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Cosa (non) è successo a Colonia

Tratto da vulcanostatale.it

Stanno suscitando accese polemiche i fatti avvenuti a Köln la notte di Capodanno. Le 90 denunce raccolte dalla polizia nel corso di questi giorni hanno messo in allarme le autorità locali e dato manforte agli oppositori della Cancelliera Angela Merkel, fautrice di una criticatissima politica dell’accoglienza che ha portato nel corso dell’ultimo anno una fiumana di rifugiati entro i confini tedeschi.

La notizia ha raggiunto con il consueto ritardo anche l’Italia, ed è stata ripresa dai nostri più autorevoli, potentissimi mezzi d’informazione, adeguatamente rigirata, accartocciata, spiumacciata, e, dopo un balzano lavoro di rielaborazione (o di mala traduzione), è stata prontamente spiaccicata su tutte le prime pagine.

Unioni civili, l’impegno dei giuristi e la lunga strada da percorrere

Si riaccendono le polemiche sulle unioni civili e si concentrano intorno alla nuova iniziativa parlamentare recentemente presentata al Senato. Discussioni che denotano come per anni sia mancata una vera partecipazione delle forze sociali e  – del resto è questa la loro missione – dei giuristi militanti. Questi ultimi, che rivestono un ruolo sociale fondamentale non solo nell’ambito della tutela dei diritti, ma anche e soprattutto nelle battaglie per la conquista e l’affermazione dei cosiddetti “nuovi diritti”, devono oggi essere espressione di un impegno civile improntato alla legalità democratica e alla lotta per le libertà fondamentali.

Tra gli schiavi di 'Mafia Caporale': xenofobia, ricatto e subalternità senza regole

“So che ogni volta è una scoperta, che non c’è limite alla depravazione del caporalato”, è riassumibile in questa breve riflessione dell’Io narrante, l’etnografo Leonardo Palmisano, il saggio ‘Ghetto Italia’ (Fandango Libri), scritto a quattro mani insieme al camerunense Yvan Sagnet, già leader della rivolta dei braccianti di Boncuri, nei pressi di Nardò, dell’estate 2011. I due autori si sono ritrovati a compiere un viaggio dall’estremo tacco di Italia fino alle regioni del Nord Ovest del Paese per delineare quello che è il complesso quadro del caporalato in Italia o come lo ribattezza proprio Palmisano “Mafia Caporale”.

Gratuità senza trasformazione: un’analisi sulla situazione cilena

Riceviamo e pubblichiamo da 'Rete della Conoscenza'

La legge “corta” sulla gratuità dell’Istruzione superiore cilena (Università, Istituti Di Formazione Professionale e i Centri di Formazione Tecnica) ci offre – per i suoi contenuti, le modalità di stesura , il contesto socioeconomico e storico e il ruolo dei movimenti studenteschi – l’occasione di aprire una riflessione su istanze e valori dal carattere internazionale.

Prima gli yacht, poi i saperi: la ricetta del governo

Nel corso degli ultimi giorni, in molte piazze d'Italia, l'ADI - Associazione dei Dottorandi e Dottori di Ricerca e la FLC CGIL hanno costruito una serie di presidi informativi per segnalare una vertenza connessa al destino dei precari della ricerca. Questi presidi, iniziati il 9 dicembre, son culminati con un appuntamento innanzi a Montecitorio, convocato per venerdì 18 dicembre. 

Per favore, non parliamo più delle “quattro banche”

La colpa è dei risparmiatori che dovevano informarsi. Oppure è delle banche, che hanno piazzato titoli spazzatura. È di chi doveva vigilare, Banca d’Italia in testa. È del governo e del pasticcio del decreto salva­banche. È dell’UE e delle sue regole. Negli ultimi giorni è esploso il dibattito sul salvataggio di CariFerrara, Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti, per cercare di individuare responsabilità e colpe.

Buona Scuola: benvenuto referendum! Per cambiare le scuole e il paese

Benvenuto, è proprio il caso di dirlo. A chi? Al referendum contro la legge 107/15, contro La Buona Scuola della precarietà. Il 29 novembre un'affollata assemblea nazionale indetta dai comitati Lip ha definitivamente avviato il percorso per proporre al Paese un'alternativa alla scuola disegnata dall'associazione Treellle, da Confindustria e dai tecnici di Viale Trastevere. L'obiettivo è arrivare al 2017 con una proposta radicale e maggioritaria allo stesso tempo, sacrificando corporativismi e timidezze di sorta. La situazione, però, non è per nulla facile. L'anno di lotte definitivamente conclusosi il 9 ottobre, giornata di mobilitazione nazionale studentesca, ci lascia alcuni dati politici da metabolizzare.

Se questo è un rifugiato

Quando l’ho incontrato la prima volta indossava una fresca camicia a righe di colore azzurro, un paio di pantaloni eleganti e delle scarpe sportive. Aveva un sorriso radioso, il viso ancora puerile e un profumo delicato. Niente di diverso rispetto a qualsiasi altro ragazzo beirutino o milanese. E quindi qual è la notizia? Non c’è nessuna notizia, né numeri, né dati. C’è un amico.

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