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Mattia Bertin

Mattia Bertin

Migranti: perché le quote UE non sono la risposta

In Unione Europea si discute di fissare delle quote di migranti da allocare nei diversi Paesi, peraltro ridottissime, peraltro con la contrarietà di mezza Unione, che preferisce fare campagna elettorale sul respingimento. Anche se le quote ammontassero a un numero maggiore di quello dei richiedenti, si tratterebbe comunque di un'ipotesi tremenda. Perché? Perché fissare una quota di migranti in ingresso da smaltire svaluta ulteriormente la vita umana, da merce, status a cui era già scesa (capitale umano) nel mondo moderno, a rifiuto speciale, da differenziare e trattare.

[Human Factor] Si scrive questione urbana, si legge partecipazione

C’è un filo rosso molto netto che lega i quattro tavoli (gruppi di discussione) sulla questione urbana di Human Factor, l'appuntamento nazionale di riflessione e di ricerca promosso da Sinistra Ecologia Libertà per innovare la sinistra e l’ecologismo italiani, e in corso a Milano dal 23 al 25 gennaio: è la partecipazione cittadina informata come processo decisionale e formativo. I temi trattati sono diversi: si va dal rischio di disastro al rilancio di nuove forme di economia, dal recupero della qualità del costruito alle problematiche abitative. È chiaro però ai partecipanti dei tavoli, e lo ribadiscono con frequenza, che solo seri processi di condivisione e costruzione collettiva delle decisioni possono sbloccare le problematiche di fronte a cui ci troviamo quando oggi parliamo di città.

Nuove strade per praticare la pace: il Cammino di Pace di Bassano del Grappa

In questi giorni, come è noto, si è riaperta violentemente la questione del rapporto tra la realtà europea e il mondo extra-europeo che con essa si confronta attraverso i flussi migratori. Gli eventi di Francia, e le diverse risposte da parte delle diverse correnti di pensiero politico, ci sottolineano l’urgenza di confrontarci intimamente con la questione, provando nuove strade per praticare quel concetto di pace e rispetto che così a gran voce reclamiamo in questi giorni.

Per questa ragione raccontiamo quindi un evento particolare, il Cammino di Pace, in programma sabato 10 gennaio a Bassano del Grappa, in Veneto. È un evento ormai tradizionale, che si ripete in questo periodo ogni anno ormai da una trentina di edizioni, ma che suggerisce un approccio particolare ed ancora oggi innovativo alla questione della pacificazione dei rapporti interculturali.

il Mattino ci insegna come usare a sproposito la morte di un cantautore

Gli avvoltoi veneti sulla morte di Pino Daniele

Il giornalismo super partes non esiste, questo è chiaro: ogni informazione che diamo è sempre mediata da una visione del mondo, da una sensibilità, da una storia personale. Se è opportuno ammettere questo, è altrettanto importante però fissare una soglia di onestà intellettuale che permetta di stabilire dove finisca il dare una notizia secondo la propria sensibilità, e dove cominci la propaganda.

No, no se puede. La nuova legge di pubblica repressione in Spagna

Giovedì 11 dicembre il Congresso dei Deputati di Spagna ha approvato la Legge Organica sulla Protezione della Sicurezza Pubblica, detta Legge Bavaglio. Si tratta di un passo indietro pesantissimo nel diritto all’espressione per il Paese, che riporta in auge una concezione dell’ordine pubblico degna dell’epoca franchista.

La legge prevede la possibilità di punire severamente con multe pecuniarie molti comportamenti tipici della protesta, che in questi anni hanno fortemente messo in difficoltà il Governo Rajoy. Tra gli altri la legge rende criminali gesti come il sit-in, l’occupazione di spazi pubblici, il circondare le sedi istituzionali, i “concerti di pentole”, l’organizzazione di incontri pubblici e manifestazioni senza preavviso, comprese quelle spontanee, il non abbandonare una manifestazione quando si riceve l'ordine di farlo, il cantare o gridare durante manifestazioni “clandestine”, l’uso di hashtag Twitter di proteste non autorizzate, il manifestare indossando la propria divisa di lavoro, il cercare di impedire uno sfratto, il mancare di rispetto alle forze dell’ordine anche nelle forme in cui il fatto non costituisce reato penale. Inoltre l’uso o la diffusione non autorizzate di immagini di autorità o personale delle forze dell’ordine, anche per finalità giornalistiche, sarà considerato “reato grave”.

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