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Via alle consultazioni sul valore legale della laurea, ma per gli studenti è una truffa

ProfumoIl 27 gennaio 2012, al termine del Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio Mario Monti, dopo due settimane di annunci ha fatto marcia indietro, probabilmente preoccupato che tale provvedimento potesse infiammare di nuovo le piazze italiane, come avvenne in occasione della riforma Gelmini nell'autunno 2010, fece un passo indietro, annunciando di voler sottoporre a consultazione pubblica il tema del valore legale del titolo di studio, affidandone la gestione al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Dal Ministero dichiarano: "È una scelta che segna un elemento distintivo importante rispetto al passato. Quella che, in Europa, è oramai una prassi consolidata, in Italia ha trovato solo timide e sporadiche applicazioni." Ma oggi che cominciano le consultazioni sul sito del MIUR quella che sembrava essere una prassi positiva si è rivelata essere una farsa.

"Siamo convinti che questa consultazione sia una truffa, – ha dichiarato in una nota LINK - coordinamento universitario – un percorso ad ostacoli molto complesso per uno studente, ci chiediamo come siano stati compilati i questionari, con quali criteri e da quali soggetti, chi valuterà le risposte. Alcuni quesiti risultano molto difficili, altri invece sembrano indirizzare le risposte verso un'unica direzione che mira appunto a cancellare il valore legale."

Effettivamente molte domande sembrano essere davvero indirizzate a produrre un esito favorevole al governo. Una consultazione dall'esito, forse, scontato.

Gli studenti di LINK continuano: "La consultazione degli studenti non può ridursi ad un plebiscito, finalizzato a legittimare una linea politica già stabilita a priori, per questo non è accettabile che il Ministero strumentalizzi l'esito di questa consultazione per procedere con l'abolizione del valore legale siamo sempre stati disponibili al confronto, in passato sono stati altri, tra cui il ministro Gelmini, a rifiutare il dialogo con gli studenti, parteciperemo alla consultazione portando il nostro contributo e la nostra voce ma restiamo assolutamente critici sul metodo e sulle modalità. Lo ribadiamo con forza, l'abolizione del valore legale del titolo di studio non aprirebbe la strada ad una maggiore qualità dei processi formativi, ma anzi aumenterebbe la competizione tra gli atenei, creando atenei di serie A, dove studiare costerebbe moltissimo e atenei di serie B con costi molto più limitati e con un'offerta didattica scarsa, creando una dualità nel sistema formativo del nostro paese assolutamente dannosa per tutti quegli studenti che non potendo permettersi costosi master o anche solo normali corsi di laurea in “prestigiose università” sarebbero costretti a non poter accedere ad una formazione di qualità."


Il dibattito sull'abolizione del valore legale del titolo di studio è sicuramente complesso, e sul Corsaro abbiamo ospitato diversi interventi in materia:

 

 

Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 17:58
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