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25 Aprile: la vecchia retorica di chi lamenta una vecchia retorica

Come ogni anno revisionisti e finti benpensanti si scatenano in occasione del 25 Aprile per polemizzare intorno alla ricorrenza della liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Non si è fatto attendere Pierluigi Battista, che dalle colonne del Corsera di due giorni fa ha scritto un editoriale polemico e superficiale in cui punta il dito tanto contro gli studenti neofascisti, che nei giorni scorsi hanno contestato un partigiano al Liceo Avogadro di Roma, quanto contro chi nell'ANPI ha preso posizione dichiarando che Alemanno e Polverini non sono invitati al corteo romano del 25 Aprile.

La trappola antipolitica: 'che se ne vadano tutti' e non cambi niente

Soffia forte il vento dell'indignazione in Italia, ma soffia nella direzione sbagliata. Sembrava che sulla riforma del lavoro, in particolare intorno alla questione “articolo 18”, si fosse infranta la luna di miele tra gli italiani e il governo Monti. Dopo la stagione dei sondaggi bulgari e dell'unanimismo, non solo mediatico, apparentemente qualcosa si era rotto in questo incantesimo tecnico. A partire dagli scandali che hanno travolto la Lega Nord, secondi solo in ordine di tempo al “caso Lusi”, con le vicende di Formigoni e l'emergere anche di due indagini che coinvolgono Nichi Vendola si è riacceso il vento dell'indignazione, e si è spostato dal governo ai partiti, a tutti i partiti. È un vento che viene da lontano, e che…

Pareggio di bilancio in Costituzione: un errore storico

17 Aprile 2012: una data qualunque nella storia politica italiana a giudicare dai giornali, perfettamente inscrivibile in una fase in cui i tecnici cercano di salvare l'Italia, si discute dell'Imu, i partiti sono travolti dagli scandali e l'asta sulle frequenze televisive è la riprova di una mutato clima politico. Eppure di questa data torneremo a parlarne in futuro perché al Senato è stata approvato l'inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione. Senza un dibattito pubblico, senza che giornali, intellettuali e partiti si esprimessero e discutessero di una misura che cambia profondamente il volto dello Stato italiano. Niente di più distante dall'importanza e dalla sacralità che nella storia d'Italia ricopre l'assemblea costituente e le interminabili discussioni che ne caratterizzarono i lavori.…

Pareggio di bilancio in Costituzione: un nonsense economico

Il quasi silenzio mediatico che si sta creando intorno all’approvazione del vincolo del pareggio di bilancio, oltre ad essere deprecabile risulta anche incomprensibile. Ieri il Senato ha approvato l’introduzione nel Testo Costituzionale del vincolo del pareggio in bilancio, che impedirà a qualsiasi governo futuro di prevedere una spesa maggiore delle entrate complessive, precludendo la possibilità quindi di finanziare la spesa pubblica in deficit. Ma la domanda che sorge spontanea è la seguente: era necessario approvare in Italia il vincolo del pareggio in bilancio in una situazione di crisi nazionale e internazionale? La domanda è retorica e la risposta è evidentemente “no”.

la Gerusalemme rifiutata: domande antiche agli italiani di inizio millennio

Quando nel 1985 Vittorio Foa – grande esponente della storia sindacale e intellettuale anomalo dell'Italia novecentesca – diede alle stampe La Gerusalemme rimandata, domande di oggi agli inglesi di inizio Novecento il mondo era estremamente diverso. Ma nonostante da allora siano cambiate molte cose, le “domande” di Foa sono ancora attuali, e possono essere se non delle risposte, quantomeno delle utili chiavi di lettura per comprendere il presente. Non scegliamo Vittorio Foa a caso. Lo scrittore piemontese fu attento osservatore delle mutazioni dell'organizzazione del lavoro e della condizione e del ruolo della classe operaia, conducendo analisi ben più acute e avanzate di un sindacato spesso arretrato nel comprendere tutto ciò. Foa descrisse il proletariato con particolare attenzione alla sua “composizione…

I tecnici, l'Italia e la trasformazione della governance

Il disegno che ci viene presentato in questi giorni dal Ministro Fornero e dal Premier Monti testimonia l’ultimo e definitivo attacco alla storia dei diritti di questo Paese. In queste ore il Governo dà a tutti noi alcuni messaggi chiari dal punto di vista politico e sociale. Il primo dato non da sottovalutare è il cambio di passo profondo del modello di governance del Paese che, ancora oggi, continuiamo a chiamare con fatica sistema democratico. Del resto, non si tratta solo di definire quale sia il confine tra una dittatura dei mercati e una fase transitoria di gestione del potere da parte dei cosiddetti tecnici, fase che sarebbe dovuta ad un’incapacità della politica di uscire dalla crisi. Bisogna, invece, prendere…

Sogni democratici e 'diritti di veto'

Stefano Menichini, direttore di Europa, quotidiano della Margherita, è un commentatore serio e attento della politica italiana. Uno che, pur avendo posizioni politiche piuttosto diverse dalle sue, leggiamo sempre volentieri, riconoscendogli uno stile franco e diretto e una disponibilità al confronto piuttosto rare, nel suo mondo. Evidentemente ieri sera gli è successo qualcosa. Preso dall'entusiasmo di avere, a suo dire, imbroccato con mesi di anticipo l'esito della trattativa sul mercato del lavoro, anticipando che si sarebbe trovato un accordo, come ripete incessantemente da ieri su tutti i social network, deve evere un po' esagerato con i festeggiamenti per il presunto trionfo riformista, alzando un po' il gomito. Conoscendo il valore di Menichini, non c'è davvero altra spiegazione, se non qualche…

Non piove mai, quando ci sono le elezioni

"E poi la gente per la strada/ li vedi tutti più educati/ sembrano anche un po' più buoni/ ed è più bella anche la scuola/quando ci sono le elezioni", cantava Gaber. E in effetti l'atmosfera elettorale, anche se manca ancora più di un anno alle politiche del 2013, sembra già aver contagiato tutti. Una tendenza forse naturale, ma non priva di effetti collaterali potenzialmente dannosi. Un articolo uscito sul Manifesto di ieri, a firma dei bravi Mattia Toaldo e Cecilia D'Elia, ci dà l'occasione di riflettere su un po' di cose, e in particolare sul rapporto tra la campagna elettorale in arrivo e ciò che abbiamo fatto negli ultimi 4 anni.

Marchionne, i diritti e l'estinzione dei dinosauri

Oggi l'ad di Fiat Sergio Marchionne ha dichiarato: "I diritti vanno tutelati ma se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo [...] non si può pretendere un domani migliore senza essere consapevoli che bisogna saperlo conquistare", altrimenti "si crea una generazione più debole di quella precedente, senza coraggio di lottare ma con speranza che siano gli altri a fare qualcosa", perché "ai miei ragazzi di Fiat-Chrysler dico di andare oltre l’ovvio, il conosciuto, di cambiare prospettiva e di rovesciare il tavolo ogni giorno".
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