Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

16 novembre: i fiumi in piena delle comunità che resistono

16 novembre: i fiumi in piena delle comunità che resistono

Si preannuncia una due giorni molto intensa per i movimenti italiani. Il 15 novembre gli studenti scenderanno in piazza in tutt'Italia contro la legge di stabilità e le politiche del governo delle larghe intese. Il giorno dopo, il 16 novembre, cortei legati a lotte territoriali si svolgeranno in tutta la penisola: in Val di Susa contro l'avvio dei lavori della Tav, a Pisa per riprendere il Colorificio e ripensare la proprietà privata, a Napoli un fiume in piena invaderà le strade contro il biocidio, a Gradisca si scenderà in piazza contro il CIE e per i diritti dei migranti, a Reggio Calabria per la ricostruzione del museo dello strumento musicale distrutto da un incendio.

I comitati e le reti che promuovono i cortei della Valle, della Campania, di Pisa e di Gradisca hanno realizzato questo documento comune per collegare tra loro le lotte territoriali delle comunità che resistono in una grande unica lotta.

Il 16 novembre quattro luoghi simbolo della lotta per la difesa dei beni comuni e per i diritti di cittadinanza scendono in piazza: Val di Susa, Pisa, Napoli e Gradisca d’Isonzo.
 
La lotta NoTav in Val di Susa contro la devastazione ambientale e la cementificazione del territorio; Pisa, con il suo attacco frontale all’intoccabilità della proprietà privata e la tutela dei beni comuni; Gradisca d’Isonzo, per la chiusura del CIE simbolo di politiche securitarie e disumane, incapaci di accoglienza ma solo di repressione; Napoli, per denunciare ancora una volta l’avvelenamento del territorio, la distruzione di un’economia locale, il rischio sanitario a cui sono esposte milioni di persone, a causa di un’economia che si serve della mafia per diminuire i costi ed aumentare i profitti.
 
Quattro esempi del cortocircuito del potere si mobilitano e creano tra loro connessioni, per mostrare il filo che unisce vertenze complementari, con la certezza che è solo dalla coalizione delle lotte sociali che possiamo, dal basso, disarticolare politiche insostenibili e decostruire modelli asfissianti.
 
E’ nelle comunità locali - attive, aperte ed inclusive - che prendono vita i semi di un’altra idea di società, ecologica, solidale, cooperativa, legata a esigenze concrete e a pratiche culturali vive e per questo vaccinate contro i populismi e il localismo reazionario.
 
Quelle che scenderanno nelle piazze il 16 novembre sono comunità resistenti che si ribellano. Ci ribelleremo per bloccare la privatizzazione dei beni comuni e la riduzione dei diritti, per realizzare trasformazioni radicali a partire dalla connessione tra persone e territorio, tra storie umane e relazioni ambientali. Invaderemo le strade forti della pluralità delle nostre storie e linguaggi, per valorizzare le esperienze di partecipazione e di attivismo sociale, per difendere l’autodeterminazione dei territori e rafforzare le reti dell’economia locale e solidale che si battono contro il sistema economico dominante e le élite che lo alimentano.
 
Le mobilitazioni di Val di Susa, Pisa, Napoli e Gradisca di Isonzo evidenziano qualcosa che va oltre le criticità locali. Nella maglia che unisce queste lotte intravediamo i punti cardinali attraverso cui riprendere parola e riappropriarci dei diritti negati.
 
Non è più tempo per opportunismi tattici, alchimie politiche e per strategie attendiste. La crisi - economica, sociale e culturale - che stiamo vivendo ci impone una reazione collettiva e uno scatto di dignità, per dare gambe ad un futuro nuovo, fatto di interessi comuni, proprietà collettive, giustizia sociale e ambientale.
 
Il 16 novembre migliaia di donne e di uomini scenderanno in piazza, saranno un fiume in piena impossibile da fermare, saranno l’espressione di comunità resistenti che non si rassegnano e che propongono modelli di lotta territoriale partecipata per fermare l’economia del debito e delle grandi opere, il diktat delle multinazionali, il primato della proprietà privata e delle lobby finanziarie, per ripristinare la cittadinanza negata.
 
Comitato #fiumeinpiena Napoli
Movimento NoTav
Municipio dei Beni Comuni - Pisa
Coalizione dei centri sociali delle Marche, Emilia Romagna, Nord Est

 

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info