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Il nobel Stiglitz: in Grecia voterei no

Il crescendo di dissidi e di acrimonia all’interno dell’Europa potrebbe apparire all’esterno come il risultato inevitabile dell’amaro finale di partita giocato tra la Grecia e i suoi creditori. In realtà, i leader europei stanno infine cominciando a rivelare la vera natura della disputa in corso sul debito, e il risultato non è piacevole: si tratta di potere e di democrazia molto più che di denaro e di economia.

Chi si ferma è perduto. Un avviso dalla scuola a un sindacato troppo lento

Nelle ultime settimane le mobilitazioni promosse dalla CGIL  contro il ddl sulla Buona Scuola stanno riaccendendo il dibattito sul ruolo del sindacato nell’organizzazione del conflitto sociale. Insegnanti di ruolo e precari stanno occupando le piazze di molte città da Nord a Sud chiedendo a gran voce che il governo Renzi  ritiri il pessimo progetto di riforma e avvii contemporaneamente un confronto con le rappresentanze sindacali del mondo della scuola. Tuttavia, sarebbe intellettualmente disonesto nascondere che la protesta degli insegnanti rischia di diventare l’ennesima risposta corporativa di un sindacato messo alle corde da quello che fu il suo partito di riferimento.

La svolta di Atene. Quattro possibili scenari sulla crisi greca

Articolo di Mario Pianta originalmente pubblicato su Sbilanciamoci.info.

I rapporti tra Grecia ed Europa sono arrivati a una stretta decisiva. Tra venerdi 19 giugno e lunedi pomeriggio, 22 giugno, quando si riunisce a sorpresa il Consiglio europeo, possono succedere quattro cose. Un accordo, un compromesso temporaneo, una rottura tra Atene e Bruxelles, o un avvitamento della crisi.

Riscaldamento globale: qualcosa non torna

Il prossimo dicembre si terrà a Parigi una cruciale conferenza mondiale sul clima (COP21). La Francia, in particolare, attraverso il suo Ministro degli Esteri Laurent Fabius, si sta prodigando in ogni modo per la riuscita dell'evento. L'obiettivo è fermare la crescita delle emissioni nocive (prevalentemente anidride carbonica prodotta dall'utilizzo di combustibili fossili) responsabili del riscaldamento globale, a sua volta considerato la causa di fenomeni catastrofici che si stanno rincorrendo in questi anni: dallo scioglimento dei ghiacciai dell'Artico, all'uragano Katrina che ha devastato New Orleans. Il grande consenso politico e mediatico che si sta formando intorno alla riuscita della conferenza di Parigi nasconde però un mare di insidie.

Ventimiglia: voci dall’altra parte del confine.

In questi giorni al centro del dibattito della stampa nazionale troviamo voci preoccupate da una nuova invalicabile barriera, innalzata là dove credevamo che le frontiere fossero ormai scomparse: centinaia di migranti, la maggior parte dei quali aventi diritto a chiedere rifugio e asilo politico, rimangono ammassati tra gli scogli e la stazione di Ventimiglia, senza la possibilità di poter continuare il proprio viaggio verso il nord Europa. Secondo la narrazione che ci viene proposta, queste persone rappresenterebbero l’emblema del fallimento della solidarietà europea, con una Francia responsabile di disattendere agli accordi di Schengen e accusata di aver ristabilito i controlli alle frontiere, con lo scopo di bloccare i migranti prima che raggiungano Nizza, il vero snodo da cui partire verso il resto del paese e del continente.

Bari, dichiarata illegittima la sospensione del rappresentante d'istituto per l'occupazione della scuola

Riceviamo dalla Rete della Conoscenza e volentieri pubblichiamo.

Dopo mesi di vertenze l’Organo di Garanzia Regionale pugliese ha dichiarato illegittima la sanzione emessa dal Liceo Salvemini di Bari ai danni del Rappresentante d’Istituto Nicolò Ceci a seguito dell’occupazione studentesca di dicembre. Gli atti di repressione adottati dal Dirigente scolastico e dal Consiglio di Classe, dalla sospensione di 8 giorni, alla denuncia e ai continui tentativi di isolamento e di terrore psicologico nei confronti di tutta la comunità studentesca oggi vengono finalmente messi in dubbio.

"Io voglio restare in Alta Irpinia": un piccolo fiore nel deserto

Ogni volta che si spengono le luminarie della festa e i paesi cominciano a spopolarsi, dentro di te sai che l'estate sta finendo e che sta per arrivare il giorno dei saluti.

Io quel giorno lo ricordo sempre pieno di lacrime, in macchina sulla lunga discesa che dal mio piccolo paesino dell'Alta Irpinia, Sant'Andrea di Conza, porta all'Ofantina Bis, direzione Avellino.

Con il passare degli anni, le lacrime scomparivano a poco a poco, ma quel magone, quel senso di tristezza, mi accompagna ancora, ogni volta che vedo scorrere alla mia sinistra il campo sportivo e la madonnina prima dell'ultima curva. Poi, una volta superato anche il lago di Conza, penso: "tanto torno presto".

Venezia Capitale? Una sconfitta locale che parla al Paese

Dopo il turno di ballottaggio delle elezioni amministrative 2015, il risultato del voto a Venezia è sotto i riflettori della cronaca nazionale. La sconfitta del centro-sinistra in Laguna ha aperto un vero e proprio caso che è stato oggetto di moltissime analisi della sconfitta. Tuttavia leggere con le lenti del dibattito politico nazionale la vittoria di Brugnaro ai danni di Casson rischia di sottovalutare le peculiarità del caso veneziano, e, dunque, di rendere illeggibili quei segnali che invece potrebbero essere molto significativi anche sul piano nazionale.

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