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Acqua pubblica, approvata nel Lazio prima legge di iniziativa popolare

Acqua pubblica, approvata nel Lazio prima legge di iniziativa popolare

Il popolo del referendum sull'acqua pubblica, almeno nel Lazio, ha vinto la sua battaglia. Il Consiglio Regionale ha infatti approvato oggi la proposta di Legge popolare n°31, per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico nella Regione Lazio. Si tratta, scrive il Coordinamento regionale Acqua Pubblica, di una “legge che recepisce i risultati referendari, a partire dalla definizione di servizio idrico come servizio di interesse generale da gestire senza finalità di lucro, fino al fondo stanziato per incoraggiare la ripubblicizzazione delle gestioni in essere “.

Il coordinamento prosegue evidenziando che la legge “rimette al centro finalmente gli enti locali, delineando gli ambiti territoriali ottimali sulla base dei bacini idrografici e dando la possibilità ai comuni di organizzarsi in consorzi e di affidare il servizio anche ad enti di diritto pubblico, tutelando al contempo la partecipazione delle comunità locali nella gestione di questo bene fondamentale, anche rispetto alle generazioni future”. Infine, gli attivisti elogiano “una pressione dal basso che assolutamente non dovrà attenuarsi nei prossimi mesi, quando a livello regionale dovranno essere elaborati atti legislativi fondamentali, quali la legge sugli ambiti di bacino idrografico e la nuova convenzione di cooperazione tipo “, auspicando che si inneschi “una reazione a catena che veda i governi regionali rispettare la volontà dei cittadini e il diritto all'acqua, proprio in un momento in cui questo viene nuovamente minacciato dal vento privatizzatore che soffia dal governo”.

La legge stabilisce che “l’acqua è un bene naturale e un diritto umano universale”, mettendo inoltre in evidenza che “tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili”. Tante le reazioni positive del mondo politico; per Devid Porrello del Movimento 5 Stelle, la legge “porta con sé uno spirito diverso rispetto a come è stata gestita l’acqua fino ad oggi”. Positivo anche il commento di Gino De Paolis di Sel: “Sono convinto che comunque tutti i Comuni avranno la libertà di gestire l’acqua pubblica. Questa è una legge rivoluzionaria”. I grillini però contestano la bocciatura dell'emendamento che avrebbe dovuto regolare la gestione della fase transitoria. Marta Bonafoni, vicecapogruppo di Per il Lazio al Consiglio regionale, sottolinea come con questa legge “la Regione Lazio ha ricominciato a rimarginare quella ferita aperta ormai dal 2011 tra le Istituzioni di questo Paese e i suoi cittadini, che prima in 27 milioni si sono espressi a favore dell'acqua bene comune e poi hanno vista ignorata e violata la loro volontà”. Marco Vincenzi del Partito Democratico, infine, pone l'accento sul fatto che sia stata approvata una legge di iniziativa popolare, “un valore aggiunto per una legge che ci fa fare un notevole passo in avanti sul la gestione dell’acqua nel nostro territorio”.

 

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