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No, no se puede. La nuova legge di pubblica repressione in Spagna

No, no se puede. La nuova legge di pubblica repressione in Spagna

Giovedì 11 dicembre il Congresso dei Deputati di Spagna ha approvato la Legge Organica sulla Protezione della Sicurezza Pubblica, detta Legge Bavaglio. Si tratta di un passo indietro pesantissimo nel diritto all’espressione per il Paese, che riporta in auge una concezione dell’ordine pubblico degna dell’epoca franchista.

La legge prevede la possibilità di punire severamente con multe pecuniarie molti comportamenti tipici della protesta, che in questi anni hanno fortemente messo in difficoltà il Governo Rajoy. Tra gli altri la legge rende criminali gesti come il sit-in, l’occupazione di spazi pubblici, il circondare le sedi istituzionali, i “concerti di pentole”, l’organizzazione di incontri pubblici e manifestazioni senza preavviso, comprese quelle spontanee, il non abbandonare una manifestazione quando si riceve l'ordine di farlo, il cantare o gridare durante manifestazioni “clandestine”, l’uso di hashtag Twitter di proteste non autorizzate, il manifestare indossando la propria divisa di lavoro, il cercare di impedire uno sfratto, il mancare di rispetto alle forze dell’ordine anche nelle forme in cui il fatto non costituisce reato penale. Inoltre l’uso o la diffusione non autorizzate di immagini di autorità o personale delle forze dell’ordine, anche per finalità giornalistiche, sarà considerato “reato grave”.

Non solo il contenuto proibitivo della norma è pericoloso: le forme in cui questa è applicata non sono meno gravi. La delega della potestà sanzionatoria, infatti, trattandosi di giustizia amministrativa, è data al Ministero dell’Interno. Questo significa che la multa passerà direttamente dalla sede di polizia al cittadino multato, senza l'intervento di un giudice.

Infine, per completare il quadro, in caso di impossibilità o di rifiuto da parte del cittadino multato di pagare, il Ministero potrà procedere a sequestrare e vendere i suoi beni per ripagare il debito.

Per procedere alla multa, sempre secondo la legge, sarà sufficiente la testimonianza di un funzionario di pubblica sicurezza, come ad esempio un poliziotto, e l’onere della prova sarà invece a carico del cittadino per dimostrare la non colpevolezza. Questo significa che sarà il cittadino a dover dimostrare di non aver commesso il fatto, e non l’autorità a dimostrare che l’ha compiuto.

La legge entra nel dettaglio anche per quanto riguarda un eventuale ricorso: questo è ammesso solo dopo il pagamento della multa, quando la mannaia pubblica avrà già messo il condannato in mezzo ad una strada.

Come se già non bastasse, la legge è stata emendata in sede di discussione, e a tutto questo si è aggiunta la legalizzazione dell’espulsione sommaria dei migranti giunti in Spagna illegalmente da parte della Pubblica Sicurezza, senza necessità di verifica di eventuali diritti in quanto rifugiato e senza processo. Un procedimento considerato illegale secondo il diritto internazionale.

Sono molti i punti in comune tra questa Legge Bavaglio e la famosa Legge d’Ordine Pubblico del 1959, emanata in piena era franchista e, infatti, in sede europea le proteste non sono mancate. Tra gli altri sono intervenuti, ad oggi però senza efficacia, la Rete Euromediterranea per i Diritti Umani, l’Organizzazione Mondiale contro la tortura, la Federazione Internazionale per i diritti umani e l’Alto Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa.

È facile leggere questo provvedimento alla luce di un profondo mutamento in corso in Europa, di una decisa svolta violenta che abbiamo visto anche nel nostro Paese nei mesi scorsi, non in termini legislativi, ma nei comportamenti delle forze di pubblica sicurezza, ed è facile preoccuparsi ulteriormente per questo scempio dei diritti civili. La libertà di manifestare nella certezza del diritto, e non come concessione da parte di un’autorità che può in qualsiasi momento rovinare la vita ai manifestanti per il capriccio di un agente o di un politico locale è una delle basi della democrazia, e, senza dubbio, questa legge vi si oppone.

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