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La ferrovia Napoli-Salerno riapre, ma il trasporto pubblico in Campania crolla

Il 5 febbraio scorso parte della muratura dell’edificio di villa D’Elboeuf è crollata sulla linea ferroviaria, interrompendo il transito sulla storica linea Napoli-Salerno, all’altezza di Portici. Una beffa per la storia: il crollo è avvenuto proprio nel luogo in cui era nata la prima strada ferrata del paese. La ferrovia Napoli-Portici fu, infatti, la prima linea ferroviaria costruita in Italia, inaugurata il 3 ottobre 1839. La tratta Napoli-Salerno, questo vero e proprio pezzo di storia, riapre il 14 dicembre prossimo, dopo dieci lunghissimi mesi che hanno causato enormi problemi incrociandosi con altri progetti di piccola manutenzione che hanno gettato nel caos il servizio ferroviario campano. I media mainstream utilizzano la notizia della riapertura per compiacere gli amministratori del trasporto pubblico locale campano, annunciando nuove corse e nuove tratte ferroviarie. Così la verità sparisce dalle colonne dei giornali, perché non si allungano le corse, ma si modificano solo gli orari ripristinando solo pochissime corse che già c’erano in precedenza. Una beffa, insomma una restaurazione, una normalizzazione dopo il classico decurtamento di corse del periodo estivo.

Il TTIP e le clausole arbitrali: un attacco alla democrazia [video]

Tra gli aspetti più controversi e pericolosi previsti dall'attuale negoziato sul nuovo trattato commerciale transatlantico fra USA e UE, l'introduzione di nuove clausole arbitrali per la risoluzione delle controversie legali fra grandi investitori privati e i governi rappresenta la più immediata minaccia per le democrazie nazionali.

Una nuova occupazione a Pisa svela la bellezza nascosta dalla speculazione

Non c'è due senza tre dice il proverbio.

Il Municipio dei Beni Comuni di Pisa, ci aveva già "regalato" quasi un biennio di altissima politica con l'occupazione e successivo sgombero (gestito in maniera ineccepibile da parte degli occupanti) dell'Ex Colorificio Toscano, uno dei simboli della lotta contro la speculazione e del ripristino della funzione sociale della proprietà privata prescritto dalla Costituzione. Successivamente aveva riaperto l'immenso giardino della Caserma dismessa di Via Giordano Bruno di Pisa, ribattezzata Distretto 42, cui era seguita la sfida al famigerato "progetto caserme" (partita tutt'ora in cerca di risoluzione, considerato l'arenamento del progetto citato e l'assenza di una reale volontà, inizialmente millantata dall'amministrazione comunale di Pisa, di trovare una risoluzione a favore degli occupanti).
Oggi  gli attivisti e le attiviste del Municipio dei Beni Comuni hanno svegliato la città con un nuovo percorso politico.

 

United Front: la sfida sudafricana al neoliberismo

Nonostante le prime libere elezioni tenutesi in Sudafrica nel 1994 abbiano decretato la vittoria dell’African National Congress (ANC) di Nelson Mandela e la fine del regime segregazionista, il tema della disuguaglianza sociale continua ad essere uno dei problemi più gravi ad affliggere la “Rainbow Nation”.  Prendendo come parametro il coefficiente di Gini, in cui 0 indica regime di massima uguaglianza e 1 caso limite di disuguaglianza, il Sudafrica vanta un preoccupante 0,63. Il dato risulta ancora più allarmante se si considera che nel 1993 il coefficiente era dello 0,59.

L’intero sistema sudafricano si basa sull’accumulazione di capitale da parte delle imprese private (grandi multinazionali legate all’élite governativa) alle spese di una manodopera non specializzata, razzializzata e a basso costo, con un salario medio di circa 4000 Rand al mese (poco più di 280 euro). Se si legge il dato in coordinato disposto con il tasso di disoccupazione che tocca il 30% (dove 9 disoccupati su dieci sono neri), si ha la cifra esatta di quanto sia profondo il conflitto sociale  e di quanto sia stato incapace l’ANC, da vent’anni al potere, di mettere in pratica le ambizioni socialiste che animarono la lotta di liberazione e la campagna elettorale del 1994. 

#26N Verità e giustizia per i 43 studenti messicani desaparecidos

Il 26 novembre, a due mesi esatti dai fatti di Iguala (Messico) durante i quali sono scomparsi 43 studenti della Normal Rural di Ayotzinapa che stavano raccogliendo fondi per partecipare alla marcia commemorativa della strage del 2 ottobre 1968 di Città del Messico, Libera e Rete della Conoscenza lanciano una giornata di mobilitazione in 10 città italiane per dimostrare solidarietà e vicinanza ai familiari degli scomparsi e richiedere verità e giustizia, non solo per i 43 ragazzi scomparsi il 26 settembre, ma anche per i quasi 27000 desaparecidos vittime del narcotraffico messicano.

Tra i giovani di Praga venticinque anni dopo la rivoluzione di velluto

Il 17 novembre ero a Praga durante le celebrazioni per i 25 anni dalla rivoluzione di velluto. Una festa legata non solo a questa ricorrenza ceca e slovacca, ma anche alla giornata internazionale degli studenti. Era infatti il 17 novembre del 1939 quando una protesta studentesca fu repressa nel sangue dalle truppe naziste che occupavano la città; e nello stesso giorno del 1989 la rivoluzione contro il regime comunista partì proprio da un corteo studentesco autorizzato a sfilare in ricordo di quella strage, che invece manifestò contro il monopolio politico del partito comunista. La protesta fu duramente repressa e l'indignazione generatasi portò a contestazioni in tutto il paese e a uno sciopero generale. Fu così che anche il comunismo cecoslovacco andò verso la sua fine e fu costretto ad accettare libere elezioni.
Difficile trarre una conclusione o una visione complessiva da questa giornata. Ho pensato quindi che fosse meglio limitarsi a a raccontare questo mio incontro con i miei coetanei cresciuti nel mondo post sovietico.

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