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Claudio Riccio

Claudio Riccio

28 anni. Nato a Bari, vivo a Roma. Web designer freelance. Convintamente terrone.

Sono oltre cinquemila i siti censurati in Italia

"cen|sù|ra, s.f.: controllo esercitato da un'autorità civile o religiosa su pubblicazioni, spettacoli, mezzi di informazione, per adeguarli ai principi della legge, di una religione o di una dottrina morale." si apre con una definizione del termine censura il blog dell'Osservatorio Censura che raccoglie in modo scientifico tutti i dati sulla censura sul web nel nostro Paese. Si tratta di un fenomeno spesso sottovalutato, ma in continua crescita.

La Kyenge, i migranti e le tante facce di un unico razzismo

Dall'insediamento del governo Letta sono all'ordine del giorno episodi di contestazione razzista nei confronti di Cecile Kyenge, dai gruppi neofascisti sempre sottovalutati, ai leghisti che cercano una nuova collocazione politica a partire dall'individuazione del nemico: il ministro donna e orgogliosamente nera.

Rivolte giovanili e indifferenza: un breve promemoria

In un mix di paternalismo ed esterofilia, come spesso accade, da qualche giorno è tornato ad aggirarsi per il web e a fare capolino sulle pagine dei giornali un tema tanto caro a molti opinionisti italiani: "Ma perché i giovani non si ribellano? Perché nonostante la crisi, il futuro distrutto, la precarietà, non invadono le strade come fanno i giovani della Turchia?".

Anni fa Curzio Maltese scrisse un editoriale intitolato "Aspettando la rivolta dei giovani", e fu sommerso da una grande quantità di risposte, più o meno argomentate. Alcune sono raccolte in questo blog. Era il maggio del 2010, molte università in Italia (Bari, Siena, Torino) erano occupate contro l'aumento delle tasse, nel silenzio generale anche di quei giornalisti che "invitavano" alla ribellione. Nello stesso periodo su Corriere Magazine perfino Pigi Battista faceva simili appelli, con l'arroganza che contraddistingue i goffi tentativi d'apparire intellettuali capaci di provocare.

La telefonata di Letta, il Campidoglio e le larghe intese

Mentre nella piccola Piazza di Pietra a Roma si stava ancora festeggiando le agenzie hanno battuto una notizia, apparentemente innocua: "il premier Enrico Letta ha telefonato a Ignazio Marino per complimentarsi della vittoria e fargli auguri di buon lavoro. Il premier ha telefonato anche a Gianni Alemanno."

Poco prima lo stesso Letta aveva dichiarato: "Il risultato delle amministrative, visto nel suo complesso, rafforza lo schema del governo di larghe intese". In molti sono rimasti sbigottiti e hanno provato a smentire il premier. 

Dopo il voto: gli spiccioli a noi, le briciole ai partiti, le macerie per tutti

ignazio marino non è politica è romaLe amministrative 2013, complici il calo dell'affluenza (enorme se raffrontato con l'analoga tornata amministrativa del 2008, notevole se raffrontato alle ultime votazioni politiche) e il radicamento del Partito Democratico sul territorio, consegnano un dato che consente al PD di evitare la debacle aggrappandosi in particolare al "Grillo dimezzato". Ma quello di Grillo non è un voto dimezzato. Certo, nonostante le larghissime intese e la situazione sociale del paese, il Movimento 5 Stelle non cresce nei consensi, ma nonostante gli errori commessi conserva percentuali molto alte e nonostante l'inconsistenza di molti tra i suoi candidati elegge consiglieri comunali in tutt'Italia, gettando le basi per un suo possibile radicamento nazionale. Si tratta di un dato che in troppi sottovalutano, specialmente se raffrontiamo il dato del PD in queste amministrative con le precedenti. Nel 2008 il PD di Roma, con Rutelli candidato sindaco ,raccolse 521.880 voti, ora il PD di Ignazio Marino ha preso solo 267.605 voti. Nonostante ciò molti dirigenti esultano per la "sostanziale tenuta che conferma la linea del partito romano" e sminuiscono l'effetto Letta-Alfano, dato che il voto dimostrerebbe che "i cittadini hanno capito la nostra scelta di responsabilità". 

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