne fanno il candidato ideale”. Ma lui non indietreggia, resta il candidato sindaco del Movimento e sostiene: “Come poliziotto penitenziario obbedivo agli ordini, perché era ed è il mio lavoro”.

Intanto Beppe Grillo, con alcune sue affermazioni, rischia di aprire una nuova frattura con la base del Movimento 5 Stelle. In un'intervista al 'Mattino' di Napoli in edicola ieri, infatti, a domanda precisa (“Avete valutato che in Europa correte il rischio di trovarvi sul fronte anti-euro con partiti populisti e nazionalisti di estrema destra?”), Grillo ha risposto: “Vediamo. Se ci sono piccoli partiti che fanno gruppo e che possono avere punti in comune con il nostro programma non vedo perché no. Ma questa è una decisione che prenderemo dopo aver visto chi sono. Decideremo di volta in volta. Abbiamo tre mesi di tempo dopo le elezioni, vediamo”.

 

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