Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

La differenza tra sinistra e destra? C’è, ed è macro

In un documento pubblicato dal quotidiano Europa il 12 febbraio scorso, dal titolo “L’Europa per davvero”, tre proposte concrete, cinque giovani economisti chiedono al PD (e al Partito Socialista Europeo, PSE) di dimostrare che “L’Europa c’è, ed è nostra. Per davvero”, attraverso azioni che mostrino “ai cittadini i vantaggi concreti di un’Europa più unita”. Secondo gli autori, “l’Europa deve cambiare volto, deve trasformarsi in un’Europa che garantisca i diritti sociali dei cittadini, assicuri una strategia di crescita economica innovativa capace di offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani italiani”. Per farlo, gli autori indicano tre proposte:

  1. "realizzare un sistema europeo di tutela del reddito in caso di disoccupazione;"
  2. "far ripartire l’accesso al credito per le Pmi e superare i vincoli di bilancio attraverso i finanziamenti europei per infrastrutture e formazione;"
  3. "rilanciare la politica estera europea, cominciando da una maggiore integrazione in due settori chiave: energia e difesa."

Le intenzioni del documento sono nobili, per molti versi comuni a quelle di chi, come chi scrive, parteciperà il 2 marzo a Roma all’incontro di ACT! – agire, costruire, trasformare, nella convinzione di dover dare un volto diverso all’Europa. Anche età e professione sono le stesse. Verrebbe allora naturale, in tempi in cui ci si pretende chiamati al conflitto generazionale come unica via per innovare e riconquistarsi il diritto alle briciole, provare a fare le larghe intese dei gggiovani, per costruire sponde che mettano alle strette la “vecchia” politica sulla base di proposte ragionevoli.

Ripensare la democrazia rappresentativa tra costituito e costituente

Articolo tratto dal terzo numero dei Quaderni Corsari, scarica la tua copia.

Il rapporto tra forme della democrazia e Costituzione si presta a un dibattito particolarmente suggestivo, se lo si indaga alla luce del processo di crisi che lo investe. Benché si registri un’ampia condivisione circa la necessità di ripensare le forme classiche della democrazia rappresentativa, a fronte della inarrestabile crisi dei corpi intermedi (partiti e sindacati), il dibattito diventa più aspro e meno ecumenico quando a salire sul banco degli imputati è la Costituzione.

"La Caduta e l'atterraggio" scarica il terzo numero dei quaderni corsari

C'è ancora spazio, senso e utilità per la democrazia organizzata? Che forme assume in questo contesto la rappresentanza politica e sociale? Esistono modelli e pratiche alternative a disposizione di partiti e sindacati? Quali forme nuove di soggettivazione e organizzazione possono aiutare la sinistra e, più in generale, chi lotta per il cambiamento, a essere all'altezza della sfida? Come può la difesa della Costituzione essere un rilancio programmatico e non una battaglia di retroguardia? In che modo il web e i social media rimodellano le pratiche dell'azione collettiva?

Ne parliamo nel nuovo numero dei Quaderni Corsari, la nostra rivista di approfondimento autoprodotta, disponibile anche in formato cartaceo.  

Vuoi scaricare i quaderni? Clicca qui

Il testo della ControFinanziaria 2014: le proposte per una diversa legge di stabilità

Anche questʹanno il Rapporto Sbilanciamoci nasce da un percorso che lega 49 organizzazioni  che  operano  nel sociale intorno alla costruzione delle 106  proposte  considerate fondamentali per promuovere i diritti, la pace e lʹambiente. Uno dei temi  centrali del Rapporto di questʹanno è la critica ai vincoli imposti dallʹUnione Europea per  riaprire una discussione sul rapporto tra finanza e spesa pubblica e tra gli obiettivi del bilancio statale e gli spazi di democrazia. 

Elezioni sindacali in Ilva, una riflessione critica

Le elezioni per il rinnovo delle RSU all'Ilva di Taranto, conclusesi ieri, consegnano un risultato che può a buon diritto essere definito “storico”. Vince la Uilm con 38,02% dei voti, seguita dalla Fim al 24% dall'Usb con il 19,9% e dalla Fiom con il 15,12%. E’ la prima volta che in una grande fabbrica – la più grande in Italia per numero di addetti – un sindacato non confederale (in questo caso la USB) conquista una percentuale tanto consistente (circa 20% sul totale dei collegi). Risultato enorme, se si considera che fino a qualche mese fa quella stessa sigla non era neanche presente in Ilva. A farne le spese è in primo luogo la FIOM, che vede più che dimezzato il proprio consenso – passato da 31 a 15%.

Legge di Stabilità: Reddito? Crediamo non lo SIA!

In queste ore tutti i giornali riportano nei titoli che nel maxiemendamento presentato dal Governo Letta sarebbe finalmente prevista l’introduzione del reddito minimo in Italia, una misura che da anni viene richiesta dai movimenti e le associazioni dei precari. La stessa Repubblica.it scrive “prende il via la prima prova in Italia di un reddito di sostegno”. 

Spulciando un po’ il testo della proposta ci si rende subito conto che così non è. Innanzitutto il vero nome della misura è Sia, Sostegno per l'inclusione attiva. 

Tagliare l’Ilva e svenderla, ecco la ricetta (sbagliata) di Bondi. Intervista all'economista Comito

Un’Ilva più piccola, su misura dei gruppi imprenditoriali interessati ad acquistarla alla scadenza del commissariamento – alcuni dei quali già si sono fatti avanti. Questo è lo sbocco che Vincenzo Comito, docente di Finanza Aziendale all’Università di Urbino, intravede come esito della strategia di Bondi e dei suoi referenti politici. Di recente Comito ha curato (insieme a Riccardo Colombo)  il più completo studio economico realizzato finora su Ilva e gruppo Riva (L’Ilva di Taranto e cosa farne, Edizioni dell’Asino, 2013).  Con lui abbiamo voluto scandagliare le prospettive (e i rischi) che si aprono di fronte al più grande gruppo siderurgico del paese, allo stabilimento di Taranto e ai suoi lavoratori.

25 Novembre e femminicidio: hai davvero un solo modo per cambiare un fidanzato violento?

Nella strade e nelle stazioni di molte città lungo i binari è appeso il manifesto della campagna pubblicitaria “Riconosci la violenza”,  realizzata dal Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio per diffondere il numero verde su antiviolenza e stalking 1522.  

Il cartellone recita: «Hai un solo modo per cambiare un fidanzato violento. Cambiare fidanzato». Mi è capitato qualche volta di aspettare la metro davanti a quel cartellone e in una delle mattine mi è capitato di incontrare un gruppo di studenti che probabilmente andava a scuola, tra spintoni e qualche battuta a sfondo sessuale una delle ragazze sorride indicando il manifesto “Hai capitò amò?” il ragazzo l’abbraccia “E che vvoi da me, che te meno io?” 

Sottoscrivi questo feed RSS

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info