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Mattia Bertin

Mattia Bertin

Domani è prevista pioggia: quante occasioni sprecate sulla rinaturalizzazione degli ambienti urbani

1 e 2 dicembre. Politecnico di Milano. L’occasione apparentemente era di quelle importanti: si trattava della conferenza europea sulla rinaturalizzazione degli ambienti urbani. L’obiettivo era fare il punto a livello europeo su obiettivi e metodi per gestire la coesione sociale e il cambiamento climatico attraverso strumenti di governance urbana. Erano presenti delegazioni di importanti università da tutto il continente, oltre ai responsabili delle diverse istituzioni europee legate a questi temi.

La prima mattinata passa con una rassegna delle autorità: intervento dopo intervento, 15 minuti alla volta, vediamo sfilare ministri, alti delegati, assessori, vice-rettori e via discorrendo. I contenuti sono facilmente prevedibili: necessità di ricomporre la frattura tra la città occidentale e dimensione naturale; fretta di agire per arginare i cambiamenti climatici; opportunità di lavorare con i cittadini e gli stakeholders per realizzare questi compiti. Temi attualissimi, e decisamente corretti, ma drammaticamente svuotati da ogni approccio di contenuto o programmazione.

Il Veneto sott'acqua: perché la tragedia di Refrontolo viene da lontano

La tragedia del paese di Refrontolo sta facendo parlare per l’ennesima volta di Veneto e di alluvioni. Come accade sempre più spesso, una forte pioggia nella regione ha causato la morte di diverse persone, l’isolamento di borghi e frazioni e notevoli danni economici. Si tratta ormai di una storia nota: il Veneto è in emergenza alluvione almeno una volta ogni due settimane da ottobre 2013, con continue esondazioni, frane, erosioni e allagamenti.

Non si tratta certo di fenomeni tipici della regione; è vero che i cambiamenti climatici hanno portato piogge intensissime e trombe d’aria molto più forti e frequenti, ma le responsabilità dei veneti su tutto ciò, e sugli effetti di queste emergenze, sono notevoli.

Innanzitutto partiamo dai cambiamenti climatici. È evidente a tutti coloro che risiedono nella regione che il tipo di precipitazioni, l’intensità e la repentinità con cui si scatenano sono un fenomeno assolutamente nuovo nella storia veneta. Però sarebbe sbagliato dire che i veneti su questo sono privi di colpa: i cambiamenti climatici sono un prodotto diretto del nostro atteggiamento rispetto al Pianeta, non sono capitati per caso. I cambiamenti del clima sono la conseguenza dell’aumento della temperatura dei mari, la cui principale causa è l’enorme consumo di carburanti fossili. Il boom economico che ha portato il nord-est negli anni ’70 e ’80 dall’essere una delle zone più arretrate d’Italia a diventarne la locomotiva è stato tutto basato sull’intuizione che la piccola industria poteva specializzarsi, anziché su un prodotto finito, sull’elaborazione di semilavorati e di particolari. È nata così tutta un’economia del particolare, in cui migliaia di piccole fabbriche, poco più di laboratori artigianali, ha imparato a fare un solo tipo di lavorazioni, o di dettagli, di altissima qualità da esportare in tutto il mondo. Questo sviluppo si basa però necessariamente su una pesantissima articolazione logistica, che vede merci in continuo movimento, interamente sviluppata su ruote e su navi. È facile immaginarsi l’effetto in termini di consumo di combustibili fossili, e quindi le corresponsabilità nel riscaldamento del Pianeta. Ovviamente questo non basta a giustificare quanto sta accadendo, è un piccolo elemento in un sistema di portata mondiale, ma che, esistendo in questa forma e in questi modi, serve a spuntare le armi a chi adotta un atteggiamento fatalista nei confronti dei cambiamenti che stiamo vivendo.

El rey ha abdicado, ¡y ahora Republica! Riflessioni sul 2 giugno spagnolo

Dopo 39 anni di regno, il 2 giugno, il Re di Spagna, Juan Carlos di Borbone ha firmato l’abdicazione in favore del figlio Felipe. Negli ultimi anni il re è stato travolto da pesanti accuse per il comportamento inappropriato tenuto in diverse occasioni: dalla riprovevole partecipazione alla caccia agli elefanti in Botswana, al coinvolgimento nel grave caso di tangenti che ha travolto la figlia Cristina ed il genero Inaki Urdangarin. Ciononostante il Re ha affermato di abdicare per lasciare spazio alle nuove generazioni, per favorire quella continuità di “progresso e libertà” che egli stesso sostiene di aver sempre incarnato per gli spagnoli.

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