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Claudio Riccio

Claudio Riccio

28 anni. Nato a Bari, vivo a Roma. Web designer freelance. Convintamente terrone.

Cosa insegna il referendum di Bologna?

Spesso nelle piazze del 2010 prima del referendum, nelle assemblee e nelle mobilitazioni del 2010/2011 dopo la vittoria referendaria, gli studenti avevano detto: i saperi sono come l'acqua, sono pubblici per natura e bisogna difenderli da un decennale attacco di chi mira alla sua privatizzazione.

Così come era successo con il referendum per l'acqua pubblica, contro quasi tutti i pronostici, e soprattutto contro tutti i maggiori soggetti politici organizzati (in questo caso di Bologna) si è vinto un referendum che aldilà dello specifico intervento normativo esprime un chiaro messaggio politico: vogliamo la scuola pubblica.

Quei giorni perduti a rincorrere il centro

Per vent'anni milioni di persone di sinistra vi hanno votato, chiedendovi poche cose razionali e di buon senso: attenzione nei confronti degli ultimi, difesa della democrazia e della Costituzione, ferrea opposizione al Berlusconismo.

In questi anni, che foste al governo o all'opposizione avete sistematicamente deluso tali semplici aspettative. Avete confuso il senso di responsabilità nei confronti dello Stato con la ricerca costante delle larghe intese, avete fatto quasi sempre l'opposto di quel che era giusto fare, presi dall'ansia del dimostrare che avevate sufficientemente rinnegato la vostra storia comunista, preoccupandovi del consenso di qualche editorialista del Corsera piuttosto che del vostro elettorato, più o meno disilluso che fosse.

Tornare in piazza, appunti per una stagione di lotte

Questo articolo è tratto dal numero 1 dei Quaderni Corsari. 

Scarica oppure sfoglia la versione integrale dei quaderni.

C’è una domanda che molti si pongono in Italia come all’estero: come fare a mettere in campo una risposta conflittuale ed efficace nel silenzio devastante dell’Italia postberlusconiana? Siamo in un’Italia attraversata da pulsioni di insofferenza che però non riescono a trasformarsi in sentimenti di critica e azione, e così l’azione devastante del governo Monti viene accompagnata da una unanimità del silenzio e della inazione. 

È ormai terminata la luna di miele degli italiani con il governo dei professori – che gode comunque di un ampio consenso specialmente al netto delle politiche antisociali portate avanti – ma salvo piccole o grandi battaglie territoriali non vi sono state vere mobilitazioni di piazza. 

Non c'è alcun rischio di essere commissariati, lo siamo già

"La BCE farà di tutto per salvare l'Euro, e credetemi, basterà". Questa è stata la discussa dichiarazione di Mario Draghi in un intervento alcuni giorni fa al Global Investment Conference di Londra. 

Maggiori elementi sulla natura di questo piano della BCE sono emersi solo alcuni giorni dopo, in un'altalena dei mercati, "tra euforia e depressione".

L'intervento della Banca Centrale Europea, deciso nonostante la contrarietà della "Buba", la Bundesbank
Tedesca, vedrà la luce da settembre. L'accordo con i Paesi del nord europa, difensori strenui del rigore passa però da un vincolo politico stringente per gli stati che si avvarranno dell'aiuto della BCE. Chi infatti sceglierà, o sarà costretto a scegliere, la strada degli aiuti per far calare lo spread, dovrà sottoscrivere un memorandum con precisi impegni da mantenere nei prossimi anni: in cambio delle risorse dei rigorosi paesi dell'Europa del Nord, i paesi del sud dovranno accettare il commissariamento della loro democrazia. E' questa la moneta di scambio.

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